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Carta e karma

CARTA E KARMA

Prima di tutto vorrei dissipare un diffuso e radicato fraintendimento. Oggi la parola “karma” viene usata per indicare qualsiasi cosa: ereditarietà, “debiti” che ci portiamo dietro dalle vite passate, dharma (ruolo), moksha (liberazione), e soprattutto kismet, cioè il destino, la sorte (dall’arabo k’ism – sorte), che ha valore solo per questa incarnazione e non ha alcun legame con le incarnazioni passate o future. In particolare, sono gli esoteristi a commettere questo errore, spiegando con il karma tutti i casi che esulano dal nesso diretto medico-paziente. Anche se in senso strettamente teorico questo può essere vero, in pratica né l’uno né l’altro sono abbastanza preparati, e a livello ordinario questo porta a sostituire il rapporto medico-paziente con quello sacerdote-profano: quando si scopre che la malattia di un bambino è dovuta alla presenza del ricordo di una nonna defunta, questo fenomeno (non così raro) viene dichiarato “karma”, dopodiché tutti annuiscono con aria saputa e il normale lavoro del medico si trasforma in una cerimonia sacra che coinvolge tutti i membri della famiglia. Per fortuna, nel nostro Paese, così incline al misticismo, questo aiuta più che ostacolare la cura, e il principio di “curare la famiglia” è noto fin dai tempi antichi.

Nel frattempo, il karma è un concetto filosofico astratto, che nella vita quotidiana ha la stessa applicazione del concetto di “materia” rispetto al tavolo a cui pranziamo. Nell’induismo è la causalità universale, simile al concetto greco-europeo di “telos” (causa finale), per cui il normale nesso causale, che presuppone l’irreversibilità nel tempo (prima viene sempre la causa, poi l’effetto), non si applica alla sfera del karma. Nel buddismo e nel taoismo è una legge impersonale di equilibrio cosmico, che tende sempre al ripristino dell’equilibrio. Un’astuzia può turbarlo in un punto; il mondo non crollerà per questo, ma la persona, come si suol dire, si farà del male da sola, perché l’equilibrio tenderà a ristabilirsi e la persona pagherà per la sua violazione. (Nella mitologia mondiale è descritto un unico caso di una tale profonda violazione dell’equilibrio da far “capovolgere” il mondo, ma questo fu fatto non da un uomo).

Esiste anche il concetto di “karma istantaneo” (instant karma) – una punizione rapida e inevitabile per il male commesso. Si tratta di un’idea occidentale che risale al versetto evangelico “A me la vendetta, io renderò” (Lc 12:19). In Oriente non si condivide l’idea che i processi di ripristino dell’equilibrio cosmico avvengano con una certa “velocità”: prima o poi l’equilibrio si ristabilirà comunque, ma nessuno sa se questo accadrà tra dieci minuti o tra diecimila anni. S.M. Lazarev (“Diagnostica del karma”, San Pietroburgo, 1993) nella sua pratica nota un aumento della frequenza di manifestazioni di “karma istantaneo”, che, tuttavia, viene spiegato probabilmente dal fatto che una sola persona non è in grado di osservare questi processi per lunghi periodi di tempo.

La punizione non è necessariamente immediata in questa incarnazione, quindi in linea di principio si può parlare di un “debito karmico”. Tuttavia, occorre avere chiaro cosa si intende. Purtroppo, a noi l’insegnamento sul karma è giunto attraverso l’Occidente, e le persone pratiche occidentali hanno ridotto il concetto di deficit locale dell’equilibrio cosmico a quello di un debito da pagare.

Un esempio classico di questo approccio è il libro della francese di origine tedesca Dorothée Koechlin de Bizemont “Astrologia karmica” (Koechlin de Bizemont, Dorothée. L’Astrologie karmique. Robert Lafont, Paris 1980). Peraltro, nella signora de Bizemont il karma non è affatto importante, dato che il suo nome viene storpiato in tutti i modi (anche se in questo caso non si tratta di karma, ma di kismet). Da tempo è nota da noi con il soprannome “de Vizi”; in “Astrologo” n. 1 del 1994 viene chiamata “Koechlin de Bizemont” – tra l’altro, in quell’articolo vengono riportati anche alcuni estratti da questo libro. Il volume è piuttosto confuso, la parte teorica è molto debole, ma alcune analisi pratiche della carta natale sono descritte con una certa precisione.

Un altro libro, non meno noto da noi, è “Astrologia karmica” di Martin Schulman, americano (Schulman, Martin. Karmic Astrology. Ann Arbor, MI, 1975). Anche qui la parte teorica è piuttosto modesta, ma le descrizioni del ruolo karmico dei Nodi nei segni e nelle case sono molto utili per il lavoro pratico.

Nella pratica astrologica raramente sorge la necessità di studiare gli elementi karmici della carta natale. Intendo dire che non bisognerebbe analizzarli per semplice curiosità (a meno che non si tratti del proprio tema natale, il cui studio è sempre utile). Non perché siano “pericolosi” o “dannosi”, ma semplicemente perché queste informazioni superflue possono ostacolare l’analisi dei problemi ordinari e “terreni” della carta. Se, invece, questa necessità si presenta davvero, sia per la complessità dei problemi analizzati sia per l’insistente richiesta della persona interessata, allora tali elementi possono essere presi in considerazione. Tuttavia, in primo luogo, occorre avere ben chiaro cosa si sta cercando e perché, cioè avere almeno una conoscenza generale della teoria del karma; in secondo luogo, ci si deve basare non su “illuminazioni” o voci dall’alto, ma solo su metodi e tecniche già consolidati nel lavoro degli astrologi sia dell’Oriente che dell’Occidente.

L’astrologo che si accinge ad analizzare gli elementi karmici della carta natale ha tre obiettivi:

1. Determinare in cosa consiste il karma di un dato individuo (in senso filosofico, buddista-taoista, anche se in questo caso il karma è in gran parte identico al kismet), e fornire indicazioni generali;

2. Costruire la carta di una data incarnazione (passata, precedente, futura ecc.) per determinarne i principali indicatori;

3. Trovare i legami karmici tra questa persona e altre persone che la interessano o sono in qualche modo legate a lei.

Procediamo nell’ordine indicato.

1. Il karma individuale

Gli astrologi indiani preferiscono leggere il karma da Saturno. Saturno è il karma che si trasferisce da una vita all’altra. La posizione di Saturno nel segno e nella casa è il “compito supremo” della persona in questa, ma anche nelle altre incarnazioni. Il suo contenuto è il mantenimento o il ripristino dell’equilibrio cosmico, per cui ciascuno lavora nel punto in cui si trova in una data incarnazione.

In questo senso, il significato di Saturno diretto e retrogrado è quasi identico: il Saturno retrogrado indica solo che la persona dovrà faticare molto, mentre da chi ha Saturno diretto ci si aspetta piuttosto l’azione. Questo può essere chiarito dalla posizione del Sole rispetto alla linea dei Nodi. Se il Sole nel tema natale si muove dalla Coda del Drago alla Testa, la persona riuscirà presto a liberarsi dal peso della vita passata; più il Sole è vicino alla Testa in questo caso, minore è il peso del karma passato sulla persona. Se il passaggio del Sole diretto attraverso la Testa si verifica nel corso della vita, la persona può tornare al suo karma precedente.

Se il Sole natale si muove dalla Testa del Drago alla Coda, la persona non si libererà di questo

il fardello (la violazione dell’equilibrio cosmico commessa nelle sue vite precedenti era troppo grande), ma sarà meglio conoscerlo, poiché ciò può aiutarlo a vivere in modo che la sua influenza sia minima. In questo modo può almeno in parte correggere la situazione. Ora esamineremo brevemente il significato di Saturno, considerato dagli indiani come il signore della I e della VII casa, cioè di una coppia di segni opposti (case):

  • l’asse Vergine-Pesci – “colui che aiuta in caso di bisogno” (medico, sacerdote);
  • l’asse Ariete-Bilancia – “artista” o “guerriero” (personalità creativa o professione pericolosa);
  • l’asse Toro-Scorpione – “mercante” (imprenditore, affari);
  • l’asse Cancro-Capricorno – “solitario” (ricercatore);
  • l’asse Leone-Acquario – “avventuriero” (sperimentatore);
  • l’asse Gemelli-Sagittario – “visir” (impiegato, amministratore).

In base a ciò, nella carta natale si manifesta il dharma, cioè il compito assegnato all’individuo in questa incarnazione, derivante dalla sua karma. Il dharma può essere diverso in ogni incarnazione e dipende dal fatto che la persona sia riuscita a preservare l’equilibrio cosmico nella vita precedente o meno, cioè dal suo “dovere karmico”. Per determinare il dovere karmico e precisare il dharma, si costruisce la carta delle vite precedenti o di altre incarnazioni, di cui parleremo in seguito.

Tra gli indicatori generali, va menzionata anche la distribuzione dei pianeti per decani.

Il primo decano corrisponde al piano fisico. Una persona che ha molti o la maggior parte dei pianeti nei primi decani è orientata principalmente verso l’aspetto materiale e fisico della vita, non pensa alla karma ed è gravata dal peso del passato.

Il secondo decano corrisponde al piano mentale. Mostra lo stile di vita scelto per l’incarnazione attuale, l’orientamento della persona: o verso l’oblio della karma, o verso la sua correzione e adempimento.

Il terzo decano corrisponde al piano astrale ed è rivolto al futuro. Se nei terzi decani ci sono molti pianeti, il dovere karmico è quasi assolto, l’anima ha percorso il doloroso cammino verso la perfezione e la liberazione è vicina.

Eredità

Un significato karmico hanno sempre i pianeti che si trovano in congiunzione con la Coda o la Testa del Drago, così come quelli che si trovano in punti medi tra altri pianeti. Tuttavia, questa è come una karma “altrui”: la persona deve colmare il deficit di equilibrio creato da altri.

In realtà, ovviamente, non si tratta di una karma completamente “altrui”. La karma, infatti, è una legge universale che coinvolge tutti gli esseri umani e forse anche tutte le creature viventi che hanno abitato o abitano la Terra (o forse non solo la Terra). Non a caso, in Oriente si dice che l’oroscopo vada stilato per l’intera famiglia, così come la cura deve essere rivolta a tutta la famiglia. La famiglia, infatti, non si forma casualmente: il partner e i figli spesso arrivano per ristabilire l’equilibrio violato da altri.

Questo legame viene determinato dal pianeta che si trova in una posizione simile e anche attraverso un colloquio, che è importante. Di norma, i peccati dei genitori si manifestano nei figli a livello fisico (malattie), quelli dei nonni a livello astrale (psiche), quelli dei bisnonni a livello mentale. Il partner è chiamato a armonizzare le violazioni commesse dalla persona stessa: quanto sia importante la scelta del partner non c’è bisogno di ricordarlo.

Da qui deriva anche il fenomeno della “nonna defunta” (vedi anche: Lazarev S.M. Diagnostica della karma. SPb., 1993, pp. 17-18, 23, 94). Il defunto, ovviamente, non può più essere guarito, ma è possibile attenuare la sua influenza. Tuttavia, questo è più compito non di un astrologo pratico, ma di un astrologo-omeopata o di un sensitivo.

2. La carta dell’incarnazione attuale

Nella carta natale occorre prestare attenzione anche al pianeta Nettuno e al segno dello Scorpione.

Il pianeta Nettuno può significare l’ultima incarnazione se si trova nella XII casa. La sua posizione lì indica che l’anima ha completato la catena delle reincarnazioni e dopo la morte fisica non si reincarnerà più sulla Terra. La vicinanza di Nettuno alla XII casa (la sua posizione nelle case VII-XI) indica anch’essa che la catena delle incarnazioni terrene è giunta al termine. Nettuno nella I casa può significare che questa incarnazione è la prima per la persona, che ha una “anima nuova”.

Il segno dello Scorpione può indicare il numero di incarnazioni precedenti. Uno Scorpione vuoto indica un'”anima giovane”. Più pianeti si trovano nello Scorpione, più antica si considera l’anima e più incarnazioni ha avuto. Tuttavia, il numero di pianeti non corrisponde al numero di incarnazioni, ma ne stima solo approssimativamente l'”età” dell’anima.

Dalla carta natale si può approssimativamente determinare anche il carattere dell’incarnazione precedente più rilevante (significativa). Cosa significa? Nella vita passata la persona potrebbe essere morta in tenera età o essere “nata baobab”: tali incarnazioni per noi non sono rilevanti, poiché la loro influenza sull’incarnazione attuale è troppo scarsa.

I principali fattori che determinano l’incarnazione precedente significativa sono: la Coda del Drago, la XII casa e i pianeti retrogradi. Più pianeti retrogradi ha una persona, più errori ha commesso l’anima nella vita precedente e più dovrà lavorare per correggerli in questa incarnazione. L’assenza di pianeti retrogradi indica una vita retta nella precedente incarnazione.

La Testa del Drago e l’VIII casa forniscono un’idea del futuro prossimo incarnazione. A questo scopo si utilizza anche il cuspide della II casa, considerato come Ascendente inferiore.

La prima impressione sulla personalità dell’incarnazione precedente la offre la XII casa dell’oroscopo natale. Semplificando, si può dire che, spostando la griglia delle case di una casa indietro e trasformando la XII casa nella I (la I casa diventa la II, la II diventa la III e così via), si ottiene un oroscopo approssimativo dell’incarnazione precedente.

Allo stesso modo, cioè spostando la cosmogramma di un’altra casa indietro, si può provare a guardare nell’incarnazione prima di quella precedente, e così via. Lo spostamento di una casa in avanti (la I casa diventa la II, la II diventa la III, ecc.) può fornire informazioni sull’incarnazione futura. Tuttavia, occorre ricordare che le cosmogramme così ottenute sono approssimative e non possono essere interpretate direttamente.

Nel calcolo basato sulle case solari e lunari è sufficiente rinumerare le case della cosmogramma natale; nel calcolo basato sull’Ascendente occorre considerare il cuspide della XII casa come posizione dell’Ascendente, il cuspide della IX casa come posizione del Medio Cielo e determinare, tramite le tavole delle case, a quale latitudine corrisponde questa combinazione del resto delle case, poiché naturalmente non coincideranno con le case della cosmogramma natale.

Questo può essere in qualche modo verificato: è noto che una persona deve visitare almeno una volta i luoghi in cui ha vissuto in una vita passata o almeno provare un’attrazione per essi. Calcolando tramite le tavole la latitudine (e, se possibile, anche la longitudine) dell’incarnazione precedente, si può chiedere alla persona se è mai stata in quella parte del mondo, se ha studiato la lingua di quel luogo o se ha altri legami con esso. Spesso questo viene confermato.

Inoltre, la vita passata (XII casa) in una certa misura determina la prima metà della vita attuale della persona, quando è ancora difficile per lui liberarsi delle abitudini e delle azioni del passato. Solo verso i trent’anni, dopo il completamento del primo ciclo di Saturno (29,5 anni), la personalità originaria, gravata dal peso delle vite passate, si dissolve e nasce la nuova, vera personalità dell’incarnazione attuale.

Ai tempi di Mosca circolavano delle tavole, attribuite a un certo Carter, grazie alle quali chi lo desiderava poteva calcolare

il tempo e il luogo della sua precedente nascita, così come chi erano in quella vita e cosa si consiglia di fare nella vita attuale. Il carattere della precedente incarnazione viene descritto correttamente, e anche i consigli sono buoni; è giusto anche l’indicazione se la persona fosse uomo o donna. Tuttavia, per quanto riguarda tempo e luogo, non ci si può basare su di essi.
Il significato del pianeta Sole mostra solo la vita reale e non si riscontra nella cosmografia della precedente incarnazione. La Luna indica il destino della persona nella vita passata; spesso viene scambiata per il Sole nella cosmografia della precedente incarnazione.
Tra gli altri elementi, nella nuova cosmografia si considerano solo i pianeti retrogradi. I valori karmici appartengono sia ai pianeti retrogradi che a quelli diretti nella carta natale. Giove porta gioia cosmica nella casa in cui si trova e mostra in quale sfera la persona può liberarsi più rapidamente della propria karma. Indica anche il ristabilimento dell’equilibrio — la compensazione per le privazioni della vita passata o, al contrario, il pagamento per gli eccessi commessi nell’incarnazione precedente.
Saturno mostra quali doveri sono stati assolti nella vita passata e indica l’elemento più importante della karma da correggere innanzitutto. Si tratta di una karma antica, che si tramanda di vita in vita.
Urano con aspetti negativi o retrogrado parla degli errori della vita passata: tradimento verso gli amici, il rifiuto di sacrificarsi per gli ideali più alti.

Nettuno retrogrado, forte o con aspetti precisi (sia negativi che positivi) parla dell’astrosia dell’anima: una tale persona ha visto la distruzione di Atlantide. Se nella carta natale non c’è una forte influenza di Saturno, Nettuno non libera dalla karma precedente, ma ne continua lo sviluppo nella stessa direzione. Solo nell’undicesima casa della carta natale parla della conclusione della catena delle reincarnazioni.

Plutone nella cosmografia natale è un collegamento che unisce una vita all’altra. Mostra il segno e la casa in cui la persona in questa vita combatte da sola. Allo stesso modo si interpreta la sua posizione nella cosmografia dell’ultima incarnazione rispetto alla penultima e così via.

I valori karmici del Nodo Sud. Nei segni:

Ketu in Ariete: a seconda della casa e degli aspetti — era un comandante, un capo, un leader di una banda. Aveva energia sviluppata, iniziativa e forza fisica. Si distingueva per un estremo individualismo.

Ketu in Toro: aveva tutto — potere, ricchezza, famiglia, che soffriva per la sua insaziabilità. Dedicava le forze all’accumulo di ricchezze materiali o, forse, trasformava la sua attività in un fine a sé stesso, smettendo di sostituire l’ambiente circostante, dimenticando il mondo spirituale. Aveva paura di perdere anche una minima parte di ciò che aveva accumulato.

Ketu in Gemelli: era dispersivo, si disperdeva, prometteva amore e fedeltà a più persone contemporaneamente e, quando arrivava il momento decisivo, si ritirava. Capiva bene le persone, ma non pensava all’anima. Solo verso la fine della vita si rese conto di ciò che gli serviva davvero.

Ketu in Cancro: nella vita passata e, forse, in altre incarnazioni precedenti, rimase a lungo un bambino, si nascondeva dietro le spalle dei genitori o degli anziani, rifiutandosi di iniziare a combattere le difficoltà in modo indipendente. L’uomo si nascondeva dietro la gonna della moglie, mentre la donna amava spendere soldi e si lasciava viziare.

Ketu in Leone: nella vita passata comunicava solo con persone nobili, era volitivo e autoritario, usava gli altri come pedine. Era circondato da adulatori e mendicanti. Si interessava all’arte senza capirla davvero.

Ketu in Vergine: nella vita precedente era un brillante esecutore, un eterno sostituto, un subordinato. Amava l’ordine in tutto, ma non sapeva e aveva paura di mostrare iniziativa. Era più fedele alla lettera che allo spirito degli incarichi che svolgeva.

Ketu in Bilancia: nella vita passata assecondava gli altri, voleva piacere loro, evitando di prendere decisioni autonome. Tuttavia, era una personalità artistica, sottile, vulnerabile ed emotiva.

Ketu in Scorpione: si distingueva per disonestà e indifferenza nelle questioni finanziarie, probabilmente si dedicava all’usura. Forse c’erano anche altri abusi: eccessi sessuali, pratiche di magia o stregoneria.

Ketu in Sagittario: conduceva una vita selvaggia da vichingo o beduino. Il problema della scelta non si poneva mai davanti a lui: agiva solo secondo ciò che gli sembrava giusto. Le voci sulla sua morte si rivelavano sempre false.

Ketu in Capricorno: questa persona ha un’anima antica. Nella precedente incarnazione era un nobile dignitario, un governante abituato a comandare senza approfondire, tuttavia, i bisogni dei suoi sudditi.

Ketu in Acquario: non amava le persone, le evitava, cercava di non legarsi a nessuno e non permetteva a nessuno di affezionarsi a lui. Disprezzava le convenzioni e raramente aiutava gli altri.

Ketu in Pesci: nella precedente incarnazione si dedicava ad attività religiose, provava compassione per i sofferenti, subiva persecuzioni e sofferenze. Forse era un emarginato in famiglia. Era in prigione o rimase a lungo in ospedale. Aveva capacità occulte, poteva guarire i malati. Sognava un mondo ideale, ma dubitava della possibilità di raggiungerlo e spesso cadeva nella disperazione.

Ketu nella prima casa: estremo individualismo. Soldato, partigiano. Disprezzava il disprezzo. Rifiutava il matrimonio e la famiglia. In questa vita avrà amici e partner delle vite passate; dovrà disabituarsi allo stile di vita spartano e abituarsi al comfort moderno.

Ketu nella seconda casa: gelosia, invidia, avidità. Nella vita passata — amor di denaro, accumulo. In questa vita deve imparare a essere generoso e magnanimo.

Ketu nell’undicesima casa: nella vita precedente era uno studente eterno, un critico, un coraggioso maldestro ma a volte disonesto. In questa vita deve liberarsi dal complesso di superiorità e rafforzare sé stesso, senza deridere o scoraggiare gli altri nei loro progetti.

Ketu nella quarta casa: nella vita passata disprezzava le mani che lo nutrivano. Ora deve faticare per mantenere i figli (o gli anziani), senza contare sulla loro gratitudine.

Ketu nella quinta casa: in passato era un principe, un re, incline all’egoismo e all’uso delle persone come strumenti. Ora deve imparare a dare senza pretendere ricompense o elogi.

Ketu nella sesta casa: nella vita precedente lavorava per gli altri, accumulando con grande fatica almeno un po’ di ricchezza, e morì per il troppo lavoro. L’amore per il lavoro lo contraddistingue anche in questa incarnazione; gli manca solo iniziativa e indipendenza. Più fiducia in sé stesso!

Ketu nella casa VII: nella vita passata era un esecutore, servitore, era passivo e dipendeva dagli altri. Ora dovrà formare una propria opinione su tutto e agire a proprio rischio e pericolo. Ketu nella casa VIII: nella vita passata nessuno lo conosceva veramente, nemmeno i più cari. Viveva una vita segreta, piena di misteri. Forse c’erano crimini, affari oscuri, stregoneria. In questa vita è necessario abbandonare i ricordi negativi, dedicare l’anima alla creazione di gioia e bene. Ketu nella casa IX: nella vita passata era una persona istruita, uno studioso; la ricerca della conoscenza si manifesta anche nella vita presente. Ha bisogno di una bella e ampia dimora e della possibilità di condividere liberamente le proprie conoscenze. Ketu nella casa X: nei cicli precedenti ha raggiunto grandi altezze (capo di clan, di stato); in questa è necessario scendere da esse senza spezzarsi il collo. Prima sacrificava la felicità personale a favore di cause statali, ora deve fare il contrario. Ketu nella casa XI: nella vita precedente era un sognatore, un visionario, un riformatore. Ora è meglio criticare meno l’ambiente circostante e fare di più da sé, cercando di lasciare di più sulla Terra. Ketu nella casa XII: le vite passate erano piene di tormenti e sofferenze. Ora la persona può riposare, rilassarsi. Non bisogna comunicare agli altri questi sentimenti e ricordi – gli altri semplicemente non crederanno. È meglio aiutarli con qualche azione, piuttosto che con avvertimenti inutili. Significati karmici dei segni coinvolti Ariete‑Bilancia: nella vita passata era un fanatico, una persona convinta della giustezza della propria causa e capace di sterminare chi la pensava diversamente. Toro‑Scorpione: nelle vite precedenti usava denaro, religione e potere a proprio vantaggio. Gemelli‑Sagittario: nella vita passata la persona non voleva apprendere né condividere le proprie conoscenze con gli altri. Cancro‑Capricorno: fu un bambino abbandonato dai genitori o perse un figlio (o figli) in circostanze tragiche. Leone‑Acquario: non riusciva a affermarsi nella vita, a mantenere figli e amici. Nella nuova incarnazione la situazione si ripete. Vergine‑Pesci: nella vita passata era medico, monaco, al servizio delle persone; doveva soffrire molto. 3. Legami con altre persone Ora è il momento di ricordare i legami karmici della persona con gli altri – partner, parenti, amici. Di solito si ritiene che tutti i pianeti, sia retrogradi sia diretti, che si trovano dopo la Luna (cioè la cui longitudine supera quella della Luna di 0‑180 gradi), indicano individui incontrati nelle vite precedenti. Se inoltre questi pianeti hanno aspetti con Plutone, tali figure hanno avuto un ruolo importante nella vita precedente. Il più importante di questi individui può risultare proprio Plutone, specialmente se retrogrado e/o situato nella IV o VIII casa. Grande interesse presenta il confronto della cosmografia della persona con le cosmografie dei suoi cari: la coincidenza del loro Sole, Luna, ascendente e altri punti importanti con le suddette pianeti spesso indica tale ecarma. I pianeti sono interpretati come segue: il Sole in combinazione con Mercurio può indicare il padre, che era precedentemente un parente stretto o cugino; Mercurio in aspetto con Marte (entro 30 gradi) indica un amante di una vita passata. Urano spesso indica un amico reincarnato, Giove – una moglie, Venere – una amata moglie o amante.

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