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Comunicazione :: Parte 2 - L’Arte della Comprensione Parte 1

Авесалом Подводный Serie “Comunicatica” Parte 2 L’ARTE DELL’INTELLIGENZA
Introduzione. Capitolo 1. L’archetipo triadico: Sintetico, Qualitativo, Oggettivo.
Capitolo 2. L’archetipo olistico: Locale e Globale.
Capitolo 3. L’archetipo logistico: Simbolico e Contenutistico.

In questo libro prenderemo in esame tre archetipi universali, uniti da un principio di sintesi difficile da cogliere, ma fondamentale per il processo comunicativo. Nel dialogo sorge spesso la domanda: “Mi capisci?”. Cosa si cela dietro questa domanda? Perché risuona così spesso? Il problema risiede, tra l’altro, nel fatto che, prima di comprendere qualcosa, l’essere umano compie un atto necessario, ma difficile da razionalizzare, ossia un’intuizione sintetica: unisce le informazioni ricevute in un tutto unitario, che poi diventa la base della sua reazione. Questa sintesi, o comprensione olistica, avviene in modi diversi a seconda dei casi, e sono possibili tre approcci principali a questo problema, corrispondenti ai tre archetipi universali trattati in questo libro: Triadico, Olistico e Logistico.

L’archetipo triadico è una famiglia composta da tre archetipi superiori: Sintetico, Qualitativo e Oggettivo. L’archetipo olistico è una famiglia composta da due archetipi superiori: Globale e Locale. L’archetipo logistico è una famiglia composta dagli archetipi Simbolico e Contenutistico.

La comprensione, come processo psicologico, prevede evidentemente diverse varianti o combinazioni degli archetipi sopra menzionati, il che ha portato alla loro descrizione (nei loro aspetti comunicativi) in questo libro. Inoltre, si nota una continuità, per così dire, l’origine degli archetipi Olistico e Logistico: possono essere derivati dall’archetipo Triadico mediante un processo (atmanico, ma non aritmetico!) di somma. In particolare, se uniamo (nell’ambito dell’archetipo Triadico) gli archetipi Qualitativo e Oggettivo, da un lato, e li contrapponiamo all’archetipo Sintetico, otterremo proprio l’archetipo Logistico: la “somma” di Qualitativo e Oggettivo si trasformerà nell’archetipo Contenutistico. Se uniamo gli archetipi Sintetico e Qualitativo e contrapponiamo questa unione all’Oggettivo, otterremo l’archetipo Olistico: la “somma” di Sintetico e Qualitativo si trasformerà nell’archetipo Globale, mentre l’Oggettivo diventerà Locale.

Tuttavia, non si deve pensare che questa “addizione” sia un’operazione semplice e ovvia, tanto che le proprietà e le manifestazioni dell’archetipo Contenutistico possano essere facilmente dedotte (mediante somma) da quelle degli archetipi Qualitativo e Oggettivo, e quelle dell’archetipo Globale da quelle di Sintetico e Qualitativo; inoltre, si scopre che le manifestazioni dell’archetipo Oggettivo differiscono in molti aspetti da quelle dell’archetipo Locale, e quelle di Sintetico da quelle di Simbolico, e il lettore attento e laborioso se ne accorgerà più volte leggendo il libro qui proposto e svolgendo i numerosi esercizi in esso contenuti.

I concetti principali della scienza della comunicatica utilizzati in questo libro possono essere trovati nella prefazione “Psicologia della comunicazione” al libro “Grammatica della comunicazione” (serie “Comunicatica”, parte 1). E se, come risultato, il lettore comprenderà in modo più profondo e interagirà in modo più adeguato con gli altri senza rendersene conto, l’autore riterrà di aver assolto al compito che si era prefisso.

A. Podvodny
11.10.2001
Novosibirsk

Capitolo 1
L’ARCHETIPO TRIADICO: Sintetico, Qualitativo e Oggettivo

Marcatori stilistici qualitativi
Marcatori cognitivi oggettivi
Marcatori stilistici oggettivi

COMPLESSE MODALITÀ TRIADICHE

Modalità sin(sin)
Modalità sin(cal)
Modalità sin(pred)
Modalità cal(sin)
Modalità pred(sin)
Modalità pred(cal)
Modalità cal(pred)

PRATICA COMUNICATIVA

Confronto delle modalità triadiche
Trasmissioni pure e miste
Sintonìa e antitonìa
Ambiguità
Marcatori sinastrici e complementarità
Trasmissioni monotone e ambitoniche
Tipi di trasmissioni ambitoniche

CONTESTO

Ruolo del contesto
Testo scritto
Modalità comunicative triadiche
Modalità diadiche triadiche
Modalità dialettiche triadiche

FORMULE DI ALTERNANZA DELLE MODALITÀ

Formule brevi: “piccola discesa”, “piccola salita”, “discesa”, “salita”, “pesciolino”, “ranocchietto”, “lucertola”
Formule lunghe: “contrapunto”, “serpentina”
Transizioni modali morbide: “mantello” e “tappeto”

DESCRIZIONE GENERALE

La famiglia triadica. L’universale archetipo Triadico è una famiglia composta da tre archetipi superiori: Sintetico, Qualitativo e Oggettivo.

All’archetipo Sintetico corrisponde la visione dell’oggetto come un tutto unitario; è uno sguardo che unisce tutte le qualità dell’oggetto e sintetizza tutti i suoi elementi e le sue parti. Questo approccio viene spesso adottato quando consideriamo l’oggetto come unico, gli assegniamo un nome e lo utilizziamo: – Teofìla!

All’archetipo Qualitativo corrisponde la visione dell’oggetto dal punto di vista dei suoi diversi aspetti, che lo caratterizzano come un tutto, ma da prospettive diverse. Caratteristica delle parole di questo archetipo è la qualità: – È una faccenda non facile! Oh, non facile!

All’archetipo Oggettivo corrisponde la visione dell’oggetto come composto da diversi elementi o parti, spesso collegati tra loro da vari nessi: – L’automobile è composta da carrozzeria, telaio con ruote e motore, oltre che da abitacolo e volante. (oggettivo)

Le modalità triadiche. La modalità sintetica prevede la considerazione dell’oggetto nel suo complesso. La sua indicazione può essere il suo nome (ma non il marchio di un prodotto!) o un altro riferimento, come un pronome (lui, lei) o un’altra indicazione – ad esempio, generica o metaforica: – È LUI! (sin) – E ora dov’è il tuo (scettico) Misàil? Il tuo Eroe-Amante? (sin)

La modalità qualitativa è propria delle trasmissioni che accentuano una qualità o una proprietà dell’oggetto, la sua caratteristica o peculiarità – come un tutto unitario. – Il tuo fiorellino è piccolo… troppo piccolo! (cal) – Stai mangiando, Germògene? … Beh, mangia, mangia pure, buon appetito! (cal)

La modalità oggettiva è propria delle trasmissioni che considerano le parti o gli elementi dell’oggetto, i frammenti della situazione generale. – Mamma, mi fa male la pancia! (pred) – Molte città della Russia, anche se non sono così famose nel mondo come Mosca e San Pietroburgo, rappresentano comunque un grande interesse per il turista – come Rostov la Grande, Suzdal’, Vladimir, Murom, Jaroslavl’ e molte altre. (oggettivo)

Nella modalità sintetica – in linea di principio – vengono formulate le proposizioni della lingua scritta, secondo la nota definizione scolastica: “una proposizione è un pensiero compiuto”. Per comprendere la replica dell’interlocutore, è necessario compiere uno sforzo sintetico, unendo le sue parole (e spesso anche l’intonazione, le espressioni del volto, ecc.) in un contenuto unitario; a volte ci si riesce, altre no, e allora diciamo: “Mi scusi, non l’ho capita”. Una proposizione completa contiene almeno tre elementi: soggetto, predicato e complemento, ad esempio: “Anfisa mangia il formaggio”. Questi elementi, presi singolarmente, hanno spesso le seguenti modalità: il soggetto (denominato) – sintetica, il predicato – qualitativa, il complemento – oggettiva. Ciò significa che in un discorso una persona pronuncia una frase in cui viene accentuato il soggetto, che è un nome, questa proposizione assume una colorazione sintetica; se viene accentuato il predicato, assume una colorazione qualitativa; se il complemento, oggettiva.

Questo effetto si manifesta in modo particolare quando (come è tipico del parlato) i partner si scambiano frasi ellittiche, cioè incomplete, ad esempio:

  • – Chi è venuto da noi?
  • – Anfisa. (sin)
  • – E di cosa si occupa, mi chiedo, Anfisa?
  • – Mangia.
  • – E cosa mangia Anfisa?
  • – Il formaggio. (pred)

Tuttavia, anche una proposizione completa può avere una qualsiasi delle modalità triadiche: sintetica, qualitativa o oggettiva, se una delle sue parole viene sottolineata sintatticamente, o tramite intonazione, o con la gestualità (o le espressioni del volto) come elemento più significativo – al punto che il contenuto generale della proposizione viene messo in secondo piano. Se la parola accentuata è il soggetto, la proposizione (di solito) assume una modalità sintetica; se il predicato o

definizione — è qualitativa se si tratta di un attributo, mentre è oggettuale se si tratta di un complemento, ad esempio:

— E oggi è venuto a trovarmi… (con un sospiro) indovina chi… KYRYLO! (il figlio) — Oggi è venuto a trovarmi Kyrylo… un tipo… (con enfasi) elegante!

— E oggi Kyrylo è andato… non indovineresti mai… in azienda! (oggettuale)

Se la proposizione è un aforisma, un pensiero importante espresso in modo conciso e figurato, che supera notevolmente per importanza (per la persona in questione) i componenti che la costituiscono, la sua modalità è sintetica; ad esempio, spesso vengono percepiti in questo modo i proverbi:

Dio ha protetto in lungo e in largo. (Sint)

Dio dà e dalla finestra porge. (Sint)

Anche un verme ce la fa a vivere. (Sint)

Dove c’è il temporale, lì c’è anche il secchio. (Sint)

Non è una gran disgrazia se entra dalla porta. (Sint)

Fai in tempo a sospirare che già devi crepare. (Sint)

Nella modalità sintetica di solito vengono percepiti i periodi semplici (non estesi) di tre o quattro parole, che contengono soggetto, predicato, complemento e possibilmente un solo attributo, senza accentuazioni situazionali, intonazionali o di altro tipo, ad esempio:

La lince era in agguato. (Sint)

Un giovane cervo andava verso l’abbeveratoio. (Sint)

Poverino, non riuscì ad arrivare all’acqua. (Sint)

Se nel periodo ci sono molte parole che indicano qualità e azioni — verbi, aggettivi, participi, gerundi — e il suo contenuto principale è racchiuso proprio in esse, allora questa proposizione di solito ha una modalità qualitativa:

— Ho cercato di raggiungerti da lontano: correvo, nuotavo, mi facevo strada, mi arrampicavo — insomma, facevo di tutto. (qual)

— Davanti a me si estendeva il mare: azzurro chiaro, turchese, verdastro-marrone, un po’ mosso ma nel complesso calmo e chiaramente in attesa di qualcosa. (qual)

Se nel periodo ci sono molte parole che indicano oggetti non nominati del mondo materiale e su di essi si concentra il suo principale accento semantico, allora esso assume una modalità oggettuale:

— Mangiate, per favore, tutto ciò che c’è sul tavolo: foršmak con cipolla, cetriolini, pomodorini, brodo di cetriolo. (Oggett)

— Mi piacciono le stelle, le persone, gli animali, le piante e, naturalmente, i minerali.

Il suo appartamento era popolato da numerosi animali: una tartaruga, due cani, tre gatti, quattro canarini e una piccola iguana. (Oggett)

Esercizio. Modificate le seguenti proposizioni e affermazioni (possibilmente accorciandole o integrandole leggermente e cambiando l’ordine delle parole) e ponete un’enfasi logica tale che acquisiscano:

a) una modalità sintetica,

b) una modalità qualitativa,

c) una modalità oggettuale.

1. — Che pancia invidiabile ti sei fatto crescere, Nicodemo Samsonovič!

2. Nell’aria si sentiva profumo di primavera solare, fresca e inaspettata.

3. Nelle savane e nei deserti dell’Africa vivono numerose le creature più straordinarie.

4. — A lei, Polikarp, posso offrire per ora una piccola ma responsabile e promettente posizione di responsabile del nostro acquario.

5. L’aereo volava basso sopra il mare agitato.

6. Šustrik rovistava in un grande mucchio di immondizia sporca.

7. Il seme della saggezza germoglia senza fretta.

8. Il monte Ararat supera le montagne circostanti non solo in altezza.

9. Il problema della sopravvivenza dell’umanità come specie offusca e acuisce il problema della sicurezza personale.

10. Virineja osservava attentamente la figura che le si era parata davanti.

Esempio.

1a) — (fissando la pancia di Nicodemo) Ecco, Nicodemo Samsonovič! (Sint)

1b) — Ma tu, Nicodemo? Samsonovič, ti sei fatto crescere una pancia! Ma sì, te la sei fatta! (qual)

1c) — Ma guarda, Nicodemo Samsonovič, che pancione ti ritrovi! (Oggett)

MARKER TRIADICI

Marker cognitivi sintetici. Un marker sintetico diffuso è il nome proprio accentato (o la parola che lo sostituisce), che indica un essere o un oggetto unico:

— E questo è il nostro Varlaam! (Sint)

— (con enfasi) Šustrik! (Sint)

— E io vado (con enfasi) a Mosca! (Sint)

Anche i pronomi personali accentati nella frase conferiscono ad essa una sfumatura sintetica:

— Chi vuole un gelato? — Io! (Sint)

— Chi ha versato il latte sulla tovaglia? — Lui! (Sint)

Le risposte brevi (in particolare monosillabiche) hanno sempre una sfumatura sintetica, ma per stabilire se si tratti di una modalità o solo di una sub-modalità occorre valutare ogni caso particolare.

— Quindi vieni con me? — Vengo.

La risposta del partner in questo dialogo, per contenuto, è qualitativa, ma per forma è monosillabica, cioè sintetica. Molto probabilmente per il protagonista ha il senso di “sì” e quindi avrà una modalità sintetica.

Tuttavia, nel dialogo:

— Vai o voli?

— Vengo.

La risposta del partner, sebbene monosillabica, ha come contenuto principale una qualità (“vado, non volo”) e quindi la modalità di questa frase è qualitativa.

In linea di principio, qualsiasi trasmissione significativa (“pensiero compiuto”) è influenzata dall’archetipo sintetico e, nel caso in cui in questa trasmissione non ci siano marker qualitativi e oggettuali rilevanti, è sintetica.

Tuttavia, l’assenza di marker qualitativi e oggettuali è un’eccezione rara nel parlato.

Marker stilistici sintetici. Alla modalità sintetica tendono sempre gli aforismi — frasi brevi ma energiche, il cui senso supera notevolmente la somma dei significati delle parole che le compongono. Alla modalità sintetica tendono la saggezza popolare espressa in proverbi, detti e simili. In modalità sintetica si trova qualsiasi singola immagine, in particolare quella utilizzata nelle metafore:

— Assomigli a un cammello nel deserto che non vede acqua da una settimana. (Sint)

— Ti aspetto come una principessa nella torre. (Sint)

Tuttavia, i confronti per qualità o per analogia che non offrono un’immagine compiuta possono avere una modalità qualitativa o oggettuale:

— Perché oggi sei così arrabbiato, come se ti avessero morso? (Qual)

— Era bellissima — come zolfo o come una gazzella. (Oggett)

I gesti che accentuano la modalità sintetica sono movimenti della testa o del corpo come un’unica entità, movimenti delle mani che raccolgono (come se plasmassero una palla di neve o raccogliessero noci sparse in un mucchio), gesti che disegnano nell’aria figure chiuse, ad esempio cerchi o ovali. Un gesto sintetico caratteristico è l’indice alzato solennemente verso l’alto (soprattutto se abbinato all’esclamazione: “Ecco!”).

Tra i marker stilistici sintetici si possono annoverare l’aumento del tono della voce e l’intonazione di maggiore importanza. Questi marker si manifestano in modo particolare quando sono combinati con marker cognitivi sintetici, ad esempio quando ci si rivolge a qualcuno chiamandolo per nome, ma a volte “funzionano” anche da soli:

— Voglio parlare con lei, (significativamente) Mykyta Ferapontovyč! (Sint)

— Capisca, mi serve un uomo. (chiaramente) UN UOMO! (Sint)

Proverbi e modi di dire sotto l’egida dell’archetipo sintetico:

Il sancta sanctorum. Dio protegge chi si protegge. La lingua russa è grande. Dio è un vecchio taumaturgo. E così via. La volontà di Dio è la nostra parte.

Esercizio. Ricordate proverbi e modi di dire noti in modalità sintetica.

Esercizio. Pensate ai marker sintetici di sfondo — esistono?

Marker cognitivi qualitativi. Tra questi marker rientrano gli aggettivi, gli avverbi, i participi e i verbi accentati nel discorso:

— Oggi sei così carino, così roseo!

— Ho corso verso di te, ho cercato di raggiungerti, cadendo, sbattendo e cercando di nuovo! (Qual)

Marker stilistici qualitativi. I gesti che accentuano la modalità qualitativa sono movimenti fluidi dell’avambraccio che disegnano figure arrotondate ma non chiuse (come parentesi, linee ondulate e simili), gesti standard che indicano qualità (grande — braccia largamente divaricate, veloce — movimenti frequenti con le braccia piegate, e così via) spesso melodiosi:

— Mi serve un ragazzo — (probabilmente) bello e… liscio… (Qual)

Proverbi e modi di dire sotto l’egida dell’archetipo qualitativo:

Un russo sa amare. Andrò a passeggiare, a sbadigliare alla luce del giorno. Non piallato, non squadrato, ma buttato là.

Esercizio. Ricordate proverbi e modi di dire noti in modalità qualitativa.

Esercizio. Pensate ai marker qualitativi di sfondo — esistono?

Marker cognitivi oggettuali. Tra questi marker rientrano innanzitutto i nomi di oggetti o fenomeni accentuati nel discorso che sono nomi propri:

— Ti serve un preservativo?! (Oggett)

— Ecco la mia mano! (Oggett)

— E tu cosa hai visto lì? — Un’eclissi! (Oggett)

I nomi propri assumono una modalità oggettuale quando vengono elencati come oggetti diversi che costituiscono una certa quantità:

— Sono stato a Mosca, a Pietroburgo, a Žmerinka e a Parigi.

— Oggi sono venuti Izmail con Izot, Gavrilo con Galaktion e Avrora con Agat’ja. (Oggett)

Marker stilistici oggettuali.

Gesti che accentuano la modalità oggettiva — movimenti di pennelli, piedi, singoli dita (ad esempio, il gesto della fica), che terminano con un arresto brusco della mano in aria o su un oggetto materiale (ad esempio, uno schiaffo sul tavolo, sulla spalla del partner o sulla propria coscia, l’appoggio della mano sul cuore). Un gesto tipicamente oggettivo è il piegamento sequenziale delle dita contando “uno, due, tre…”.

Le intonazioni oggettive sono spesso spezzate e discendenti, concrete, “radicate”.

— Mi servono delle bacche: (radicato) ciliegie, fragole, lamponi. (Oggettivo)

— Portami, per favore, (abbassando il tono della voce) un coltello. (Oggettivo)

Proverbi e modi di dire sotto l’egida dell’archetipo oggettivo:

Ce l’uno, ce l’altro, ce la pasta, ce il pane, ce il bimbo che piange.

Sugli altri come su Dio, su di sé come sul diavolo.

Né fondo né coperchio.

Appunto.

O un ciuffo di fieno o le forche in faccia.

Esercizio. Ricordate proverbi e modi di dire che conoscete nella modalità oggettiva.

Esercizio. Pensate ai marcatori oggettivi di contesto — esistono?

Esercizio. Portate ulteriori esempi di modalità sintetiche, qualitative e

p предметних маркерів. Esercizio. a) sintetica, b) qualitativa e c) oggettiva per ognuna delle seguenti situazioni, nonché per cinque situazioni a vostra scelta.

1. Presentazione di un vecchio amico a un gruppo di giovani.

2. Saluto al capo al mattino di lunedì.

3. Saluto alla segretaria al mattino di lunedì.

4. Richiesta alla moglie di portare il caffè a letto.

5. Comunicazione di uscita un’ora prima per motivi personali.

Esercizio. Create per le seguenti situazioni dialogiche e per cinque situazioni a vostra scelta dialoghi di due battute nelle modalità:

a) sint – sint

b) sint – qual

c) sint – og

d) qual – sint

e) qual – qual

f) qual – og

g) og – sint

h) og – qual

i) og – og

1. Proposta al figlio prediletto di prestare attenzione ai bisogni della madre.

2. Scuse al fratello maggiore per un ritardo a un appuntamento.

3. Richiesta al capo di posticipare la scadenza di un incarico per motivi validi.

4. Rimprovero emotivo e ingiusto a una bambola.

5. Accusa giusta alla figlia di aver creato caos.

Esercizio. Individuate le modalità triadiche delle seguenti frasi scritte e trasmissioni orali (queste ultime iniziano con un trattino), nonché di cinque trasmissioni a vostra scelta. Indicate i marcatori triadici.

1. Tutta la nostra vita è un gioco davanti agli occhi del Signore.

2. E mi misi in cammino per le strade tracciate dal destino.

3. – Sono impotente davanti a te, impotente!

4. – Kuz’ma ha fallito l’esame.

5. – Vasilisa!

6. – E ora, Ljubomyr, immaginate la mia situazione!

7. – E la coscienza, Varvara, ce l’avete?

8. E, immaginate, il nostro caro Tarik vola via nel cielo… e per sempre.

9. – (Mostrando al partner una combinazione di tre dita) Ma avete mai visto un pugno, scusate?

10. – Beh, non resterai deluso, tu.

11. Preparati, caro, preparati.

12. E io amo stare sullo scaffale più alto.

13. – Mi scusi, Ivan Efremovič, la prego, mi perdoni.

14. – Ecco, presentatevi: il nostro miglior specialista in furti, un avvocato con un’esperienza straordinaria, noto in tutta la nostra regione – lo stesso Rafail Falaleevič!

15. – No, non otterrete mai questo da me!

16. – E voi, Akulina Terentievna, cercate di sbrigarvi.

17. – Ma che inutile che sei, a quanto pare!

18. – Beh, non ho nulla – neanche un chiodo o una vite!

19. Ogni prova si susseguiva all’altra, senza fine in vista.

20. Incarnandosi nel mondo umano come avatar, Višnu attira su di sé l’attenzione di numerosi demoni e li colpisce senza pietà.

21. – E io ti dico: è proprio Savelij, come Savelij!

22. Non portano lì né strade tortuose né sentieri.

23. E vicino alla finestra, in un vaso, è impossibile non notare un enorme… (mostra con le mani) cactus!

24. – Purtroppo di questa fauna succhiasangue ne abbiamo parecchia – soprattutto quelle… come si chiamano… (ricorda) moscerini!

Esercizio. Individuate le modalità triadiche delle seguenti trasmissioni e di cinque trasmissioni a vostra scelta. Indicate i marcatori triadici.

1. – Il tuo ventre è insaziabile!

2. – Ah!

3. – Corri veloce lungo il sentiero, per stradine e viottoli, fino al mare.

4. – Che discorsi dolci e strani fate, Leontij Platonovič!

5. – Stop!

6. – Ma tu, Paramon, sei nato ieri?

7. – Tu, Antonido, ogni giorno canti come un cuculo.

8. – Ecco, anche la natura ci sussurra la stessa cosa…

9. – Beh, tu, Eraste, sei proprio un’oca!

10. – Al mattino cammina a piedi nudi sull’erba fresca, tenera e fredda.

Esercizio. Modificate le seguenti trasmissioni affinché acquisiscano: a) modalità sintetica, b) modalità qualitativa e c) modalità oggettiva.

1. – Ti aspetto.

2. – Ieri è venuto da me Klimentij.

3. – Beh, non lo so.

4. – E questo non va affatto bene.

5. – Davvero pensate così di me?

6. – A chi fa ridere – a me no.

7. – E se ora andassimo direttamente al fiume?

8. – La vostra argomentazione mi sembra poco fondata.

9. – E il cannone Zar non ha mai sparato in tutta la sua vita.

10. – Il linguaggio è l’anima di un popolo.

11. – Come ti rigiri, come ti rigiri, prima o poi dovrai pur sposarti.

12. – La sapienza degli antichi greci era inferiore alla nostra, ma di loro i posteri ricordano ancora dopo oltre duemila anni, mentre chi si ricorderà di noi tra vent’anni?

13. – Hi-hi.

14. – Ti ricordi dei nostri incontri in Crimea?

15. La coppa sacra è un simbolo molto più antico della spada, segno di dominio maschile primitivo.

16. – Mangia, figliolo, la pappa.

17. – Ora sarebbe bene sentire il parere del responsabile del dipartimento territoriale.

18. Si faceva sera.

19. Una persona intelligente non affronterà ostacoli inutili.

20. – Non ci troviamo d’accordo su molti punti.

Esempio.

1a) Ti aspetto. (Sint)

Ti aspetto, Poro Platonovič. (Sint)

Ti aspetto come un’oca grigia aspetta la sua amata. (Sint)

1b) Ti aspetto, aspetto, aspetto. (Qual)

Ti aspetto, dolce, tenero, amato fino al dolore. (Qual)

1c) Ti aspetto, mio uccellino, mio falchetto-colombino, mio pesciolino-coniglietto. (Og)

Esercizio. Rispondete alle seguenti domande e a cinque a vostra scelta:

a) in modalità sintetica,

b) in modalità qualitativa,

c) in modalità oggettiva.

1. – Come vi chiamate, bellissima sconosciuta?

2. – Raccontatemi della vostra vita.

3. – Perdonate questo idiota! (gesto verso il capo)

4. – Rifletti a lungo, agisci in fretta, così, amico Pantelimon!

5. – E tu, Anfisca, perché non vai al mercato?

6. – A me, Trifone Fedotič, le tue sciocchezze mi stanno proprio sulle budella!

7. – Andare a San Pietroburgo in vecchiaia… e perché?

8. – Introdurre in Russia ordinamenti occidentali è un’idea non nuova e altrettanto fallimentare! Voi che ne pensate?

9. – Vi invito, Vladimiro Svjatoslavič, a farci visita nei nostri territori, poco a est dello Enisej.

10. – Šustrik! Non abbaiare ai gatti degli altri, almeno di notte!

Esempio.

1a) – Bronislava. (Sint)

– Come mi hanno chiamato i genitori. (Sint)

– Nessuno. (Sint)

1b) – Che nome interessante! (Qual)

– Mi chiamano, mi chiamano, ma non si decide mai. (Qual)

1c) – E volete sapere anche degli occhi, delle orecchie, delle ginocchia e dei piedini? (Og)

Esercizio. Componete un breve racconto su ciascuno dei seguenti temi (tratti dalla vita degli scolari) in tre modalità: sintetica, qualitativa e oggettiva.

1. Come sono andato al fiume con il cane Šustrik.

2. Come i miei insegnanti cercavano di farmi studiare.

3. Come le mie compagne mi maltrattavano.

4. Come i ragazzi mi hanno messo alla prova di forza.

5. Come ho preparato le syrniki.

6. Come ho ricamato un fazzoletto per la mamma per l’8 marzo.

7. Come ho passato l’aspirapolvere in casa.

8. Come mio padre mi ha sgridato.

9. Come ho importunato dei passanti senza motivo.

10. Come ho fatto il make-up con i cosmetici di mia madre e cosa ne è venuto fuori.

Esempio.

Racconto “Come sono andato al fiume con il cane Šustrik”:

a) Šustrik è il mio amico. E io sono il suo padrone. Noi due siamo inseparabili. Ieri siamo andati al fiume. Il tempo era bello. Pioveva a dirotto. Io saltavo nelle pozzanghere. Šustrik abbaiava alle mucche. Il fiume era straripato. Ma le mucche non si sono spaventate né del fiume né di Šustrik. Poi ci ha trovati papà. Ha sgridato a lungo e strepitato come un tuono. E a casa la mamma ha pianto tutte le sue lacrime. (Sint)

b) Io amo Šustrik in modo straordinario. È così arruffato, allegro, saltellante e irrequieto. Ieri abbiamo deciso di fare una passeggiata, riposarci, visitare diversi posti. Dopotutto il fiume è vicino a noi – piccolo, veloce, freddo, sinuoso. Siamo partiti di buon mattino: io corro, Šustrik salta, abbaia, si diverte. Poi è iniziato a piovere – dapprima leggermente, poi forte, calda, bagnata, allegra e sfacciata. E ci venivano incontro delle mucche – grandi, marroni, bianche, grigie, con le corna e senza, tutte bagnate. E vicino al fiume abbiamo trovato papà arrabbiato, bagnato, triste e preoccupato che sgridava, sgridava, sgridava… Pare che la mamma ci stesse aspettando a casa in ansia e avesse pianto. (Qual)

c) Io amo Šustrik moltissimo – soprattutto le sue zampe, il collo e la coda. Ha anche il pelo, il naso, le orecchie e il muso. Ieri siamo andati al fiume: prima per un campo, poi su un ponte, per una strada, poi per un’altra, attraverso un burrone e oltre un ruscello, attraverso un boschetto e un campo. Lì abbiamo visto mucche, vitelli, tori e mucche grasse. Poi è iniziato a piovere, una tempesta, grandine, fiumi d’acqua, il fiume è straripato, e all’improvviso ecco papà. Ci ha portati a casa, dalla mamma, con tè alla marmellata di ciliegie e una torta di cavolo. (Og)

Dategli una risposta che gli faccia capire di aver recepito la sua battuta così:

a) in modalità sintetica,

b) in modalità qualitativa

e c) in modalità oggettiva.

1. – Ho portato un cucciolo a te, Virineja.

a) Un cucciolo! Che pensiero delicato.

b) Portato?! Meglio se avessi detto: trascinato!

c) Che razza di cucciolo sarebbe questo?!

2. – Varvara, oggi fa un bel tempo.

a) Un bel tempo! Che sintesi perfetta.

b) Fa un bel tempo?! Piuttosto, un tempo da passeggio.

c) Oggi il tempo è sereno, Varvara.

3. – Ma davvero, Kiriako, non c’è nulla di me che ti piace?

a) Nulla di te?! Che affermazione lapidaria.

b) Non ti piace nulla di me?! Piuttosto, non ti convince.

c) Davvero non ti piace nulla di me, Kiriako?

4. – È ora di mettersi a studiare, Vilya!

a) Ora di studiare! Che precisione.

b) Studiare?! Piuttosto, un dovere.

c) È ora di dedicarsi allo studio, Vilya.

5. – Non ti senti bene, Natanaele?

a) Non ti senti bene?! Che sintesi immediata.

b) Male?! Piuttosto, un malessere.

c) Stai poco bene, Natanaele?

Esercizio. Componete tre scenette sui seguenti temi e su cinque a vostra scelta. I personaggi devono esprimersi nelle seguenti modalità:

a) protagonista – pred; partner – kač;

b) protagonista – kač; partner – sin;

c) protagonista – sin; partner – poper.

1. L’impresario Antonio (protagonista) cerca di convincere la star del palcoscenico Klavisia a intraprendere una tournée nella città polare di Zamožec. La star, però, è spaventata dal freddo e dagli orsi bianchi.

a) Antonio: Klavisia, devi venire con me a Zamožec! È un’occasione unica.

Klavisia: Unica? Piuttosto, un incubo!

b) Antonio: Klavisia, vieni con me a Zamožec! Sarà fantastico!

Klavisia: Fantastico? Piuttosto, una follia!

c) Antonio: Klavisia, dobbiamo andare a Zamožec. È importante.

Klavisia: Importante? Piuttosto, assurdo!

2. Un agente immobiliare mostra una casa di campagna con terreno a un potenziale acquirente. L’acquirente è interessato ma capriccioso.

a) Agente: Questa casa è perfetta per lei!

Acquirente: Perfetta? Piuttosto, troppo grande!

b) Agente: Guardi che meraviglia questa proprietà!

Acquirente: Meraviglia? Piuttosto, un disastro!

c) Agente: Questa casa ha tutto ciò che serve.

Acquirente: Tutto? Piuttosto, troppo!

3. Onisifor Onufrijovič, direttore dell’agenzia turistica “Niagara”, invia il suo collaboratore Protas in Africa centrale per organizzare un futuro viaggio. A Protas non va di partire e rifiuta, proponendo alternative.

a) Onisifor Onufrijovič: Protas, devi andare in Africa!

Protas: In Africa? Piuttosto, all’inferno!

b) Onisifor Onufrijovič: Protas, è un ordine!

Protas: Un ordine? Piuttosto, una condanna!

c) Onisifor Onufrijovič: Protas, occupati di questo viaggio.

Protas: Questo viaggio? Piuttosto, un problema!

4. Una donna si ferma con l’auto in panne e chiede aiuto a un camionista che si è fermato. Lo prega di darle una mano.

a) Donna: Mi aiuti, per favore!

Camionista: Aiutare? Piuttosto, un favore!

b) Donna: Ha un attimo di tempo?

Camionista: Tempo? Piuttosto, una seccatura!

c) Donna: Può darmi una mano?

Camionista: Una mano? Piuttosto, un’impresa!

5. Faust cerca di dare un incarico a Mefistofele. Il diavolo, con varie scuse, rifiuta.

a) Faust: Mefistofele, devi aiutarmi!

Mefistofele: Aiutare? Piuttosto, un sacrificio!

b) Faust: Mefistofele, è urgente!

Mefistofele: Urgente? Piuttosto, una seccatura!

c) Faust: Mefistofele, occupati di questo!

Mefistofele: Occuparmene? Piuttosto, un problema!

Esercizio. Componete scenette sui seguenti temi e su cinque a vostra scelta. I personaggi devono esprimersi nelle modalità proposte. Poi scrivete nuove scenette sui medesimi temi, modificando le modalità ma mantenendo le posizioni dei personaggi: sin diventa kač, kač diventa pred, pred diventa sin.

1. Tre saggi: Pitirim (sin), Mokej (kač) e Clemente (pred) discutono del karma: come si manifesta nella vita umana e come è meglio affrontarlo.

Pitirim: Il karma è una legge universale.

Mokej: Universale? Piuttosto, una condanna!

Clemente: Una legge da rispettare, non da temere.

Pitirim: Il karma ci insegna a vivere meglio.

Mokej: Insegnare? Piuttosto, una fatica!

Clemente: Meglio imparare a viverci, non a subirlo.

2. Erofej (kač), innamorato di Susanna, la presenta alla madre Akulina Manuïlovna (pred).

Erofej: Mamma, questa è Susanna!

Akulina Manuïlovna: Susanna? Piuttosto, una sorpresa!

Erofej: Mamma, ti piacerà!

Akulina Manuïlovna: Piacerà? Piuttosto, un dovere!

Erofej: Mamma, Susanna è speciale.

Akulina Manuïlovna: Speciale? Piuttosto, un onore!

3. Divano (sin), tavolo da pranzo (kač) e lampada da tavolo (pred) del single Viktor, in sua assenza, parlano della necessità di farlo sposare e discutono di una possibile candidata: la sua vecchia conoscenza Clarissa.

Divano: Viktor ha bisogno di una moglie.

Tavolo: Una moglie? Piuttosto, un incubo!

Lampada: Un incubo da evitare.

Divano: Clarissa sarebbe perfetta.

Tavolo: Perfetta? Piuttosto, una pazzia!

Lampada: Una pazzia da non commettere.

Divano: Viktor deve sposarsi.

Tavolo: Sposarsi? Piuttosto, un obbligo!

Lampada: Un obbligo da rispettare.

4. Il guerriero primitivo Zanna di Mammut (pred), sua moglie Fiore dell’Alba (kač) e il figlio di sei anni Freccia Acuta (sin) discutono dei piani per la domenica.

Zanna di Mammut: Domenica andremo a caccia.

Fiore dell’Alba: A caccia? Piuttosto, una fatica!

Freccia Acuta: Una fatica da affrontare.

Zanna di Mammut: Dobbiamo prepararci.

Fiore dell’Alba: Prepararci? Piuttosto, una seccatura!

Freccia Acuta: Una seccatura da superare.

Zanna di Mammut: Domenica sarà una giornata importante.

Fiore dell’Alba: Importante? Piuttosto, un’avventura!

Freccia Acuta: Un’avventura da vivere.

5. Lo scià Abdulla (sin) annuncia alle mogli Zul’fija (kač) e Zarema (pred) la sua nuova passione: una ragazza di nome Gül’čataj.

Abdulla: Ho una nuova passione.

Zul’fija: Una passione? Piuttosto, un problema!

Zarema: Un problema da risolvere.

Abdulla: Si chiama Gül’čataj.

Zul’fija: Gül’čataj? Piuttosto, un nome difficile!

Zarema: Un nome da ricordare.

Abdulla: È molto affascinante.

Zul’fija: Affascinante? Piuttosto, una tentazione!

Zarema: Una tentazione da evitare.

MODALITÀ COMPLESSE TRIADICHE

In molti casi la modalità principale di trasmissione contiene una sottotonalità, o una sottomodalità corrispondente a un’altra (o alla stessa) modalità triadica – così nasce una modalità triadica complessa.

Modalità sin(sin). La modalità sintetico-sintetica nasce, ad esempio, quando si svela il nome di una persona attraverso un altro nome o un’immagine metaforica:

– E ora vi presento la nostra gloria del circo – l’atleta Vasilij, detto “Il Muscolo”.

sin(sin): – Vi presento Vasilij, detto “Il Muscolo”.

sin(sin): – Vi presento il mio amico Apollo, l’Everest intellettuale dei nostri tempi.

sin(sin): – Vi presento Zinovij Kalistratovič.

sin(sin): – E questo è Gedeone de “L’anatra affamata”.

sin(sin): – E questo è Ambrogio di Tula.

sin(sin): – Molto piacere: Avessalom Podvodnyj.

sin(sin): – Io sono Žora, figlio di Timofej.

sin(sin): – Tu sei Agatone?

Un altro modo in cui nasce la modalità sin(sin) è l’accentuazione del nome proprio o del pronome personale in una frase breve fino all’aforisma (queste frasi si incontrano spesso nei dialoghi orali):

– La capitale della nostra patria è Mosca.

sin(sin): – Mosca.

– Chi hai visto oggi?

sin(sin): – Andronik.

– A chi hai fatto il collo stasera, ripetilo?!

sin(sin): – Agatangel!

Modi di dire e proverbi in modalità sin(sin):

Dove c’è Santa Sofia, c’è anche Velikij Novgorod.

La voce del popolo tradì Cristo.

Esercizio. Create situazioni in cui compare la modalità sin(sin).

Esercizio. Modificate le seguenti trasmissioni in modo che acquisiscano la modalità sin(sin). Stesso esercizio per cinque trasmissioni a vostra scelta.

1. – Non voglio andare in montagna con te, Eremej – mai e poi mai!

sin(sin): – Mai in montagna con te, Eremej!

2. – Si sta raffreddando verso sera, fa freddo…

sin(sin): – Freddo…

3. – Mio padre lavora al ministero!

sin(sin): – Al ministero!

4. – Che tu possa sprofondare sul posto!

sin(sin): – Sprofondare!

5. – Ugh!

sin(sin): – Ugh!

Esercizio. Rispondete alle seguenti domande e a cinque a vostra scelta in modalità sin(sin).

1. – Che diavolo ci fai qui, Agapito?

sin(sin): – Agapito!

2. – Sarebbe bello rilassarsi in una sauna…

sin(sin): – Sauna…

3. – Ma che insoddisfazione provi, vostra signoria?

sin(sin): – Insoddisfazione…

4. – Risulta che non mi hai ancora del tutto dimenticato, Nifonte!

Questa modalità caratterizza i confronti con accento sull’oggetto, ad esempio:

  • – Ma tu, Panas, sei proprio un coccodrillo con la coda!
  • – Lei è simile a una collana di 108 perle.

Nella modalità sin(pred) risuonano brevi battute con accento sull’oggetto non nominato (non unico), espresso da un concetto di specie:

  • – Dammi la marmellata.
  • – Tu contro di me? Che un’oca contro uno struzzo!

In questa stessa modalità, nei dialoghi orali risuonano brevi risposte di una o due parole, che contengono parole poco informative per i partner, di piano oggettivo, o usate in senso figurato, ad esempio:

  • – Hai preso l’ombrello con te?
  • – L’ombrello?!

(Nell’ultima battuta la parola «ombrello» non è informativa, poiché non porta alcuna informazione nuova per il partner o il protagonista).

  • – Dimmi, chi sono per te?
  • – Un’oca.

Modi di dire e proverbi nella modalità sin(pred):

  • Novgorod è padre, Kiev è madre, Mosca è cuore, Pietroburgo è testa.
  • Chi si offre come fungo, entri nel paniere.
  • Pane e sale.

Esercizio. Inventate situazioni in cui emerge la modalità sin(pred).

Esercizio. Modificate le seguenti trasmissioni e cinque trasmissioni a vostra scelta in modo che acquisiscano la modalità sin(pred).

  1. – Fa freddo, fa freddo!
  2. – (Minaccioso) Afanasij!
  3. – Propongo di incontrarci al ristorante «Eliseo».
  4. – Pietroburgo non è Mosca!
  5. – Molto piacere di averla conosciuta, Cristina!

Esercizio. Date una risposta alle seguenti domande e a cinque domande a vostra scelta nella modalità sin(pred).

  1. – Perché la maniglia della vostra piastra in ghisa è rotta?
  2. – E io ho un brufolo sul naso! Proprio sulla punta!
  3. – Con me è semplice: che in fronte o in testa, non capisco nulla.
  4. – Ma lei capisce che cosa sia il mal di mare?!
  5. – No, figliolo, con la testa non sei ancora grande.

Esercizio. Nelle seguenti situazioni e in cinque situazioni a vostra scelta, create un appello nella modalità sin(pred).

  1. Invito di un nuovo conoscente a casa per un tacchino arrostito.
  2. Lamentele del medico per un dolore nel corpo.
  3. Appello al giudice con la richiesta di calmare il pubblico ministero.
  4. Dubbio del pubblico sulla sincerità delle lodi di un vecchio nemico.
  5. Proposta all’ospite di bere un tè verde.
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