L’amore è un sentimento meraviglioso e vitale. Ma se invade tutto lo spazio vitale di una donna, scacciando da esso amici e parenti, interessi personali e lavoro, allora questo meraviglioso sentimento si trasforma in una dipendenza psicologica.
La donna cerca di legare a sé l’uomo in modo indissolubile, non lasciando a sé stessa né a lui un solo minuto libero da questa relazione. La sua paura di perderlo genera gelosie infondate e isterismi. Da questa vicinanza soffre la salute mentale di entrambi, ma a soffrire di più è la donna stessa. L’uomo inizia molto presto a sentirsi oppresso da questa relazione, e il risultato è disastroso. La differenza tra amore e dipendenza è evidente: l’amore si gode e si festeggia. La dipendenza porta solo dolore e distrugge l’anima. E liberarsene è necessario il prima possibile. Meglio ancora, evitarla del tutto.
Le conseguenze del comportamento femminile dettato da una dipendenza malata sono davvero devastanti. Con esse, la donna ottiene proprio ciò che teme di più:
– La relazione si distrugge. All’uomo non piace affatto il controllo totale, le gelosie infondate e incessanti. Le richieste di resoconti continui e di vicinanza costante invadono il suo diritto alla privacy, trasformando la relazione in una prigione;
– L’uomo inizia a mentire anche per le ragioni più banali, solo per precauzione. Si impantana nelle sue bugie, dando così motivo a nuovi scandali;
– poi cerca una scusa per non incontrarla o per tornare a casa il più tardi possibile;
– L’uomo inizia a ricordare con nostalgia il tempo in cui era libero. E pensa che nel mondo esistano molte altre donne, più tranquille e dolci.
Un simile atteggiamento non può essere sopportato a lungo da nessuno, men che meno da un masochista. Un uomo normale, all’inizio, cercherà di giustificarsi, di dialogare e di sistemare la situazione. Ma vivere nell’attesa costante di un’esplosione o di uno scandalo continuo non è possibile. E quando si sentirà soffocare, se ne andrà dove si respira liberamente.
Come appare la donna, se la si guarda con gli occhi dell’uomo? È sempre irritata, a volte aggressiva, poi all’improvviso cambia atteggiamento: si abbandona all’autocommiserazione e chiede scusa in modo umiliante. Raramente una donna in preda alla rabbia, con il volto distorto dal dolore, riesce a mantenere un aspetto attraente. La vita in uno stato di stress e tensione nervosa si riflette anche sull’aspetto: la donna diventa poco attraente.
Ma non cambia solo l’aspetto. Cambia anche il suo mondo interiore: la donna si dissolve completamente nell’uomo, perde la propria individualità. Concentrata solo sulla relazione, non evolve, non si migliora e diventa noiosa. Questa relazione la distrugge come persona e lei, per vendetta, cerca di distruggere l’uomo.
Il consiglio più frequente in questa situazione è quello di occupare il proprio tempo libero con qualcosa di interessante, per distrarsi e dare all’uomo la possibilità di riposare e magari anche di sentire la sua mancanza. Purtroppo, però, questo spesso non aiuta. La donna, con la mente, è comunque accanto a lui, e il timore che l’uomo, sfuggito al suo controllo, stia facendo qualcosa di sbagliato, non le permette di rilassarsi.
Un’occupazione esteriore, volta solo a creare un’immagine, può aiutare solo per breve tempo. Ma, molto probabilmente, si tratta solo di un’autoillusione che presto verrà smascherata.
La cura per la dipendenza affettiva va cercata dentro di sé. La fiducia in sé stessi, anzi l’autostima, è il nucleo che impedisce alla donna di perdersi anche nell’amore per un uomo. Nessuna attività, per quanto interessante, può creare questo nucleo interiore. Le persone care e innamorate devono completarsi a vicenda, dando la possibilità di crescere, di cercare e trovare cose nuove, di rendere la propria vita più interessante e piena. La sostituzione della personalità è possibile solo se dentro di sé c’è un vuoto. E la donna cerca di colmare il proprio vuoto con l’amato, anche se lui non lo desidera.
Per evitare che accada, bisogna trovare sé stessi. Rispondere alle domande: chi sono? a cosa servo? qual è il mio scopo finale? quali mezzi posso usare per raggiungerlo? Rispondendo a queste domande, la donna ritroverà se stessa, imparerà a rispettarsi. Sgorgheranno nuovi obiettivi e si apriranno orizzonti più ampi. Sarà aperta a relazioni paritarie, che porteranno gioia ed energia, creative e non distruttive.



