Авесалом Подvodny Serie “Comunicatica” Parte 2 L’ARTE DELL’INTELLIGENZA Introduzione. Capitolo 1. L’archetipo triadico: Sintetico, Qualitativo, Oggettivo. Capitolo 2. L’archetipo olistico: Locale e Globale. Capitolo 3. L’archetipo logistico: Simbolico e Contenutistico. In questo libro prenderemo in esame tre archetipi universali, uniti da un principio di sintesi difficile da definire ma essenziale per il processo comunicativo. Nel dialogo sorge spesso la domanda: “Mi capisci?”. Cosa si cela dietro questa domanda? Perché viene posta così spesso? Il problema risiede, tra l’altro, nel fatto che l’uomo, prima di comprendere qualcosa, compie un atto necessario ma difficile da razionalizzare, ossia un’intuizione sintetica, un’unione delle informazioni ricevute in un tutto unico, che poi diventa la base della sua reazione. Questa sintesi, o comprensione olistica, avviene in modi diversi a seconda dei casi, e sono possibili tre approcci principali a questo problema, corrispondenti ai tre archetipi universali trattati in questo libro: Triadico, Olistico e Logistico. L’archetipo triadico è una famiglia composta da tre archetipi superiori: Sintetico, Qualitativo e Oggettivo. L’archetipo olistico è una famiglia composta da due archetipi superiori: Globale e Locale. L’archetipo logistico è una famiglia composta da due archetipi: Simbolico e Contenutistico. La comprensione, come processo psicologico, prevede evidentemente varie combinazioni o mescolanze degli archetipi sopra presentati, il che ha portato alla loro descrizione (nei loro aspetti comunicativi) in questo libro. Inoltre, si nota una continuità, per così dire, l’origine degli archetipi Olistico e Logistico: possono essere derivati dall’archetipo Triadico mediante un procedimento (atmanico, ma non aritmetico!) di somma. In particolare, se uniamo (nell’ambito dell’archetipo Triadico) gli archetipi Qualitativo e Oggettivo, da una parte, e li contrapponiamo all’archetipo Sintetico, otterremo proprio l’archetipo Logistico: la “somma” di Qualitativo e Oggettivo si trasformerà nell’archetipo Contenutistico. Se uniamo gli archetipi Sintetico e Qualitativo e li contrapponiamo all’Oggettivo, otterremo l’archetipo Olistico: la “somma” di Sintetico e Qualitativo diventerà l’archetipo Globale, mentre l’Oggettivo diverrà Locale. Tuttavia, non si deve pensare che questa “addizione” sia un’operazione semplice e ovvia, tanto che le proprietà e le manifestazioni dell’archetipo Contenutistico possano essere facilmente dedotte (mediante somma) da quelle degli archetipi Qualitativo e Oggettivo, né che le proprietà del Globale derivino da quelle di Sintetico e Qualitativo; inoltre, si scopre che le manifestazioni dell’archetipo Oggettivo differiscono in molti aspetti da quelle dell’archetipo Locale, e quelle di Sintetico da quelle di Simbolico, e il lettore attento e laborioso se ne accorgerà più volte leggendo il libro propostogli e svolgendo i numerosi esercizi in esso contenuti. I concetti fondamentali della scienza della comunicatica utilizzati in questo libro possono essere trovati nella prefazione “Psicologia della comunicazione” al volume “Grammatica della comunicazione” (serie “Comunicatica”, parte 1). E se, come risultato, il lettore comprenderà meglio, quasi senza accorgersene, chi lo circonda e interagirà con esso in modo più adeguato, l’autore riterrà di aver assolto il compito che si era prefisso.
A. Podvodny
11.10.2001
Novosibirsk
Capitolo 1
L’ARCHETIPO TRIADICO: Sintetico, Qualitativo e Oggettivo
marcatori stilistici qualitativi
marcatori cognitivi oggettivi
marcatori stilistici oggettivi
COMPLESSE MODALITÀ TRIADICHE
Modalità sin(sin)
Modalità sin(qual)
Modalità sin(pred)
Modalità qual(sin)
Modalità pred(sin)
Modalità pred(qual)
Modalità qual(pred)
PRATICA COMUNICATIVA
Confronti tra modalità triadiche
Trasmissioni pure e miste
Sintonizzazione e antitonizzazione
Ambiguità
Marcatori sinastrici e complementarità
Trasmissioni monotone e ambitoniche
Tipi di trasmissioni ambitoniche
CONTESTO
Ruolo del contesto
Testo scritto
Modalità comunicative triadiche
Modalità diadiche triadiche
Modalità dialettiche triadiche
FORMULE DI ALTERNANZA DELLE MODALITÀ
Formule brevi: “piccola discesa”, “piccolo salita”, “discesa”, “salita”, “piccolo pesce”, “piccola rana”, “lucertola”
Formule lunghe: “contrapunto”, “serpentina”
Transizioni modali morbide: “mantello” e “tappeto”
DESCRIZIONE GENERALE
La famiglia triadica. L’archetipo triadico universale è una famiglia composta da tre archetipi superiori: Sintetico, Qualitativo e Oggettivo.
All’archetipo Sintetico corrisponde la visione dell’oggetto come un tutto unico; è uno sguardo che unisce tutte le qualità dell’oggetto e sintetizza tutti i suoi elementi e le sue parti. Questo approccio viene spesso utilizzato quando consideriamo l’oggetto come unico, gli assegniamo un nome e lo utilizziamo: – Teofilo!
All’archetipo Qualitativo corrisponde la visione dell’oggetto dal punto di vista dei suoi vari aspetti, che lo caratterizzano come un tutto, ma da diverse prospettive possibili. Caratteristica delle parole di questo archetipo è la qualità: – È una faccenda non facile! Oh, complicata!
All’archetipo Oggettivo corrisponde la visione dell’oggetto come composto da diversi elementi o parti, spesso collegati tra loro da vari legami: – L’automobile è composta da carrozzeria, telaio con ruote e motore, oltre che da abitacolo e volante. (oggettivo)
Le modalità triadiche. La modalità sintetica prevede la considerazione dell’oggetto nel suo complesso. La sua designazione può essere il suo nome (ma non il marchio di un prodotto!) o un altro riferimento, come un pronome (lui, lei) o un’altra indicazione – ad esempio, generica o metaforica: – È LUI! (sin)
– E ora dove si trova il tuo (scettico) Misail? Il tuo Amato? (sin)
La modalità qualitativa è propria delle trasmissioni che accentuano una certa qualità dell’oggetto, la sua proprietà o peculiarità – come un tutto unico. – La tua piantina è piccola… troppo piccola! (qual)
– Ti nutri, Germogene? … Beh, nutriati pure, nutriati per la salute! (qual)
La modalità oggettiva è propria delle trasmissioni che considerano le parti o gli elementi dell’oggetto, i frammenti della rappresentazione generale. – Mamma, mi fa male la pipì! (pred)
– Molte città della Russia, sebbene non siano così famose nel mondo come Mosca e San Pietroburgo, rappresentano comunque un grande interesse per il turista – come Rostov la Grande, Suzdal’, Vladimir, Murom, Jaroslavl’ e molte altre. (oggettivo)
Nella modalità sintetica – in linea di principio – vengono formulate le proposizioni della lingua scritta, secondo la nota definizione scolastica: “una proposizione è un pensiero compiuto”. Per comprendere la replica dell’interlocutore, è necessario compiere uno sforzo sintetico, unendo le sue parole (e spesso anche l’intonazione, le espressioni del volto, ecc.) in un unico significato; a volte ci si riesce, altre no, e allora diciamo: “Mi scusi, non l’ho capita”. Una proposizione completa contiene almeno tre elementi: soggetto, predicato e complemento, ad esempio: “Anfisa mangia il formaggio”. Questi elementi, presi singolarmente, hanno spesso le seguenti modalità: (denominato) soggetto – sintetico, predicato – qualitativo, complemento – oggettivo. Ciò significa che in un discorso umano risuona una frase in cui il soggetto, che è un nome, riceve una colorazione sintetica, il predicato una qualitativa e il complemento una oggettiva. Questo effetto si manifesta in modo particolare quando (tipico del parlato) gli interlocutori si scambiano frasi ellittiche, cioè incomplete, ad esempio:
– Chi è venuto da noi?
– Anfisa. (sin)
– E di cosa si occupa, mi chiedo, Anfisa?
– Mangia.
– E cosa mangia Anfisa?
– Formaggio. (pred)
Tuttavia, anche una proposizione completa può avere una qualsiasi delle modalità triadiche: sintetica, qualitativa o oggettiva, se una delle sue parole viene sottolineata sintatticamente, intonativamente o tramite gesti (espressioni del volto) come l’elemento più significativo – al punto che il significato generale della proposizione viene quasi oscurato e diventa secondario. Se la parola accentata è il soggetto, la proposizione (di solito) assume una modalità sintetica; se il predicato o
definizione – è qualitativa se è un complemento, è soggettiva, ad esempio:
- – Oggi da me è passato… (con un sospiro) indovina chi… KIRILL! (il figlio) – Oggi da me è passato Kirill – un tipo… (con significato) elegante!
- – Oggi Kirill è andato… non indovinerai mai… in azienda! (sogg)
Se la proposizione è un aforisma, un pensiero importante o un’immagine espressi in modo breve e superano in significato (per la persona in questione) gli elementi che la compongono, la sua modalità è sintetica; ad esempio, spesso vengono percepiti in questo modo i proverbi:
- Dio ha preservato per ogni dove. (Sint)
- Dio dà e dalla finestra porge. (Sint)
- Anche al verme capita di vivere a lungo. (Sint)
- Dove c’è il temporale, lì c’è il secchio. (Sint)
- Non è una gran disgrazia se entra dalla porta. (Sint)
- Fai in tempo a sospirare che già devi morire. (sint)
Nella modalità sintetica di solito vengono percepiti i periodi semplici (non estesi) di tre o quattro parole che contengono soggetto, predicato, complemento e, possibilmente, una sola definizione – senza accenti situazionali, intonazionali o di altro tipo, ad esempio:
- La lince era in agguato. (Sint)
- Un giovane cervo si recava alla fonte. (Sint)
- Poverino, non riuscì ad arrivare alla fonte. (Sint)
Se nel periodo ci sono molte parole che indicano qualità e azioni – verbi, aggettivi, participi, gerundi – e il suo contenuto principale è racchiuso proprio in esse, allora questa proposizione di solito ha modalità qualitativa:
- – Ho cercato di raggiungerti da lontano: correvo, nuotavo, mi facevo strada, mi arrampicavo – insomma, facevo di tutto. (qual)
- Davanti a me si estendeva il mare: azzurro chiaro, turchese, verdastro-marrone, un po’ mosso ma nel complesso calmo e chiaramente in attesa di qualcosa. (qual)
Se nel periodo ci sono molte parole che indicano oggetti non nominati del mondo materiale e su di essi si concentra il suo accento semantico principale, allora assume modalità soggettiva:
- Mangiate, per favore, tutto ciò che c’è sul tavolo: il forshmak con la cipolla, i cetriolini, i pomodorini, il brodo di cetrioli. (Sogg)
- Mi piacciono le stelle, le persone, gli animali, le piante e, naturalmente, i minerali.
- Il suo appartamento era abitato da numerosi animali: una tartaruga, due cani, tre gatti, quattro canarini e una piccola iguana. (Prec)
Esercizio. Modificate le seguenti proposizioni e frasi (possibilmente accorciandole o integrandole leggermente, cambiando l’ordine delle parole) e ponete un accento logico tale che assumano:
a) modalità sintetica,
b) modalità qualitativa,
c) modalità soggettiva.
- – Che pancione ti sei fatto crescere, Nicodemo Samsonovič!
- Nell’aria si sentiva l’odore della primavera: soleggiata, fresca, inaspettata.
- Nelle savane e nei deserti dell’Africa vivono numerose le creature più straordinarie.
- – A lei, Policarpo, posso offrire per ora una piccola ma responsabile e promettente posizione di responsabile del nostro acquario.
- L’aereo volava basso sopra il mare in tempesta.
- Šustryk rovistava tra un grande mucchio di immondizia sporca.
- Il seme della saggezza germoglia senza fretta.
- Il monte Ararat supera le montagne circostanti non solo in altezza.
- Il problema della sopravvivenza dell’umanità come specie offusca e acuisce il problema della sicurezza personale.
- Virineja osservava attentamente la figura che le si era parata davanti.
Esempio.
- 1a) – (fissando lo sguardo sulla pancia di Nicodemo) Ecco, Nicodemo Samsonovič! (Sint)
- 1b) – Ma tu, Nicodemo? Samsonyč, ti sei fatto crescere la pancia! Sì, proprio così! (qual)
- 1c) – Ecco, Nicodemo Samsonovič, che pancione che hai! (sogg)
MARKER TRIADICI
Marker cognitivi sintetici.
Un marker sintetico diffuso è il nome proprio (o la parola che lo sostituisce) accentato che indica un essere o un oggetto unico:
- – E questo è il nostro Varlaam! (Sint)
- – (opportunamente) Šustryk! (Sint)
- – E io vado (con significato) a Mosca! (Sint)
Anche i pronomi personali accentati nella frase conferiscono ad essa una sfumatura sintetica:
- – Chi vuole un gelato? – Io! (Sint)
- – Chi ha versato il latte sulla tovaglia? – Lui! (Sint)
Le risposte brevi (inclusi i monosillabi) hanno sempre una sfumatura sintetica, ma se questa si rivelerà una modalità o solo una sub-modalità va stabilito caso per caso.
- – Quindi vieni con me? – Vengo.
La risposta del partner in questo dialogo, per contenuto, è qualitativa, ma nella forma è monosillabica, cioè sintetica. Molto probabilmente per il protagonista ha il senso di “sì” e quindi avrà modalità sintetica.
Tuttavia, nel dialogo:
- – Vai o voli?
- – Vado.
La risposta del partner, sebbene monosillabica, ha come contenuto principale una qualità (“vado, non volo”) e quindi la modalità di questa frase è qualitativa.
In linea di principio, qualsiasi frase significativa (“pensiero compiuto”) è influenzata dall’archetipo sintetico e, nel caso in cui in questa frase non ci siano marker qualitativi e soggettivi significativi, è sintetica.
Tuttavia, l’assenza di marker qualitativi e soggettivi è un’eccezione rara nel parlato.
Marker stilistici sintetici.
Alla modalità sintetica si avvicina sempre l’aforisma – una frase breve ma energica, il cui senso supera di molto la somma dei significati delle parole che la compongono.
Alla modalità sintetica si avvicina la saggezza popolare espressa in proverbi, detti, ecc.
In modalità sintetica si trova qualsiasi singola immagine, in particolare quella usata nelle metafore:
- – Assomigli a un cammello nel deserto che non ha visto acqua da una settimana. (Sint)
- – Ti aspetto come una principessa nella torre. (sint)
Tuttavia, i confronti per qualità o per analogia che non offrono un’immagine compiuta possono avere modalità qualitativa o soggettiva:
- – Perché oggi sei così arrabbiato, come se ti avessero morso? (qual)
- – Era bellissima – come zolfo o come una gazzella. (sogg)
I gesti che accentuano la modalità sintetica sono movimenti della testa o del corpo come un tutt’uno, movimenti delle mani che raccolgono (come se stessi plasmando una palla di neve o raccogliendo noci sparse in un mucchio), gesti che disegnano nell’aria figure chiuse, ad esempio cerchi o ovali.
Un gesto sintetico caratteristico è l’indice alzato solennemente verso l’alto (soprattutto se abbinato all’esclamazione: “Ecco!”).
Ai marker stilistici sintetici si possono ascrivere l’aumento del tono della voce e l’intonazione di maggiore importanza. Questi marker si manifestano in modo particolare se combinati con marker cognitivi sintetici, ad esempio quando ci si rivolge a qualcuno chiamandolo per nome, ma a volte “funzionano” anche da soli:
- Voglio parlare con lei, (significativamente) Mykyta Ferapontovyč! (Sint)
- Capisca, mi serve un uomo. (evidentemente) UN UOMO! (sint)
Proverbi e modi di dire sotto l’egida dell’archetipo sintetico:
- Il sacro dei sacri.
- Dio protegge chi si protegge.
- La lingua russa è grande.
- Dio è un vecchio taumaturgo.
- E così via.
- La volontà di Dio è la nostra parte.
Esercizio. Ricordate proverbi e modi di dire noti in modalità sintetica.
Esercizio. Pensate ai marker sintetici di sfondo – esistono?
Marker cognitivi qualitativi.
A questi marker appartengono gli aggettivi, avverbi, participi, gerundi e verbi accentati nel discorso:
- – Oggi sei così carino, così roseo!
- – Ti ho cercato correndo, desiderando, cadendo, sbattendo e desiderando di nuovo! (qual)
Marker stilistici qualitativi.
I gesti che accentuano la modalità qualitativa sono movimenti fluidi dell’avambraccio che disegnano figure arrotondate ma non chiuse (come parentesi, linee ondulate, ecc.), gesti standard che indicano qualità (grande – braccia che si allargano ampiamente, veloce – movimenti frequenti con le braccia piegate, ecc.):
- – Mi serve un ragazzo – (probabilmente) bello e… liscio… (qual)
Proverbi e modi di dire sotto l’egida dell’archetipo qualitativo:
- Un russo può amare.
- Andrò a passeggiare, a sbadigliare alla luce del giorno.
- Né piallato né squadrato, ma buttato lì.
Esercizio. Ricordate proverbi e modi di dire noti in modalità qualitativa.
Esercizio. Pensate ai marker qualitativi di sfondo – esistono?
Marker cognitivi soggettivi.
A questi marker appartengono soprattutto i nomi di oggetti o fenomeni accentuati nel discorso che sono nomi:
- – Ti serve un preservativo?! (sogg)
- – Ecco la mia mano! (sogg)
- – E tu cosa hai visto lì? – Un’eclissi! (sogg)
I nomi propri assumono modalità soggettiva quando vengono elencati come diversi oggetti che costituiscono una certa quantità:
- Sono stato a Mosca, a Pietroburgo, a Žmerynka e a Parigi.
- Oggi sono passati Izmajlo con Izot, Gavrilo con Galaktion e Avrora con Agafija. (sogg)
Marker stilistici soggettivi.
Gesti che accentuano la modalità oggettiva — movimenti con pennelli, piedi, singoli dita (ad esempio, il gesto della fica), che terminano con un arresto brusco della mano nell’aria o su un oggetto materiale (ad esempio, uno schiaffo sul tavolo, sulla spalla del partner o sulla propria coscia, l’appoggio della mano sul cuore). Un gesto tipicamente “oggettivo” è il piegamento sequenziale delle dita contando “uno, due, tre…”.
Intonazioni oggettive — spesso spezzate e discendenti, concrete, “terrene”.
— Mi servono delle bacche: (terreno) ciliegie, fragole, lamponi. (Oggettivo)
— Portami, per favore, (abbassando il tono della voce) un coltello. (Oggettivo)
Proverbi e modi di dire sotto l’egida dell’archetipo oggettivo:
Ce l’uno, ce l’altro, ce la pasta madre, ce il pane, ce il bambino che piange.
Sugli altri come su Dio, su di sé come sul diavolo.
Né fondo né coperchio.
E così sia.
O un ciuffo di fieno o le forche in un fianco.
Esercizio. Ricordate proverbi e modi di dire noti in modalità oggettiva.
Esercizio. Pensate ai marcatori contestuali oggettivi — esistono?
Esercizio. Portate ulteriori esempi di espressioni sintetiche, qualitative e
Esercizio. Create a) una replica sintetica, b) una qualitativa e c) una oggettiva per ognuna delle seguenti situazioni, nonché per cinque situazioni a vostra scelta.
1. Presentazione di un vecchio amico a un gruppo di giovani.
a) Ecco Ivan, un caro amico di famiglia.
b) Ecco Ivan, un caro amico di famiglia, sempre allegro e spiritoso.
c) Ecco Ivan, un caro amico di famiglia, alto circa un metro e ottanta, con capelli castani e occhi azzurri.
2. Saluto del capo al mattino di lunedì.
a) Buongiorno, direttore!
b) Buongiorno, direttore! Speravo di vederla oggi.
c) Buongiorno, direttore! Sono arrivato alle otto e trenta, come sempre.
3. Saluto della segretaria al mattino di lunedì.
a) Buongiorno, signora Anna.
b) Buongiorno, signora Anna! Come sta oggi?
c) Buongiorno, signora Anna! Ha già preso il caffè?
4. Richiesta di portare il caffè a letto alla moglie.
a) Tesoro, mi porti il caffè a letto?
b) Tesoro, mi porteresti il caffè a letto? È una giornata così pigra.
c) Tesoro, mi porti il caffè a letto? Lo prendo nero, senza zucchero, nella tazza blu.
5. Comunicazione di uscita anticipata dal lavoro per motivi personali.
a) Scusi, vorrei uscire un’ora prima oggi.
b) Scusi, vorrei uscire un’ora prima oggi, se possibile.
c) Scusi, vorrei uscire alle sedici invece che alle diciassette per un appuntamento dal medico.
Esercizio. Create dialoghi per le seguenti situazioni dialogiche e per cinque situazioni a vostra scelta, composti da due repliche nelle modalità:
a) sin – sin
b) sin – qual
c) sin – og
d) qual – sin
e) qual – qual
f) qual – og
g) og – sin
h) og – qual
i) og – og
1. Proposta al figlio prediletto di prestare attenzione ai bisogni della madre.
a)
— Figlio mio, tua madre ha bisogno di te.
— Lo so, papà, ci penso io.
b)
— Figlio mio, tua madre ha bisogno di te.
— Oh, povera mamma, certo che ci penso!
c)
— Figlio mio, tua madre ha bisogno di te.
— Ha ottant’anni, pesa sessanta chili e oggi non si è alzata dal letto.
2. Scuse al fratello maggiore per il ritardo a un appuntamento.
a)
— Scusa per il ritardo.
— Figurati, capita.
b)
— Scusa per il ritardo.
— Ma figurati, capita a tutti!
c)
— Scusa per il ritardo.
— Avevo un appuntamento dal dentista alle diciassette e trenta, e il traffico era infernale.
3. Richiesta al capo di posticipare la scadenza di un incarico per motivi gravi.
a)
— Potrei avere qualche giorno in più per questo lavoro?
— Certo, nessun problema.
b)
— Potrei avere qualche giorno in più per questo lavoro?
— Ma certo, capisco perfettamente.
c)
— Potrei avere qualche giorno in più per questo lavoro?
— Ho la suocera ricoverata in ospedale e devo occuparmi dei bambini piccoli.
4. Rimprovero emotivo e ingiusto a una bambola.
a)
— Sei una bambola inutile!
— Ma che ho fatto?
b)
— Sei una bambola inutile!
— Ma come puoi dirlo? Sono nuova di zecca!
c)
— Sei una bambola inutile!
— Ho un occhio storto e un braccio rotto, ma sono pur sempre una bambola di porcellana del 1920.
5. Accusa giusta alla figlia di aver creato caos.
a)
— Hai fatto un disastro in cucina!
— Mi dispiace, mamma.
b)
— Hai fatto un disastro in cucina!
— Oh no, non volevo!
c)
— Hai fatto un disastro in cucina!
— Ho rovesciato la farina, rotto due uova e sporcato il pavimento con il latte, ma era per fare una torta.
Esercizio. Individuate le modalità triadiche delle seguenti frasi scritte e trasmissioni orali (queste ultime iniziano con un trattino) e di altre cinque trasmissioni a vostra scelta. Indicate i marcatori triadici.
1. Tutta la nostra vita è un gioco agli occhi di Dio.
— Tutta la nostra vita è un gioco agli occhi di Dio.
2. E mi sono incamminato per le strade tracciate dal destino.
— E mi sono incamminato per le strade tracciate dal destino.
3. — Sono impotente di fronte a te, impotente!
4. — Kuz’ma ha fallito l’esame.
5. — Vasilisa!
6. — E, Ljubomyr, immaginate ora la mia situazione!
7. — E la coscienza, Varvara, ce l’avete?
8. E, immaginate, il nostro caro Tarik vola via nel cielo… e per sempre.
— E, immaginate, il nostro caro Tarik vola via nel cielo… e per sempre.
9. — (Mostrando al partner una combinazione di tre dita) Ma voi, scusate, avete mai visto un dito?
10. — Beh, non resterai a bocca asciutta, tu.
11. Preparati, caro, preparati.
12. E io amo stare sul ripiano superiore.
13. — Mi scusi, Ivan Efremovič, ma la prego, mi perdoni.
14. — Ecco, presentatevi: il nostro miglior specialista in furti, un avvocato con un’esperienza straordinaria, noto in tutta la nostra regione — lo stesso Rafail Falaleevič!
15. — No, non otterrete mai questo da me!
16. — E voi, Akulina Terentievna, cercate di sbrigarvi.
17. — Ma che persona spregevole sei, a quanto pare!
18. — Beh, non ce l’ho — né un chiodo, né una sola vite!
19. Le prove si susseguivano alle prove, e la fine non si vedeva.
20. Incarnandosi nel mondo umano come avatar, Viṣṇu attira su di sé l’attenzione di numerosi demoni e li colpisce senza pietà.
21. — E io ti dico: Savelij è Savelij, punto e basta!
22. Non portano lì né strade tortuose né sentieri.
23. E vicino alla finestra, in un vaso, è impossibile non notare un enorme… (mostra con le mani) cactus!
— E vicino alla finestra, in un vaso, è impossibile non notare un enorme… (mostra con le mani) cactus!
24. — Purtroppo, di questa fauna succhiasangue ce n’è molta — soprattutto questi… come si chiamano… (ricorda) moscerini!
Esercizio. Individuate le modalità triadiche delle seguenti trasmissioni e di altre cinque a vostra scelta. Indicate i marcatori triadici.
1. — Il tuo ventre è insaziabile!
2. — Ah!
3. — Corri veloce lungo il sentiero, per stradine e viottoli, fino al mare.
4. — Dolci parole pronunciate, Leontij Platonovič, davvero strane e incomprensibili!
5. — Stop!
6. — Ma tu, Paramon, sei nato ieri?
7. — Tu, Antonida, ogni giorno canti come un cuculo.
8. — Ecco, la natura stessa ci sussurra la stessa cosa…
9. — Beh, tu, Eraste, sei un’oca!
10. — E tu al mattino cammina a piedi nudi sull’erba — verde, morbida, fresca e freddina.
Esercizio. Modificate le seguenti trasmissioni affinché acquisiscano:
a) modalità sintetica
b) modalità qualitativa
c) modalità oggettiva
1. — Ti aspetto.
a) Ti aspetto. Sono qui da un’ora.
b) Ti aspetto, tesoro mio, con il cuore in gola.
c) Ti aspetto vicino all’ingresso principale, sul marciapiede di sinistra, vicino alla panchina verde.
2. — Ieri è venuto a trovarmi Clementij.
a) Ieri è venuto a trovarmi Clementij.
b) Ieri è venuto a trovarmi Clementij, quel caro vecchio pazzo.
c) Ieri è venuto a trovarmi Clementij, un uomo di circa settant’anni, con barba bianca e occhiali rotondi.
3. — Beh, non so.
a) Beh, non so proprio.
b) Beh, non so, mi sembra tutto così confuso.
c) Beh, non so, ho letto tre libri su questo argomento e non ho ancora capito nulla.
4. — Ma questo non va affatto bene.
a) Ma questo non va affatto bene.
b) Ma questo non va affatto bene, mi fa stare male.
c) Ma questo non va affatto bene: il contratto scade domani e non è stato firmato.
5. — Davvero pensate così di me?
a) Davvero pensate così di me?
b) Ma come potete pensare una cosa del genere di me?
c) Davvero pensate che sia un incompetente, dato che ho sbagliato quel calcolo?
6. — A chi fa ridere — a me no.
a) A chi fa ridere — a me no.
b) A chi fa ridere — a me no, mi fa solo arrabbiare.
c) A chi fa ridere — a me no, perché non trovo divertente una barzelletta su un funerale.
7. — E se ora — direttamente al fiume?
a) E se ora — direttamente al fiume?
b) E se ora — direttamente al fiume? Che idea pazza e meravigliosa!
c) E se ora — direttamente al fiume? Dovremmo prendere l’autobus numero 5, scendere alla fermata del ponte e camminare per cinquecento metri.
8. — Il vostro ragionamento mi sembra poco fondato.
a) Il vostro ragionamento mi sembra poco fondato.
b) Il vostro ragionamento mi sembra poco fondato e superficiale.
c) Il vostro ragionamento mi sembra poco fondato: non avete citato alcuna fonte e i dati sono obsoleti.
9. — E il cannone dello Zar non ha mai sparato in tutta la sua vita.
a) E il cannone dello Zar non ha mai sparato in tutta la sua vita.
b) E il cannone dello Zar non ha mai sparato in tutta la sua vita, poverino.
c) E il cannone dello Zar non ha mai sparato in tutta la sua vita: è un pezzo d’artiglieria del XVII secolo, conservato nel Cremlino di Mosca.
10. — La lingua è l’anima di un popolo.
a) La lingua è l’anima di un popolo.
b) La lingua è l’anima di un popolo, la sua ricchezza e la sua memoria.
c) La lingua è l’anima di un popolo: senza di essa, una cultura perde la sua identità.
11. — Come ti giri, come ti rigiri, ma prima o poi dovrai pur sposarti.
a) Come ti giri, come ti rigiri, ma prima o poi dovrai pur sposarti.
b) Come ti giri, come ti rigiri, ma prima o poi dovrai pur sposarti, è destino.
c) Come ti giri, come ti rigiri, ma prima o poi dovrai pur sposarti: a trent’anni non sarai più considerata una ragazza.
12. — L’istruzione degli antichi greci era notevolmente inferiore alla nostra, ma i posteri li ricordano ancora dopo più di duemila anni, mentre chi si ricorderà di noi tra vent’anni?
a) L’istruzione degli antichi greci era notevolmente inferiore alla nostra, ma i posteri li ricordano ancora dopo più di duemila anni, mentre chi si ricorderà di noi tra vent’anni?
b) L’istruzione degli antichi greci era notevolmente inferiore alla nostra, ma i posteri li ricordano ancora dopo più di duemila anni, mentre chi si ricorderà di noi tra vent’anni? È triste.
c) L’istruzione degli antichi greci era notevolmente inferiore alla nostra, ma i posteri li ricordano ancora dopo più di duemila anni, mentre chi si ricorderà di noi tra vent’anni? I greci avevano Platone e Aristotele, noi abbiamo solo lauree fasulle.
13. — Hihihi.
a) — Hihihi.
b) — Hihihi, che risata sciocca!
c) — Hihihi, ho fatto una pernacchia con la bocca.
14. — Ti ricordi dei nostri incontri in Crimea?
a) Ti ricordi dei nostri incontri in Crimea?
b) Ti ricordi dei nostri incontri in Crimea? Che bei tempi!
c) Ti ricordi dei nostri incontri in Crimea? Erano al ristorante “Pesca”, ogni giovedì sera, dalle diciotto alle venti.
15. La coppa sacra è un simbolo molto più antico della spada — segno di dominio maschile primitivo.
16. — Mangia, figliolo, la pappa.
a) — Mangia, figliolo, la pappa.
b) — Mangia, figliolo, la pappa, è calda e nutriente.
c) — Mangia, figliolo, la pappa: è semolino con zucchero, latte e un cucchiaio di miele, servita nella ciotola blu con il disegno di un orso.
17. — Ora sarebbe bene sentire il parere del responsabile del dipartimento territoriale.
a) Ora sarebbe bene sentire il parere del responsabile del dipartimento territoriale.
b) Ora sarebbe bene sentire il parere del responsabile del dipartimento territoriale, dato che la questione è complessa.
c) Ora sarebbe bene sentire il parere del responsabile del dipartimento territoriale: è un esperto di diritto amministrativo e conosce bene la normativa regionale.
18. Si faceva sera.
19. Una persona intelligente non affronterà ostacoli inutili.
20. — Non siamo d’accordo su molti punti.
Esercizio. Rispondete alle seguenti domande e a cinque a vostra scelta nelle modalità:
a) sintetica
b) qualitativa
c) oggettiva
1. — Come vi chiamate, bellissima sconosciuta?
a) — Bronislava.
b) — Che nome interessante!
c) — Mi chiamo Bronislava, ho trentadue anni, sono di Leopoli e lavoro come architetto.Questa modalità caratterizza i confronti con un accento oggettivo, ad esempio:
- – Ma tu, Panas, sei proprio un coccodrillo con la coda!
- – Lei è simile a una collana di 108 perle.
Nella modalità син(пред) risuonano brevi battute con accento sull’oggetto non nominato (non unico), espresso da un concetto generico:
- – Dammi la marmellata.
- – Tu sei contro di me: che un’oca contro uno struzzo!
In questa stessa modalità, nei dialoghi orali risuonano brevi risposte di una o due parole, che contengono parole poco informative per i partner, appartenenti al piano oggettivo, o usate in senso figurato, ad esempio:
- – Hai preso l’ombrello con te?
- – Un ombrello?!
(Nell’ultima battuta la parola “ombrello” non è informativa, poiché non porta alcuna informazione nuova per il partner o il protagonista.)
- – Dimmi, chi sono per te?
- – Un’oca.
Modi di dire e proverbi nella modalità син(пред):
Novgorod è il padre, Kiev è la madre, Mosca è il cuore, San Pietroburgo è la testa.
Chi si offre come fungo, entri nel cesto.
Pane e sale.
Esercizio. Create situazioni in cui emerge la modalità син(перед).
Esercizio. Modificate le seguenti trasmissioni e cinque trasmissioni a vostra scelta in modo che acquisiscano la modalità син(перед).
- – Fa freddo, fa freddo!
- – (Minaccioso) Afanasij!
- – Propongo di incontrarci al ristorante “Elisio”.
- – San Pietroburgo non è mica Mosca!
- – Molto piacere di avervi conosciuta, Cristina!
Esercizio. Rispondete alle seguenti domande e a cinque domande a vostra scelta nella modalità син(перед).
- – Perché la maniglia della vostra padella di ghisa è rotta?
- – Ho un brufolo sul naso! Proprio sulla punta!
- – Con me è semplice: che mi colpisca in fronte o in testa, non capisco nulla.
- – Ma sapete cos’è il mal di mare?!
- – No, figliolo, con la testa non sei ancora grande.
Esercizio. Nelle seguenti situazioni e in cinque situazioni a vostra scelta, create un appello nella modalità син(перед).
- Invito di un nuovo conoscente a casa per un tacchino arrosto.
- Lamentele del medico per un dolore nel corpo.
- Appello al giudice con la richiesta di calmare il pubblico ministero.
- Dubbio del pubblico sulla sincerità delle lodi di un vecchio nemico.
- Proposta all’ospite di bere un tè verde.





