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О.Л. Чижевський — ECO DELLE TEMPESTE SOLARI parte 14

Capitolo IX PICCHI DELLA STATISTICA STAMPATA

1 Vediamo che la distribuzione delle varie malattie epidemiche nei cicli undecennali è piuttosto complessa. Mentre alcune epidemie cadono negli anni di massima attività solare, altre si verificano prevalentemente negli anni adiacenti ai massimi, e una parte delle epidemie ricade negli anni di minima. Tuttavia, in questa complessità emerge chiaramente una proprietà generale e più stabile della maggior parte delle epidemie: raggrupparsi nella metà del ciclo undecennale contraddistinta da un’intensa attività del Sole.

Pertanto, è interessante esaminare il rapporto tra il periodo solare e l’andamento della mortalità generale, ossia il numero totale di decessi per tutte le cause registrati su un vasto territorio e in un lungo arco di tempo. Sulla base della distribuzione temporale delle epidemie, si può ipotizzare che la curva della mortalità generale debba presentare deviazioni molto significative rispetto alla curva dell’attività solare. E ciò è tanto più probabile in quanto alla mortalità generale si aggiungono anche i casi di morte per molte altre cause: fame, suicidi, morti improvvise e così via. Questa circostanza introduce deviazioni estremamente marcate nell’andamento della curva della mortalità generale rispetto a quella teoricamente possibile.

Ciononostante, vi sono alcune basi per ipotizzare, anche a priori, che nella complessa e intricata mappa della mortalità generale debbano emergere momenti che mostrano un ruolo preponderante del fattore ambientale rispetto a tutti gli altri fenomeni casuali di carattere locale e temporaneo*.

• In questo lavoro non tratterò le questioni relative ai fattori socio-economici che potrebbero aver influenzato le fluttuazioni della mortalità generale. È indubbio che tali fattori, in alcuni casi, possano aver determinato le variazioni della curva. Questo tema è stato ampiamente affrontato da molti autori in una serie di studi statistici di economia politica.

Pertanto, utilizzando per la nostra ricerca i dati numerici sulla mortalità generale, alla luce di quanto detto non dobbiamo aspettarci di poter riscontrare un parallelismo completo o perfetto tra l’andamento delle curve della mortalità generale e quello del Sole. Il nostro obiettivo finale è determinare il rapporto tra alcuni punti di queste curve (in particolare i massimi di mortalità, i massimi e i minimi dell’attività solare).

Di grande interesse è la statistica della mortalità generale in Russia per il periodo dal 1876 al 1917. Innanzitutto, questa statistica copre un arco di 40 anni, ed è espressa in valori relativi critici, non assoluti. Analizzando la serie empirica della mortalità in Russia, si nota facilmente che il suo andamento è composto da diverse oscillazioni, ovvero da periodici aumenti e diminuzioni.

curva, se non si considera il generale calo della mortalità. Al contrario, le periodiche fluttuazioni dei tassi relativi di mortalità sono espresse in modo più netto, anche se a prima vista appaiono piuttosto disordinate. Se proviamo a confrontare la curva della mortalità in Russia con la curva dei numeri relativi di Wolf – Wolfer, vediamo che, pur non essendo simili tra loro, entrambe mostrano alcune tendenze comuni. Ad esempio, la curva delle macchie solari presenta evidenti periodi di 11 anni, seppur forse non del tutto precisi; la curva della mortalità tende a seguire quella delle macchie solari, manifestando comunque notevoli irregolarità nel proprio andamento. Pertanto, nonostante la diversità delle curve, tra esse si nota un certo parallelismo che suggerisce un possibile legame.

Proviamo ora a determinare l’intensità di questo legame tra le nostre curve (tab. 30). Iniziamo con un’elaborazione preliminare dei dati. Al fine di eliminare le fluttuazioni casuali di minore entità e di evidenziare il livello medio della nostra serie di dati sulla mortalità, applichiamo un livellamento meccanico secondo tre punti, utilizzando la formula della media mobile semplice, ottenendo così una serie appiattita. Per evidenziare il livello, procediamo con un livellamento meccanico su 11 punti: hi bt = тг? я,-. * Va notato che le statistiche sulla mortalità per gli anni 1916 e 1917 non sono accurate, mentre dal 1918 al 1920 mancano del tutto. Pertanto, la discrepanza tra le curve di mortalità e di attività solare per il periodo 1916-1917 è del tutto comprensibile. Dal 1920 al 1926, invece, le nostre curve mostrano un andamento nuovamente coerente (vedi grafico, fig. 91). In alto: andamento della mortalità in Russia dal 1867 al 1925 – serie empirica, serie appiattita su tre punti.

Curva dell’attività periodica del Sole

Tabella 30
Correlazione tra l’attività del Sole e la mortalità

31,3

Fig. 93. In alto — mortalità generale nella provincia di Simbirsk, ora Ul’janovsk, dal 1884 al 1921. Serie empirica, smussata su tre punti. Mortalità nella provincia di Simbirsk, dove l’organizzazione della statistica medica era già consolidata dalla fine della prima metà del secolo scorso. Nel lavoro più completo di Ja. Šostak (1928) abbiamo reperito materiale statistico sulla mortalità che copre il periodo dal 1844 al 1921, ossia 78 anni, espresso anch’esso in valori relativi.

Proviamo ora a ridurre il territorio oggetto di studio in relazione alla mortalità generale. Utilizziamo ora il materiale statistico sulla mortalità a Mosca e a San Pietroburgo (Leningrado). I dati sulla mortalità generale a Mosca sono tratti dal lavoro di P. I. Kurkin e Čortov per il periodo dal 1862 al 1926. Questi dati sono espressi in valori relativi per mille abitanti. La serie empirica, rappresentata graficamente (fig. 94) e confrontata con la curva dell’attività solare, mostra già un certo indubbio legame con quest’ultima. La smussatura di questa serie su tre punti (cfr. tab. 35), effettuata due volte al fine di eliminare le oscillazioni casuali, offre un quadro chiaro della dipendenza della curva della mortalità moscovita dalle fluttuazioni dell’intensità dell’attività solare, evidenziando al contempo onde doppie di mortalità nell’arco di un singolo periodo.

Il materiale di San Pietroburgo (Leningrado) è particolarmente ricco. Abbiamo dati dal 1764, espressi in valori relativi per mille abitanti. Dal confronto tra le due serie — la serie della mortalità pietroburghese e la serie dei valori relativi dell’attività solare — si nota che, pur delineandosi una contemporaneità nei momenti di ascesa o discesa, il legame tra esse risulta alquanto debole. Pertanto, ci siamo chiesti se esistesse una relazione tra le oscillazioni “per età” della mortalità e l’attività solare.

Grazie alla cortesia di G. I. Pokrovskij, mi sono stati messi a disposizione materiali già pronti e processati secondo formule note e pubblicati sulla mortalità a San Pietroburgo e nell’Impero russo per gli intervalli di tempo indicati. Presento questi dati nella tab. 36 e li rappresento graficamente nella fig. 95. Come si vede da questo grafico, l’andamento per età delle curve di mortalità di San Pietroburgo e della Russia forma oscillazioni molto consonanti con l’andamento per età dell’attività solare.

Affrontiamo ora un’altra questione.

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n. p.p. Anno Numeri di Wolf – Wolfer Mortalità in Russia per 1000 abitanti Media su 11 punti Solarità Mortalità calcolata secondo la parabola di 2° ordine Mortalità, scostamento dalla parabola di 2° ordine Scostamento x – x
1 1867 36,8 36,379 + 0,421 -33,1
2 1868 37,3 39,7 38,3 36,489 + 3,211 – 3,1
3 1869 73,9 38,3 37,7 37,5
4 1870 139,1 35,0 37,1 36,666 – 1,666 + 98,7
5 1871 111,2 37 38,0 36,733 + 1,167 + 70,8
6 1872 36,8 56,6 36,686 + 4,414 + 61,3
7 1873 66,1 36,5 37,6 16 9 46 2 36,5 36,848 – 1,648 + 4,3
8 1874 46,6 36,8 36,857 – 2,257 -23,3
9 1875 17,1 34,6 34,9 36,3 49,6 36,857 – 2,257 -23,3
10 1876 11,3 34,9 34 2,096 -29,1
11 1877 12,3 34,4 35,8 36,4 37,2 36,833 – 2,433 -28,1
12 1878 3,4 38,2 35,8 36,1 33,8
13 1879 6,0 34,8 36,4 35,9 33,5 35,5 36,751 + 1,951 -34,4
14 1880 32,3 36,1 35,0 35,9 34,2 36,688 – 54,3
15 1881 54,3 37,4 35,8 34,9 36,611 -2,511 + 13,9
16 1882 59,7 40,4 37,3 15 7 15 1 36,520 + 3,883 + 3,8
17 1883 63,7 37,4 35,6 34,6 36,414 + 1,086 + 23,3
18 1884 63,5 34,4 35,9 35,4 34,9 36,3 36,294 + 1,894 + 23,2
19 1885 52,3 35,5 35,0 36,159 – 0,359 + 11,8
20 1886 25,4 33,2 34,3 33,5 35,3 36,010 – 2,810 -15,0
21 1887 13,3 3 35,847 -2,047 -27,3
22 1888 6,8 33,4 34,2 35,6 39,3 35,669 – 2,269 -33,6
23 1889 6,3 35,5 35,2 35,5 0,023 -34,1
24 1890 7,1 36,7 36,0 35,4 40,6 35,270 + 1,430 -33,3
25 1891 35,6 35,8 37,8 35,2 39,5
26 1892 73,0 41,0 37,1 35,0 39,7 34,814 + 6,186 + 32,6
27 1893 84,9 34,4 36,6 35,0 41,0 34,569 4
28 1894 78,0 34,3 34,7 34,8 41,4 35,7 34,300 -0,000 + 37,6
29 1895 64,0 35,5 34,4 34,4 41,7 34,021 + 1,489 + 0
30 1896 41,8 33,3 33,5 34,0 41,3 33,728 – 0,428 + 1,4
31 1897 26,2 31,7 32,7 33,6 38,5 33,421 – 1,721 – 14,7
32 1898 26,7 32,6 34,1 33,099 + 0,101 – 13,7
33 1899 12,1 31,2 31,8 32,1 30,2 31,9 32,763 + 1,563 -28,3
34 1900 9,5 28,9 32,412 – 1,312 -30,9
35 1901 2,7 32,1 31,5 31,9 28,0 32,047 + 0,053 -37,7
36 1902 5,0 8 0,368 -35,4
37 1903 24,4 30,0 30,4 31,1 31,9 31,274 – 1,274 -16,0
38 1904 42,0 29,9 32,3 30,8 36,3 6 1,6
39 1905 63,5 36,9 32,2 30,8 34,0 30,443 + 6,457 + 23
40 1896 62,0
SignoraIl sole è Signora
1 gradi
GemelliMese in %s Gemelli
18 gradi
Зростаючий горбатийЗростаючий горбатий
11 giorni
☿ Mercurio Diretto

Fatti astrologici

PREVISIONI ASTROLOGICHE SU MAOMETTO L’astrologo inglese Raphael riporta diversi esempi di previsioni e consigli forniti agli imperatori del suo popolo. Raphael conclude la sua rassegna storica sull’astrologia e la magia con queste parole: «Poiché queste scienze erano diffuse tra le varie tribù arabe e molto rispettate in Egitto, è indubbio che il prestigio di cui godevano gli arabi in generale abbia contribuito in larga misura al successo di Maometto. Nella sua vita ci furono numerose favorevoli previsioni di molti celebri astrologi del suo tempo, tra cui quella di Ekea, il quale avvertì lo zio del Profeta che tutte le circostanze della sua infanzia indicavano che il ragazzo era straordinariamente eccezionale e che la sua vita avrebbe dovuto essere protetta con incessante e grande attenzione. È nota anche la profezia di un altro astrologo, non meno famoso in quest’arte, il quale, essendosi presentato a Maometto a Bassora, gli prese la mano e, fuori di sé dalla gioia, esclamò con reverente entusiasmo: «Ecco il Re del mondo, il Benedetto dell’Universo!».» (Manly P. Hall, Astrologia. Chiavi per la conoscenza. Trad. dall’inglese – M.: Sfera, 2002. p. 93)

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