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Evgeny Kolesov (Het Monster) - IPOTETICHE PIANETE

Євген Колесов (Het Monster) – IPOTETICHE PIANETI

L’ipotesi che nel Sistema Solare esistano altri pianeti oltre a quelli noti accompagna l’umanità per tutta la sua storia. Oggi viene avanzata sia dagli astronomi, che necessitano di spiegare le irregolarità osservate nei moti planetari, sia dagli astrologi, che cercano di completare la visione dell’universo. Gli antichi ebrei parlavano di «dieci principi della natura» (sefirot) e credevano che anche i pianeti — Sole e Luna compresi — dovessero essere dieci. Gli antichi egizi erano della stessa opinione: sette pianeti attivi, noti, e tre passivi, invisibili ma percepibili nel loro influsso. Questi ultimi entrano in azione quando uno dei pianeti attivi «cessa di funzionare» temporaneamente, ad esempio quando diventa retrogrado.

Gli egizi costruirono la piramide di Cheope, una struttura avvolta ancora oggi da misteri e sospettata dagli scienziati di possedere proprietà straordinarie. All’inizio del nostro secolo, lo studioso tedesco Nettling, partendo dall’idea che la piramide fosse stata edificata anche a fini astronomici, rilevò una corrispondenza tra alcune sue dimensioni e le distanze nel Sistema Solare. Sulla base di ciò, ipotizzò la presenza al suo interno di altri tre pianeti: due inferiori e uno superiore, cioè due pianeti con orbite più vicine al Sole di quella della Terra e un terzo la cui orbita si troverebbe tra quelle di Saturno e Urano. Secondo i suoi calcoli, il periodo di rivoluzione di quest’ultimo sarebbe di poco superiore ai 42 anni.

Chirone

Solo in tempi recenti (1977) è stato scoperto un nuovo planetoide, battezzato Chirone. Tuttavia, il suo periodo di rivoluzione è di cinquant’anni; la sua orbita, inoltre, è fortemente ellittica, motivo per cui il suo moto apparente nel cielo terrestre risulta irregolare. La sua velocità media è di circa 1’11” al giorno, ovvero 7,2 gradi all’anno: il 1° gennaio 1940 si trovava a 18° Cancro, mentre il 1° gennaio 1990 era a 14° Cancro.

Chirone è il nome del saggio centauro, studioso e medico, maestro di Ercole. In astrologia, gli astrologi gli attribuiscono il significato di capacità di insegnare e guarire, e ne considerano la Sagittario come segno di domicilio, tradizionalmente riconosciuto come l’analogo celeste della figura mitologica di Chirone. Collocato al confine tra i pianeti classici e quelli transaturniani, egli incarna il legame tra due mondi, quello visibile e quello invisibile, manifestandosi sia sul piano degli eventi che su quello spirituale. Gli astrologi occidentali lavorano attivamente con Chirone e lo considerano in tutte i temi natali alla stregua dei pianeti tradizionali. Su di esso esiste una vasta letteratura, ad esempio: Clow, Barbara. Chiron: Rainbow Bridge Between The Inner and Outer Planets. Minnesota, 1987; Stein, Zane B. Chiron: Essence and Application. New York, 1987. Viene tenuto in considerazione anche in tutti i moderni programmi informatici, inclusi quelli russi (ad esempio «Gemma», «Staryj», «Prima»).

Transplutone e Premercurio

Anche gli indiani ipotizzavano che i pianeti — considerando i luminari ma escludendo Rāhu e Ketu — potessero essere sette, otto o nove («Viṣṇupurāṇa»); in alcune scuole astrologiche si calcolano pianeti fittizi e, in astrologia karmica, il loro numero aumenta considerevolmente. Tuttavia, nella pratica, gli astrologi indiani si sono sempre serviti di sette pianeti e ancora oggi così fanno.

I planetoidi (asteroidi) hanno spesso fornito agli astrologi candidati per «ruoli» planetari. Negli anni Venti del secolo scorso, l’astrologo tedesco Keppenstetter, sulla rivista «Astrologische Rundschau», riprese un’antica teoria secondo cui i pianeti dovrebbero essere dodici, in corrispondenza con il numero dei segni zodiacali e delle case astrologiche. Egli propose di considerare i più grandi asteroidi in orbita tra Marte e Giove come i pianeti mancanti; inoltre, ipotizzò l’esistenza di almeno altri due pianeti oltre l’orbita di Nettuno (Plutone non era ancora stato scoperto), che chiamò Apollo e Vulcano.

Pressappoco nello stesso periodo, i ricercatori olandesi madame De Beer e dottor Reijning pubblicarono un articolo sullo stesso tema, attribuendo ai pianeti i nomi di Osiride, Iside, Ermes e Horus. Sembra che i pianeti siano più di dodici, ma madame De Beer propose un’interessante ipotesi: uno di questi pianeti sarebbe stato troppo vicino al Sole e da esso assorbito, al punto che il Sole ne avrebbe assunto le funzioni, tanto che oggi andrebbe considerato non solo come Sole, ma anche come «Premercurio». Gli astrologi americani sostengono che furono i loro colleghi a proporre per primi queste ipotesi; negli anni Venti, l’astrologo statunitense Satcliffe annunciò addirittura di aver scoperto il Premercurio. Egli ne calcolò il periodo di rivoluzione (46 giorni) e lo chiamò Vulcano. In seguito, questa ipotesi non fu confermata e il nome venne attribuito a un’altra presunta pianeta, questa volta situata molto lontano dal Sole: verso gli anni Venti, l’astrologia americana seguì una sua strada e una delle sue correnti, la cosiddetta scuola uraniana, ipotizzò l’esistenza di almeno tre pianeti oltre l’orbita di Nettuno: Plutone, di nuovo Vulcano e Caos. Questa ipotesi ricevette una qualche conferma: nel 1930 l’astronomo statunitense Clyde Tombaugh scoprì il pianeta Plutone. Successivamente (e continuano a farlo) sono apparse notizie sulla scoperta di un altro pianeta, Vulcano; tuttavia, tali notizie non hanno mai trovato una conferma definitiva (è stata confermata solo la presenza di un satellite di Plutone, che venne chiamato Caronte, dal nome del traghettatore che trasportava i morti nel regno di Ade).

Ciononostante, molti astrologi sia in America che in Europa continuano a sviluppare queste ipotesi; sulle riviste e in altre pubblicazioni vengono pubblicate le coordinate e i periodi di rivoluzione dei pianeti ipotetici (da 600 a 6000 anni) e se ne traggono conclusioni sul loro possibile influsso sul destino umano.

Iside

Tra queste, la più popolare è probabilmente il Transplutone-Iside. Presso gli antichi egizi, Iside era la dea della fertilità, dell’acqua e del vento, sorella e sposa di Osiride, madre di Horus e della dea Bubaste, inizialmente identificata con la stella Sothis (Sirio). Viene considerata anche custode dell’intero Zodiaco e, per questo, gli astrologi moderni non le assegnano un segno come domicilio. Nel 1946, l’astrologo statunitense M. Sevin pubblicò i parametri orbitali da lui calcolati, oggi accettati sia in America che nella maggior parte dei paesi europei. Periodo di rivoluzione: 686 anni. Velocità media: 0° 31’ 29” all’anno. Posizione al 01.01.1991: 22° 26’ R Leone.

Significato: intelletto superiore intuitivo, esperienza trascendentale. A Iside vengono associate anche capacità di percezione extrasensoriale, consapevolezza del ruolo individuale dell’uomo in questo mondo, ossia della sua individualità. Da Iside dipendono, inoltre, le capacità creative (di qualsiasi tipo). Nell’astrologia mundana si rileva il suo legame con i terremoti. La letteratura su Iside è scarsa; sono noti solo alcuni scritti e pubblicazioni di astrologi di spicco (Noel Tyl, T. Landtscheidt, Klaus Bonert). Questo pianeta ipotetico è ancora oggetto di studio.

Bacco

Quando la concezione di Iside era ancora in fase di elaborazione e alcuni astrologi le assegnavano come domicilio il segno del Toro (poiché la dea Iside veniva raffigurata con corna bovine), l’americano John Hawkins propose inaspettatamente di non considerare il Transplutone come ulteriore sviluppo del principio femminile, ma di attribuirgli il nome di Bacco. Nella sua opera (Transpluto — or Should We Call Him Bacchus The Ruler of Taurus? Dallas, 1976) egli argomenta dettagliatamente questa concezione, assegnando a Bacco il Toro come domicilio, l’Acquario come segno di esaltazione e lo Scorpione come segno di caduta. Bacco (Dioniso) era, com’è noto, figlio di Giove-Zeus, divinità della fertilità, del teatro e dei misteri esoterici. Hawkins vi associava il significato astrologico di simbolo di conoscenza dell’invisibile, liberazione dai vincoli terreni e iniziazione. In generale, come si può vedere, fatta eccezione per la questione del genere, la concezione di Transplutone-Bacco non si discosta molto da quella di Transplutone-Iside e, anzi, si utilizzano le stesse effemeridi. Tuttavia, le idee di Hawkins non hanno ottenuto grande diffusione.

Proserpina

Pavel Globa, che si schierò decisamente a favore dei transplutoniani, incluse nei suoi studi anche Iside-Bacco, chiamando questo pianeta Proserpina.

Наpremette che si può ipotizzare che i parametri orbitali di Transplutone siano stati “calcolati” da lui stesso sulla base di pochi dati trapelati dall’estero. Pertanto, le effemeridi di Transplutone diffuse nel nostro Paese differiscono sostanzialmente da quelle accettate nel resto del mondo: il periodo orbitale di Proserpina ammonta a 625 anni e, di conseguenza, la sua velocità media di movimento risulta essere di circa 0° 27′ 42″ all’anno. Si ritiene che nel febbraio del 1918 sia entrata nel segno della Bilancia, mentre nel febbraio del 1983 sia entrata nel segno dello Scorpione. Il suo prototipo mitologico è Persefone, figlia della dea della fertilità Demetra (presso i romani Cerere), rapita da Ade (Plutone), dio degli inferi. Nella scuola di Globa essa incarna «l’intelligenza, la crudeltà e la praticità», benché l’antica Persefone non fosse crudele. Come dimora («dimora diurna») P. Globa le ha assegnato il segno della Vergine, mentre come luogo di esilio considera i Pesci e come luogo di elevazione i Gemelli (che sono anche la «dimora notturna»). Per ulteriori dettagli su di essa si rimanda al suo «Corso base fondamentale».

Vulcano
Pavel Globa ha accolto anche la concezione di Premercurio di Satcliffe, mantenendo per esso il nome di Vulcano e lo stesso periodo orbitale (46 giorni). Nella sua scuola Vulcano è stato associato alla funzione di Super-Giove: si tratta del principio maschile supremo, il principio della coscienza planetaria e della gerarchia cosmica. Nella mitologia antica Vulcano (Efesto) è il fabbro che forgia per gli dèi oggetti utili (a Zeus uno scudo-egida, a Elio un carro, ecc.).

Lilith-nube e Lilith-asteroide
Nuovi «corpi celesti» furono individuati anche nel sistema Terra-Luna: nel 1898 l’astronomo tedesco Waltemath scoprì due piccoli planetoidi che orbitano intorno alla Terra su orbite fortemente ellittiche. Gli americani, peraltro, sostengono in questo caso che la scoperta sia stata fatta per la prima volta da un loro connazionale (Ivy G. Jacobsen). In realtà, già nel XVII secolo — forse anche prima — si era notato che, oltre alla Luna, qualcosa si muoveva intorno alla Terra, ma solo nel 1961 l’astronomo polacco Kordylewski riuscì a chiarire di cosa si trattasse: i «planetoidi» si rivelarono essere nubi di polvere, e le loro orbite… le loro orbite. Ad ogni modo, questa scoperta rallegrò molto astrologi e occultisti; l’occultista inglese Sepharial propose di chiamare il primo dei planetoidi con il nome di Lilith, mentre poco dopo l’astrologo olandese, che aveva assunto il nome esoterico di Libra (Bilancia), lo chiamò con il secondo nome Lulu. Tuttavia, l’interesse per essi cominciò presto a scemare a causa della mancata conferma della loro esistenza.

Negli anni Trenta il nome di Lilith si affermò nell’uso astrologico comune per indicare un certo punto immaginario, noto da tempo agli astrologi e agli astronomi, chiamato anche Luna Nera. Nella moderna astrologia la Luna Nera (Lilith) designa l’apogeo dell’orbita lunare («Luna Nera vera») o il centro dell’eccentricità del sistema Terra-Luna («Luna Nera media»), che compie una rivoluzione completa intorno alla Terra in 8 anni e 310 giorni (con una velocità di 40,6 gradi). Ad esempio, il 1° gennaio 1991 si trovava a 17° 05′ Sagittario.

Nei racconti rabbinici questo nome (Lilith, ebr. «Notturna») indicava una delle quattro demonesse sedotte da Sammael (Satana) e da altri angeli caduti. In seguito Satana la inviò da Adamo, ancora prima che fosse creata Eva. Prima di lasciare Adamo per ordine di Dio, durante una lite accesa ella pronunciò il vero nome di Dio. Dal rapporto tra Adamo e Lilith nacquero numerosi demoni di sesso femminile… In accordo con ciò, anche in astrologia essa è considerata l’incarnazione delle pulsioni oscure e inconsce, dell’energia sessuale simile a quella plutoniana, ma priva di un principio spirituale elevato.

Da noi, a causa della non convenzionalità di Lilith come pianeta e, in larga misura, per via di questo «intrigante» substrato mitologico, essa suscita grande interesse sia a destra che a sinistra, venendo interpretata secondo Martin Schulman e Demetra George, così come secondo Pavel Globa e Irina Ulrich, e anche secondo molti altri. Essa viene inclusa in tutte le carte, se ne inizia l’interpretazione, considerandola quasi l’oggetto principale di studio e di lavoro con il proprietario dell’oroscopo, cioè il dialogo con il cliente. Naturalmente, il cliente si spaventa, poiché sa sul Luna Nera quanto sa sulla gatta nera, e reagisce di conseguenza. Secondo Pavel Globa, essa è una «pianeta astrale» che si riduce mitologicamente alla terribile dea indiana Durga (Kali) e al «Pene di Priapo» greco (simbolo della forza sessuale sfrenata), responsabile della «formazione di assassini, distruttori, criminali». In realtà, egli la colloca tra le orbite di Marte e Giove, confondendola con l’asteroide dello stesso nome (scoperto nel 1927), benché utilizzi evidentemente le effemeridi generalmente accettate (La Luna Nera di Giorgio Bazzocchi).

In Occidente si affronta l’argomento con maggiore sobrietà: esistono studi seri sulla funzione di Lilith nell’oroscopo (si veda, ad esempio, Wilson-Ludlum, R. Lilith Insight. Tempe: AFA, 1979, o il bel libro di L. Livaldi-Laun: Lilith – die Begegnung mit dem Schmerz, con prudenza).

Ma che cos’è Lilith dal punto di vista astrologico?
Luna Nera
La Luna Nera nel tema natale indica problemi irrisolti, complessi o malattie che non appartengono alla persona stessa, bensì all’anamnesi della sua famiglia o della macrofamiglia (nonni, bisnonni, zii e zie). «Lavorare» con essa, elaborarla o influenzarla direttamente non è possibile, poiché è facile arrecare danni, mentre il risultato positivo è incerto. Tuttavia, anche in questo caso i nostri predecessori hanno trovato una soluzione: come nella medicina cinese si può influenzare non il meridiano stesso, ma il suo opposto (ad esempio, vescica — polmoni), così in questo caso ogni azione deve essere condotta attraverso la Luna Bianca (Selene). In altre parole, l’approccio è analogo a quello adottato per le altre «pianeti nere», di cui si trovano cenni nella letteratura.

Luna Bianca e Selene
Nel resto del mondo astrologico (tranne la Russia), con Luna Bianca si intende solitamente il punto dell’orbita lunare opposto all’apogeo (perigeo), la cui longitudine differisce da quella della Luna Nera di 180°. Essa viene utilizzata nei calcoli come fattore che integra e/o compensa l’influsso dell’apogeo lunare (Luna Nera). Non ho trovato studi o anche solo menzioni di essa come oggetto autonomo dell’astrologia.

Da noi, grazie a Pavel Globa, le si dedica maggiore attenzione e la si chiama Selene. Nella mitologia antica Selene è la dea della Luna, sorella di Elio e Eos, innamorata del giovane mortale Endimione. Viene raffigurata come una donna bellissima con una torcia in mano, a volte su un carro. Non ha mai fatto del male a nessuno. Nella scuola di Globa essa è un’altra «pianeta astrale», che si riduce mitologicamente al concetto pehlevi di «ferešti» (angelo), usato per indicare divinità ausiliarie (dall’avestico «ized», «Dio»). Selene si contrappone a Lilith come personificazione di tutto ciò che di buono capita alla persona, il suo «angelo custode».

Ebbene, sia pure. La logica e l’esperienza nello studio del «gruppo della Luna» (la Luna stessa, con tutta la ricchezza dei suoi archetipi, più i nodi e i punti della sua orbita) richiedono effettivamente un’attenzione particolare per la Luna Bianca come «contrappeso» della Luna Nera. Tuttavia, il ciclo settennale di rivoluzione da lui introdotto non desta fiducia. Il calcolo generalmente accettato (longitudine di Lilith più 180°) appare sia più logico che più semplice. Del resto, qui ognuno è libero di scegliere ciò che preferisce…

Pianeti transnettuniani
I pianeti transnettuniani, o uraniani, sono «punti sensibili» introdotti nella pratica astrologica nel 1923 dall’astrologo tedesco A. Witte, fondatore della scuola uraniana già citata. Analizzando un gran numero di temi natali, egli giunse alla conclusione che per spiegarli completamente gli mancavano almeno altri quattro punti che agissero in modo simile ai pianeti. Furono così introdotti i primi quattro «transnettuniani» — Cupido, Ade, Zeus e Crono. Alcuni anni dopo, il suo amico e seguace F. Sieggrün ne aggiunse altri quattro, chiamandoli Apollo, Admeto, ancora Vulcano e Poseidone. (Questo Vulcano, a differenza degli altri, si scrive Vulcanus).

È risultato che il periodo di rivoluzione di questi pianeti o punti varia da 255 a 740 anni, quindi devono trovarsi oltre l’orbita dell’ultima allora nota pianeta Nettuno (da cui il nome). Da allora, per oltre mezzo secolo, queste quasi-pianete godono di una discreta popolarità tra gli astrologi — principalmente in America, ma anche in Europa. Vengono pubblicate effemeridi speciali, le ultime e migliori delle quali appartengono a Neil Michelsen (Uranian Transneptune Ephemeris 1850-2050, Fransville/Wis. 1989). Poiché da noi se ne occupano quasi per nulla, considereremo brevemente il loro significato o, meglio dire, gli archetipi del collettivo, da cui indirettamente — un indicatore del livello di socializzazione e di successo creativo.

Periodo di rivoluzione 255 anni. Periodo di rivoluzione 360 anni, velocità annuale 0,815°, longitudine al 01.01.1991 = 28°09′ R Vergine, 21°22′ R Gemelli.

Apollo: apertura, cioè recettività, desiderio di imparare e accumulare esperienza, da cui la propensione per il commercio, i viaggi in generale e la comunicazione.

Periodo di rivoluzione 571 anni, velocità annuale 0,630°, longitudine al 01.01.1991 = 15°43′ Bilancia.

Admeto: allontanamento — da sé, dal mondo («in monastero»), dagli affari, da cui anche: pausa, arresto, autolimitazione, infine, morte.

Periodo di rivoluzione 620 anni, velocità annuale 0,580°, longitudine al 01.01.1991 = 13°49′ R Toro.

Vulcano: forza sovrumana — Ercole, Portos, cyborg-Terminator; la forza può essere anche non fisica (mentat, supermente) e non derivare dal fisico (berserk, sciamano).

Periodo di rivoluzione 657 anni, velocità annuale 0,548°, longitudine al 01.01.1991 = 15°27′ R Cancro.

Poseidone: manifestazioni superiori dello spirito — percorso di conoscenza, iniziazione, ma anche illuminazione, rivelazione, dono della visione spirituale e della comprensione.

Periodo di rivoluzione 740 anni, velocità annuale 0,487°, longitudine al 01.01.1991 = 0°14′ Scorpione.

Sebbene i Transnettuniani vengano tuttora utilizzati attivamente in Occidente, non si tratta comunque di pianeti veri e propri, quindi non sono stati assegnati loro domicili, né luoghi di esaltazione o caduta.

Asterodi Con lo sviluppo dell’astrologia informatica è arrivata anche la moda degli asteroidi: la longitudine dei quattro più grandi, Cerere, Pallade (Minerva), Giunone e Vesta, viene riportata nella maggior parte delle effemeridi e in tutti i programmi astrologici moderni. Esistono programmi che permettono di calcolare fino a due dozzine di asteroidi, mentre i nostri colleghi di San Pietroburgo Semira e Vitalij Vetaš lavorano con successo con diverse centinaia di questi piccoli, ma indubbiamente interessanti pianetini. Il risveglio dell’interesse verso di essi coincise con la crescita della consapevolezza femminista nei paesi occidentali, quando uomini e donne iniziarono a pretendere non solo una parità formale, ma anche fattuale con gli uomini (congedi parentali per madri e padri, ecc.) e a cercare nuovi, superiori modi di espressione del principio yin (femminile), presente sia nelle donne che negli uomini — rifiuto dei modelli dell’uomo «breadwinner» e della donna «casalinga»: perché non il contrario? Per questo i quattro asteroidi più grandi vengono associati ad archetipi yin (dee antiche), che esamineremo più in dettaglio:

Cerere (Ceres), in Grecia Demetra — dea della fertilità e dell’agricoltura (tra l’altro, madre di Proserpina-Persefone): madre, istinto materno, amore incondizionato (vivere per i figli), ma anche condanna (delusione) altrettanto incondizionata, al di fuori della logica e della comprensione. Elemento: Terra. Periodo di rivoluzione intorno al Sole — 4 anni e 220 giorni, longitudine al 01.01.1991 = 23°19′ Bilancia.

Pallade (Pallas), in Roma (e negli Stati Uniti) Minerva, epiteto della dea Atena come guerriera. Atena — figlia di Giove-Zeus, nata «dalla sua testa», protettrice delle città, patrona delle arti e dei mestieri. Da qui l’archetipo: figlia, «amazzone», sintesi del principio femminile e maschile, capacità di imparare e, una volta imparato, agire (vivere per l’autoespressione). Abilità di applicare la tattica invece della forza. Anche principio di androginia, equilibrio yang-yin. Elemento: Acqua. Periodo di rivoluzione intorno al Sole — 4 anni e 224 giorni, longitudine al 01.01.1991 = 24°13′ Vergine.

Giunone (Juno), in Grecia Era, patrona dei matrimoni e delle nascite, moglie di Giove. Moglie, moglie che vede nel marito il modo necessario e sufficiente per l’autorealizzazione (vivere per il marito): matrimonio mistico, «nozze alchemiche». Elemento: Aria. Periodo di rivoluzione intorno al Sole — 4 anni e 132 giorni, longitudine al 01.01.1991 = 25°44′ Sagittario.

Vesta, in Grecia Estia, sorella di Giove, patrona del focolare domestico e templare. Archetipo: sorella, sacerdotessa, suora che si dedica completamente a qualsiasi idea, sia essa un percorso spirituale o semplicemente un servizio (vivere per un’idea). Elemento: Fuoco. Periodo di rivoluzione intorno al Sole — 3 anni e 230 giorni, longitudine al 01.01.1991 = 15°34′ R Toro.

Sulle dimore (domicili) proprie e altri luoghi di dignità dei quattro principali asteroidi esistono ancora opinioni diverse, quindi qui non le riportiamo.

Meno dei principali, ma sempre più presi in considerazione ogni anno, sono altri 10 asteroidi relativamente grandi. Ne diamo brevi caratteristiche:

  • Psiche (N 16): reazione emotiva verso gli altri, legame spirituale, empatia.
  • Eros (N 433): energia vitale, passione; anche sensualità, libido, desiderio di procreazione.
  • Toro (N 1685): desiderio di comandare le persone, potere ottenuto con la forza.
  • Saffo (N 80): romanticismo, senso artistico, gusto raffinato, estetismo.
  • Amor (N 1221): compassione verso gli altri (amore per il prossimo), amore spirituale o platonico.
  • Pandora (N 55): invidia, anche gelosia, che spinge a interferire nella situazione.
  • Icaro (N 1566): coraggio, amore per il rischio. Eterno ribelle, oppositore.
  • Diana (N 78): istinto di sopravvivenza, autoconservazione, da cui — autosufficienza (e disarmonia nei rapporti con gli altri).
  • Hidalgo (N 944): adesione consapevole a qualsiasi principio («non posso cedere sui miei principi»).
  • Urania (N 30): ispirazione celeste (per le persone dell’arte), conoscenza cosmica.

Le effemeridi di questi asteroidi per gli anni 1931-2002 sono riportate nel libro già citato: George, Demetra. Das Buch der Asteroiden. Moessingen, 1991.

E tutti gli altri… Questa lista può essere ancora ampliata. Vi rientrano, ad esempio, già citati Ermes, Orione e Osiride, che sono migrati negli Stati Uniti, dove insieme ad Atena, Mida, Moria, Pan, Rex, Sigma e alcuni altri sono entrati nel sistema di Charles A. Jayne, i pianeti della scuola Globа — Iside (amico di Vakšya, Fetonte, ecc.). Vengono calcolati anche le comete — principalmente come portatrici di sventure o almeno di bruschi cambiamenti nel destino delle persone e dei popoli.

Il lettore curioso potrà dedicarsi a ricerche autonome in questo campo; noi concluderemo invece citando le parole dell’astrologo americano Robert Hand, il quale sottolineava che per l’astrologo praticante ci sono già abbastanza problemi con la nomenclatura tradizionale, i calcoli di punti aggiuntivi sottraggono troppo tempo.

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