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Astrologia indiana

L’astrologia indiana.

Lezione 1

Āyanaṃsa (precessione)

In India si applicano diversi sistemi astrologici. Noi

esamineremo il più diffuso tra questi, chiamato PARĀŚARA, dal nome

del suo fondatore. Il termine stesso significa “Via Superiore”.

Il calcolo della posizione dei pianeti non avviene secondo lo Zodiaco

tropicale, come nell’astrologia occidentale, ma secondo lo Zodiaco siderale o

stellare, più vicino alla reale configurazione delle costellazioni: i

confini dei segni vengono tracciati tenendo conto dell’Āyanaṃsa, cioè della

precessione.

Il sistema adottato nell’astrologia occidentale, in cui la

contazione dei segni inizia dal punto dell’equinozio di primavera

indipendentemente dalla sua posizione, gli indiani lo chiamano SAYANA.

Il loro sistema, in cui la contazione dei segni parte sempre da una

stella fissa (Revati, Zeta dei Pesci), viene

denominato NIRĀYANA.

La misura dell’āyanaṃsa o precessione è, secondo T.

Brahma, di 48 secondi all’anno o 7’57” ogni 10 anni. Tuttavia, egli

stesso indica che in diversi autori questa grandezza varia. Ad esempio,

per il 1° gennaio 1951, gli autori forniscono i seguenti valori:

Roman Ayer Lahiri Feigan–Bradley

1.1.50 21°42′ 23°02′ 23°09′ 24°02′

Perché accade questo? “La data in cui i due Zodiaci coincidevano –

scrive Raman – non è nota con precisione, pertanto la grandezza

dell’āyanaṃsa oscilla tra 19 e 23 gradi. La stella che segnava

l’inizio della contazione è stata dimenticata o è scomparsa, sebbene

alcuni la identifichino con Zeta dei Pesci… Per non costringere il

lettore a immergersi nei dettagli tecnici di un dibattito continuo sulla

precessione degli equinozi, proponiamo un metodo di calcolo

dell’āyanaṃsa piuttosto semplice.

Calcolo dell’āyanaṃsa per persone nate in un dato anno d.C.:

1) dalla data di nascita si sottrae 397 (l’epoca presunta della

coincidenza dei due Zodiaci);

2) il resto viene moltiplicato per 50 1/3 secondi e convertito in

gradi e minuti.

In India vengono pubblicate effemeridi speciali in cui la posizione

dei pianeti è indicata secondo lo Zodiaco siderale, ad esempio:

Swamikannu Pillai (Diwan Bahadur LD Swamikannu Pillai).

Panchang and Horoscope of The Indian Calendar and Indian

Astrology. -Asian Educational Services, New Delhi 1985.

A noi toccherà invece effettuare una conversione. Si può

compilare un elenco dei pianeti, convertendo separatamente la posizione

di ciascuno; si può “ad occhio” sottrarre 23 gradi dalla longitudine

dei pianeti; oppure, infine, disegnare un cerchio con i segni zodiacali

su carta trasparente e, sovrapponendolo al tema natale ordinario,

spostarlo della misura della precessione. Va tenuto presente che

nell’astrologia indiana si considerano solo sette pianeti, dal Sole a

Saturno, più Rāhu e Ketu.

Rāśi (segni)

In India il tema viene disegnato in forma rettangolare. I segni

sono disposti in senso orario. I nomi dei segni e dei pianeti vengono

inseriti nel tema per esteso o con abbreviazioni:

———–T———–T———–T———-¬

PI AR TA GE GE

¦ ¦ ¦ ¦ ¦

+———-+———–+———–+———-+

AQ

Al centro del tema di solito si indica CN CN

¦ ¦ il suo tipo, nonché il ¦ ¦

+———-+ nome della persona e +———-+

¦ CA ¦ i dati della sua nascita. |LE |

¦ ¦ ¦ ¦

+———-+———–T———–+———-+

SA SC SC LI VI VI

¦ ¦ ¦ ¦ ¦

L———-+———–+———–+———–

Posizioniamo nel tema i pianeti e segniamo l’AS, chiamato

LAGNA. Il lagna diventa quindi l’inizio della prima casa. Nelle

astrologia indiana le case sono sempre uguali, ciascuna di 30 gradi.

Alcuni astrologi considerano il lagna non come inizio, ma come

punto centrale (15 gradi) della I casa, pertanto i confini delle

case hanno una longitudine di +/-15 gradi rispetto alla longitudine

dell’AS. Noi, tuttavia, seguiremo la prima regola.

Il lagna (AS) viene indicato con una linea obliqua nel quadrato

corrispondente della cosmografia.

Quando l’ora di nascita è sconosciuta o nota in modo approssimativo,

gli astrologi indiani, invece del lagna, utilizzano il CHANDRA LAGNA,

il lagna lunare: l’inizio della I casa viene preso dalla longitudine

della Luna (Chandra in sanscrito significa “Luna”), mentre le altre

case vengono misurate a partire da essa, ciascuna di 30 gradi.

I segni nell’astrologia indiana hanno nomi e

significati che differiscono leggermente da quelli europei. Col tempo,

tra l’altro, queste differenze aumenteranno, poiché a causa della

precessione i confini dei segni indiani si discosteranno sempre di più

da quelli europei. Tuttavia, il valore dei segni per l’interpretazione

del tema natale è limitato, pertanto non li approfondiremo. Le

informazioni al riguardo possono essere reperite nella letteratura, ad

esempio:

Ayer BAK Everyday Astrology. Practical Guide To Indian &

Western Astrology. 1958. DB Taraporevala Sons & Co. Private

Ltd. 22ª edizione 1976.

Sthāna bala (dignità planetarie)

Ora verifichiamo quali dignità possiedono i pianeti nel tema

così ottenuto. Queste dignità sono chiamate in sanscrito STHĀNA

BALA, che significa “vantaggio posizionale”, e la loro classificazione

differisce leggermente da quella europea.

I pianeti nella tabella sono elencati in ordine crescente di

“luminosità” (NAISARGIKA BALA) o forza della loro luce, come

immaginavano gli indiani. Il pianeta meno luminoso per loro era

Saturno, il più luminoso – Ketu.

————————————————————————-

pianeta ucca mūlatrikoṇa svakṣetra niścaya |

esaltazione terza parte del proprio segno caduta |

||

Saturno 20 LI 0-20 AQ 20-30 AQ, 0-30 CA 20 AR |

Marte 28 CA 0-12 AR 12-30 AR, 0-30 SC 28 CN |

Mercurio 15 VI 16-20 VI 20-30 VI, 0-30 GE 15 PI |

Giove 5 CN 0-5 SA 5-30 SA, 0-30 PI 5 CA |

Venere 27 PI 0-20 LI 20-30 LI, 0-30 TA 27 VI |

Luna 3 TA 3-30 TA 0-30 CN 3 SC |

Sole 10 AR 0-20 LE 20-30 LE 10 LI |

Rāhu VI, GE – – CN, LE |

Ketu VI, GE – – CN, LE |

L———————————————————————

La posizione migliore è considerata UCCA, l’esaltazione. Molto

buona, ma meno dell’ucca, è MŪLATRIKOṆA, “terza parte del proprio

segno”. Buona è SWAKṢETRA, il domicilio. La caduta (o Niścaya) è

considerata una posizione negativa. L’esilio (o “prigionia”) non è

previsto nell’astrologia indiana.

A differenza dell’astrologia europea, per Mercurio il segno di

esaltazione non è Acquario, ma Vergine. Rāhu e Ketu,

strettamente parlando, non sono pianeti, pertanto non esiste una

classificazione completa delle loro dignità. Tuttavia, nei segni di

Mercurio essi si esaltano, mentre nei segni dei luminari cadono.

Quando si costruisce un tema indiano, è preferibile iniziare

compilando una tabella in cui vengono indicate le dignità dei pianeti.

Bhāva (case)

Allo stesso modo si costruisce la carta delle case, o la prima

carta di lavoro, chiamata LAGNA KUNDALĪ (carta delle case secondo

l’AS) – dal sanscrito “anello”, “cerchio”, cfr. kuṇḍalinī.

———–T———–T———–T———-¬

12 1 2 3 3

¦ ¦ ¦ ¦ ¦

+———-+———–+———–+———-+

11 4 4 11

¦ ¦ LAGNA KUNDALĪ ¦ ¦

+———-+ +———-+

10 05.05.1955/10:30 5 5

¦ ¦ ¦ ¦

+———-+———–T———–+———-+

9 8 8 7 6 6

¦ ¦ ¦ ¦ ¦

L———-+———–+———–+———–

Le case, che vengono contate a partire dall’AS, in sanscrito sono

chiamate BHĀVA. Ogni casa, come già detto, equivale a 30 gradi. Il

significato delle case è in generale simile a quello europeo,

pur presentando alcune differenze.

Gli indiani suddividono le case in diverse categorie.

In base alla posizione nella carta:

Le case angolari (I, IV, VII, X) sono chiamate KENDRA (dal sanscrito

“centro”).

Le case trigone (V e IX, partendo dalla I casa) sono chiamate

TRIKOṆA.

sono considerati i migliori settori dell’oroscopo.

Si distinguono anche gli UPA-CHAYA – “settori della crescita” (III, VI, X, XI) e

Dushthana – “settori malefici” (VI, VIII, XII). Cosa ciò significhi, lo vedremo

in seguito.

Sul piano filosofico:

I, V, IX – settori della dharma. La dharma, nella religione induista, è

l’ordine della vita, l’insieme dei principi morali e delle regole sociali. Se una

persona adempie alla propria dharma, dopo la morte giunge nel Regno degli Dei,

altrimenti finisce all’Inferno.

II, VI, X – settori dell’artha. Si tratta dell’attività pubblica

volta all’acquisizione di benefici e ricchezza. Nel trattato

“Arthashastra” (IV sec. a.C.) si afferma che i beni materiali

costituiscono la base della religione e dei piaceri sensuali (moksha e kama).

III, VII, XI – settori del kama. Si tratta del piacere, in particolare

dell’amore e dell’attrazione sensuale.

IV, VIII, XII – settori del moksha. Nella religione induista, così

viene indicata la liberazione dell’anima, la sua emancipazione dalle rinascite,

la sua unione con Brahma, l’adempimento della propria karma da parte dell’individuo.

“È sempre più importante ciò che precede – è scritto nel Kamasutra: – l’artha

è più importante del kama, poiché quest’ultimo diventa possibile solo

grazie all’artha; ma ancora più importante della dharma, poiché solo essa rende

possibile l’artha”.

Sul piano pratico:

I Tanubhava (sanscr. “settore del corpo”): statura,

comportamento, carattere;

II Dhanabhava (settore della ricchezza): patrimonio, reddito, bilancio

familiare; causa di morte (cfr. maraka);

III Bhratrubhava (settore dei fratelli): intelletto; inoltre fratelli e

sorelle;

IV Sukhabhava (settore della gioia): successo generale, istruzione;

casa dei genitori; madre; mezzi di trasporto. Nel tema femminile

indica anche la vita sessuale.

V Putrabhava (settore dei figli): successo, fama; figli;

VI Satrubhava (settore delle difficoltà): debiti, povertà, nemici;

malattie;

VII Kalatrabhava (settore della moglie): matrimonio; morte (cfr. maraka); nel

tema femminile indica anche la bellezza;

VIII Ayurbhava (settore della forza vitale): durata

della vita, salute, capacità (talenti); proprietà immobiliari. Nel tema

femminile indica la vita del marito;

IX Dharmabhava (settore della dharma, cfr.): dio, guru, padre,

viaggi; fede. Nel tema femminile – i figli;

X Karmabhava (settore della karma, cfr.), anche Madhya Lagna o

Dasama Bhava: occupazione, riflessioni filosofiche; karma;

XI Labhabhava (settore del profitto): acquisizioni, vincite;

XII Vrijabhava (settore dell’ostilità): perdite, moksha (cfr.).

Graha (pianeti)

Gli astrologi indiani preferiscono lavorare con nove pianeti:

i sette classici, dal Sole a Saturno, più i nodi lunari, quello settentrionale e

quello meridionale, chiamati Rahu e Ketu. Naturalmente, essi sono a conoscenza

dell’esistenza di Urano, Nettuno e Plutone, ma preferiscono non utilizzarli.

Esistono anche pianeti fittizi, che vengono calcolati, ma non tutti gli astrologi

li utilizzano.

I pianeti che partecipano a qualsiasi situazione astrologica

vengono chiamati karaka (lett. “colui che adempie un incarico”).

I pianeti che presiedono alla morte (signori dei settori della morte, II e VII)

sono chiamati maraka.

Di seguito i pianeti sono elencati in ordine crescente di forza.

1. Sole: Ravi o Surya. Ravi è uno dei nomi del Sole

nella mitologia vedica. Surya è figlio di Dyaus e Aditi. Dyaus Pitar (cfr.

Zeus Pater, Dies Piter = Giove) è il dio del cielo, grande progenitore. Aditi è

la figlia maggiore di Brahma, dea dell’eternità e della luce. Nel tema natale è

PITRU KARAKA, indicatore del padre (in caso di nascita diurna; per quella

notturna cfr. Saturno). Indica anche l’anima, l’oro, la fama, il potere.

2. Luna: Chandra o Soma. Come si può vedere, in India la Luna

è considerata più potente del Sole. Il termine Chandra, “lunare”, è un

epiteto del dio della Luna Soma. Soma rapì Tara, moglie di Brihaspati (dio

del pianeta Giove), scatenando una guerra. Da Soma e Tara nacque Budha

(Mercurio). Lo stesso nome veniva dato alla bevanda utilizzata come offerta

rituale agli dei (presso i persiani era chiamata haoma). Nel tema natale è

MATRU KARAKA, indicatore della madre (in caso di nascita notturna; per

quella diurna cfr. Venere). Indica anche il corpo (la mente), l’argento, il latte.

3. Venere: Shukra, “Luminoso”: epiteto del dio Venere Bhrugu Muni

(tutti gli dei dei pianeti, secondo la tradizione indiana, sono di sesso maschile).

Era considerato figlio di Bhrugu, dio della stirpe dei Prajapati, sacerdote

dei demoni (Bali e Daitya). Nel tema natale è KALATRA KARAKA, indicatore

del marito. In caso di nascita diurna è anche indicatore della madre. Può

indicare anche varie donne, intrighi amorosi, arte, gioielli, commercio.

4. Giove: Guru, “Maestro”. Dio Brihaspati, figlio di Angiras.

Sacerdote degli dei: inizialmente una divinità prettamente sacerdotale,

prototipo di Brahma, in seguito dio dell’eloquenza (allora viene chiamato

Hispati o Vachaspati). Sua moglie Tara fu rapita da Soma e Brihaspati,

insieme agli altri dei, la liberò. Nel tema natale è PUTRA KARAKA,

indicatore dei figli. Indica anche il fratello maggiore, gli onori, il sacerdozio,

la jnana (conoscenza).

5. Mercurio: Budha. È chiaro che si tratta di Buddha,

“Illuminato”: in sanscrito entrambi i termini si scrivono e si pronunciano

allo stesso modo, ma nella traduzione russa vengono solitamente distinti. In

ogni caso, Budha è la forma corretta (per quanto riguarda la pronuncia). Nella

mitologia vedica è lo stesso figlio rapito di Soma e Tara (dio della Luna e

sua consorte). I parallelismi qui sono del tutto riconoscibili: molti autori

evidenziano la somiglianza astrologica di Mercurio con la Luna, da un lato, e

con Giove, dall’altro. Nel tema natale è KARMA KARAKA, indicatore

dell’occupazione (non ha un rapporto diretto con la karma intesa come tale,

che in sanscrito si chiama karman). Può indicare anche lo zio materno o, al

contrario, il nipote. Inoltre, segnala: istruzione, affari, abilità nella

comunicazione orale e scritta.

6. Marte: Mangala o Kuja, anche Angaraka. È identificato con

il dio della guerra Karttikeya. Nel tema natale è BHRATRU KARAKA,

indicatore di fratelli e sorelle. Può indicare il fratello minore, nel tema

femminile il marito o gli uomini in generale. Inoltre, indica ferite,

incidenti, armi.

7. Saturno: Shani (Sani). La divinità di questo pianeta è

rappresentata come un uomo dalla pelle scura (nera), vestito di scuro (si può

ricordare la leggenda etiope secondo cui Mosè era un nero). È considerato

figlio del Sole e della sua serva Chaya.

Chaya (“Ombra”): Sanjna, moglie del Sole-Surya, non riuscì a

partorire un erede e una volta mandò Chaya al suo posto nella camera da letto.

Il Sole, credendo che fosse Sanjna, la fecondò generando tre figli

(Shani, Savarna e Tapati).

Nel tema natale è AYURKARAKA, indicatore di vita e salute. Può

indicare anche potere, ricchezza, lunga vita, ma anche irritabilità e

difficoltà nei rapporti sociali. In caso di nascita notturna indica il padre.

Aprakasha Grahas o pianeti d’ombra

Seguono poi Rahu e Ketu, Testa e Coda del Drago, il nodo lunare

settentrionale e quello meridionale. La leggenda narra che:

gli dei si riunirono per bere l’amrita, la bevanda dell’immortalità; a

sapere del piano fu un demone-serpente rakshasa (a svelarlo fu Budha, dio

del pianeta Mercurio). Egli si avvicinò di soppiatto alla coppa con l’amrita e,

mentre gli dei festeggiavano, ne bevve alcune gocce. Surya e Chandra

(dei Sole e Luna) se ne accorsero e chiamarono Vishnu. Vishnu,

adirato, sguainò la spada e tagliò il rakshasa in due. Ma questi era già

divenuto immortale e la spada non gli arrecò particolari danni. Da allora

le due metà vivono separate, a volte catturando Surya o Chandra.

Da qui l’idea che il demone (drago) riesca a

si trova in Gemelli e Vergine (in domicilio di Buddhi) e male in Cancro e Leone (in domicilio di Luna e Sole).

Gli astrologi indiani leggono tutto ciò che i loro colleghi europei attribuiscono ai pianeti transaturniani — e molto altro ancora — solo in base alla posizione di Rahu e Ketu. Un astrologo indiano può dire tutto, o quasi tutto, di una persona basandosi esclusivamente sulla posizione della Testa e della Coda del Drago, senza nemmeno considerare i loro aspetti con gli altri pianeti.

8. Rahu. Nella letteratura vedica è Svarbhanu, demone delle eclissi, progenitore delle comete e delle meteore. “Intelletto senza forza”. “Otto cavalli neri trascinano il carro crepuscolare di Rahu”, è scritto nel Vishnupurana. È il simbolo del mondo terreno, della nostra vita quotidiana. Nel tema natale è MATRAMAHA KARAKA (affinità per linea materna). Indica lo sviluppo della mente (intelletto). Può anche significare il nonno.

9. Ketu (la parte posteriore, priva di intelletto ma armata con una coda seghettata) è la parte del demone serpentiforme. Nel Vishnupurana si legge: “Otto cavalli della carrozza di Ketu, veloci come il vento, del colore del lacca rosso scuro o del fumo di paglia bruciata”. Simbolo del mondo ultraterreno, delle montagne. Nel tema natale è PITRAMAHA KARAKA (affinità per linea paterna). Indica lo sviluppo dell’intuizione, del djñana. Può anche significare la nonna.

Per approfondire il significato dei pianeti in ogni segno e casa della cosmografia indiana, si può consultare il libro di Tom Hopke Astrologia vedica. Kiev, 1992.

Het Monster. Astrologia indiana.

Lezione 2

Lo Zodiaco lunare

Nella astrologia indiana la Luna riveste un’importanza fondamentale, come avremo modo di constatare più volte. In India, oltre allo Zodiaco solare, si utilizza attivamente lo Zodiaco lunare, cioè un sistema di stazioni o nakshatra lunari. Anche gli arabi, e di conseguenza gli europei, facevano uso delle stazioni lunari. Nella letteratura europea vengono spesso (e impropriamente) chiamate “case lunari” o “dimore” (cfr., ad esempio, A. Volgin. Astrologia lunare. Voronež, 1992).

NAKSHATRA (dal sanscrito “costellazione, stella”): stazione lunare nell’astrologia indiana. Si contano 27 nakshatra, ciascuna di 13°20’ (o, più raramente, 28 nakshatra di 12°51’26″). Gli arabi e i mongoli preferivano utilizzare 28 stazioni, ma noi ci atterremo al sistema delle 27 nakshatra, non solo perché più semplice da calcolare, ma anche perché su di esso si basa un altro sistema altrettanto importante: le navamsa.

NAVAMSA (dal sanscrito “un nono”): divisione dello Zodiaco in segmenti di 3°20’ ciascuno, una delle varga adottate nell’astrologia indiana. Questi quarti di nakshatra vengono anche chiamati pada (“passi”). Nove navamsa corrispondono a un segno (30°). Nel libro di Tom Hopke Astrologia vedica sono riportati i significati non solo delle nakshatra, ma anche di ogni singola navamsa. Questo testo può essere utile, anche se i nomi delle stelle risultano confusi e, in generale, la traduzione presenta diversi errori.

Ogni nakshatra porta il nome di una stella fissa situata in quella porzione di cielo. Come si è formato lo Zodiaco ordinario? Dalle osservazioni del Sole. Uscendo di casa al novilunio, l’uomo riteneva che il Sole avesse cambiato “dimora”, fosse passato in un nuovo “segno”, avesse trovato una nuova stazione. Allo stesso modo avveniva con lo Zodiaco lunare: uscendo di casa all’inizio di ogni nuova giornata solare, l’uomo vedeva che la Luna era passata in una nuova stazione, appartenente a una stella o a un ammasso stellare.

I significati indiani delle stazioni lunari (nakshatra) e le descrizioni europee del carattere dei loro “signori” — le stelle fisse — non sempre coincidono. Pertanto, poiché ci occupiamo di astrologia indiana, non approfondiremo il carattere delle stelle fisse. Chi fosse interessato può consultare il libro di R. Ebertin e G. Hoffmann Die Bedeutung der Fixsterne. Aalen, 1969; o la traduzione russa supervisionata da Aleksandr Zaraev: Ebertin-Hoffmann. Stelle fisse. Mosca, 1992. Tuttavia, anche la traduzione presenta diversi errori e in alcuni punti risulta addirittura errata, quindi è preferibile utilizzare l’originale.

Allo stesso modo in cui nello Zodiaco ordinario si considera la posizione del Sole (ad esempio, Sole in Ariete significa che la persona è “ariete”), nello Zodiaco lunare si considera la posizione della Luna: Luna in Ashvini, quindi la persona presenta determinati tratti temperamentali. Le nakshatra vengono utilizzate anche per verificare la posizione del Sole e dell’Ascendente (come nell’astrologia europea, dove si controllano la posizione dell’Ascendente e della Luna), ma il parametro più importante resta comunque la nakshatra lunare o JANMA NAKSHATRA (dal sanscrito janman, “luogo di nascita”).

Le navamsa

Le navamsa vengono utilizzate per calcolare la seconda carta di lavoro: un pianeta che cade in una determinata navamsa viene trasferito in uno dei segni della nuova cosmografia, corrispondente al numero della navamsa stessa.

Il calcolo viene effettuato per tutti i pianeti, incluso il Lagna (Ascendente). Per disporre i pianeti nella carta delle navamsa (NAVAMSHA KUNDALI), si può utilizzare una tabella oppure procedere con il conteggio. Il conteggio dei segni avviene secondo le seguenti regole:

  • per i pianeti nei segni di fuoco — da Ariete
  • per i pianeti nei segni di terra — da Capricorno
  • per i pianeti nei segni d’aria — da Bilancia
  • per i pianeti nei segni d’acqua — da Cancro

Ad esempio, se in un tema natale Venere si trova a 18°45’ del Toro, questo corrisponde alla sesta navamsa del segno indicato. Il Toro è un segno di terra, quindi, partendo dal Capricorno (considerato come 1° segno), Venere nella nuova cosmografia (carta delle navamsa) si posizionerà nel segno dei Gemelli (il grado non viene considerato).

Nella carta delle navamsa si valuta anche la dignità dei pianeti: esaltazione, mulatrikona, domicilio, caduta. Se 4-5 pianeti nella carta delle navamsa si trovano in una posizione favorevole (migliore rispetto al tema natale), ciò migliora le previsioni del tema natale. Se la loro posizione è peggiore rispetto al tema natale, le previsioni risultano più negative.

Se un pianeta, secondo la navamsa, si trova nello stesso segno in cui si trovava nel tema natale, le sue qualità vengono amplificate (una posizione favorevole diventa ancora migliore, mentre una negativa diventa ancora peggiore). Un tale pianeta viene chiamato in sanscrito vargottama (“la più alta varga“). Più avanti spiegheremo cosa sia una varga.

La carta delle navamsa è la seconda carta più importante nell’astrologia indiana. In India si dice addirittura che chi si limita a calcolare il tema natale, senza considerare le navamsa, non è un astrologo.

La carta delle navamsa mostra il rapporto di una persona con il partner. Con una certa approssimazione, può essere considerata come un “tema natale del partner”, cioè come la possibilità di capire quale tipo di partner sia più probabile per quella persona. Di norma, infatti, una persona ottiene ciò che si aspetta. Sulla base di questo, si possono dare consigli: se la persona ha già incontrato problemi, le si può indicare cosa deve correggere in sé per raggiungere una relazione armoniosa con il partner; se il partner non c’è ancora, si può consigliare come sceglierlo e come comportarsi con lui.

In India le relazioni di coppia, il matrimonio e la famiglia rivestono un’importanza fondamentale. Ancora oggi, quasi tutti i matrimoni in India vengono celebrati solo dopo una consultazione astrologica. L’astrologo, ovviamente, effettua un’analisi dettagliata delle carte di entrambi i partner. Tuttavia, di questo si può leggere nella letteratura specifica. Noi ci soffermeremo solo su un altro metodo, molto semplice ma efficace.

Kudajadosha

KUDJA – uno dei nomi di Marte. La parola Kujadoša significa in sanscrito “sventura” o “difetto di Marte”: è come una verifica della compatibilità dei partner in base ai loro difetti. La logica di questo ragionamento è chiara: se i partner hanno difetti simili, potranno intendersi più facilmente e la probabilità di conflitto sarà minima, anche se la Kujadoša è positiva. La Kujadoša può essere anche negativa se la persona non ha difetti rilevanti. Per questo motivo, un matrimonio stabile è solitamente quello tra persone con la stessa Kujadoša (entrambe positive o entrambe negative).

La Kujadoša è positiva (presente) se:

Marte è nella 1ª casa (tranne in Ariete)

Marte è nella 4ª casa (tranne in Scorpione)

Marte è nella 7ª casa (tranne in Capricorno o Pesci)

Marte è nella 8ª casa (tranne in Cancro)

Marte è nella 12ª casa (tranne in Sagittario).

La posizione di Marte viene calcolata, ovviamente, tenendo conto dell’ayanamsa.

Cosa succede quando i partner hanno una Kujadoša diversa? (In realtà, in sanscrito questa parola è maschile, ma siamo abituati a pronunciarla al femminile).

In questo caso, tra loro esiste solitamente un amore intenso e passionale. Tuttavia, come ben sapete, la passione non dura a lungo e prima o poi svanisce. A quel punto, emergono i difetti di entrambi i partner: la loro vita diventa un susseguirsi di conflitti e il matrimonio, di norma, finisce con una separazione.

Le persone con la stessa Kujadoša non provano una passione travolgente. I loro sentimenti somigliano più a un’affettuosa amicizia che, con il tempo, si rafforza. In India, il matrimonio viene considerato un evento molto serio, per questo gli astrologi consigliano alle persone di sposarsi non per passione, ma in base alla Kujadoša, affinché il matrimonio non si spezzi.

Sinastria

La compatibilità dei partner viene verificata anche in base al rapporto tra le loro nakshatra, cioè le stazioni lunari. Per farlo, si determina quale nakshatra della donna si trova rispetto a quella dell’uomo (numero N).

Supponiamo che la Luna dell’uomo si trovi in Jyeshtha (18ª nakshatra) e quella della donna in Pushya (8ª nakshatra). In astrologia indiana, il conteggio parte sempre dalla nakshatra o dalla casa in cui si trova il pianeta: Jyeshtha viene presa come unità e si procede in senso circolare. L’ottava nakshatra da Jyeshtha risulta essere la undicesima. In questo caso, il numero N è 11.

Successivamente, questo numero va diviso per nove:

11 : 9 = 1 [con resto 2]

Ciò che conta davvero in questo calcolo è il resto. È proprio in base ad esso che si determina la qualità del matrimonio.

Se il resto è:

4, 6 o 0 – il matrimonio sarà lungo e felice;

1, 2 o 8 – la vita insieme sarà difficile, ma sopportabile;

3, 5 o 7 – l’unione è sfortunata e, molto probabilmente, fallirà.

Questo metodo indiano di sinastria permette anche di stabilire quanti figli avrà la coppia.

Per farlo, si prende nuovamente il numero N e si verifica:

se N = 4, 7, 10, 13, 16, 19 o 25 – i partner avranno molti figli;

(se N = 13, inoltre, saranno felici e ricchi);

se N è un altro numero, i figli saranno pochi.

Vargha

La parola VARGA in sanscrito significa “casta”. Una casta, semplificando, è un gruppo di persone che condividono una caratteristica comune che le distingue dagli altri. In astrologia, il termine assume un significato simile: un gruppo di carte costruite secondo un principio specifico che le differenzia dalle altre. In Europa, queste carte vengono chiamate armoniche.

Il principio delle armoniche è semplice: ogni segno viene diviso in un certo numero di parti e i pianeti che vi cadono vengono trasferiti in un altro segno della nuova carta.

La prima e più semplice divisione è 1/1: la carta natale, in astrologia indiana, è la Lagna Kundali. Da qui iniziamo. La seconda è la Navamsa Kundali, divisione 1/9.

Naturalmente, il numero di queste divisioni può aumentare all’infinito. In India, di solito si utilizza un sistema di 16 Varga.

I principianti, così come gli astrologi europei, possono avvalersi di un sistema semplificato di 7 Varga (Sapta Vargadja Balu, “Vantaggio delle sette Varga” – contrassegnate con un asterisco).

Ogni Varga rappresenta, quindi, un nuovo oroscopo che svela nel dettaglio una specifica sezione dell’oroscopo natale.

Il calcolo delle Varga è un processo laborioso: non sorprende che il povero astrologo dilettante americano Tom Hopke scriva: “…non molti tra le persone dell’epoca moderna hanno l’intelligenza necessaria per leggere 16 tabelle contemporaneamente”. Tuttavia, non è più complicato della compilazione di un normale oroscopo europeo. Quindi, penso che noi siamo in grado di dimostrare che la nostra intelligenza non è affatto inferiore a quella dei colleghi indiani. Tanto più che, di norma, non è necessario calcolare tutte le Varga: è sufficiente calcolare quella che, al momento, risulta più importante.

* 1. Rāśi (segni ordinari) 1 carta natale

* 2. Hora 1/2 principio maschile/femminile

* 3. Drekkāṇa 1/3 fratelli e sorelle

4. Chaturthāṃśa (Turiyāṃśa) 1/4 istruzione

* 5. Saptāṃśa 1/7 figli

* 6. Navāṃśa 1/9 relazione con il partner

* 7. Daśāṃśa 1/10 professione

* 8. Dvadaśāṃśa 1/12 genitori

9. Ṣoḍaśāṃśa 1/16 viaggi, in generale cambiamenti

10. Viṃśāṃśa 1/20 successi scientifici e spirituali

11. Chaturviṃśāṃśa (Siddhāṃśa) 1/24 educazione, titoli accademici

12. Saptaviṃśāṃśa (Bhāṃśa) 1/27 forza e salute

*13. Trimśāṃśa 1/30 (solo per l’oroscopo nuziale)

14. Khavedāṃśa (Svavedāṃśa) 1/40 percentuale di bene e male nella vita

15. Akṣavedāṃśa (Akṣa Vedāṃśa) 1/45 successo generale

16. Ṣaṣṭiāṃśa 1/60 stesso, ma più dettagliato

Il principio di calcolo delle Varga è chiaro. Se volete, possiamo esaminare brevemente i dettagli tecnici del calcolo; altri dettagli si possono trovare nella letteratura specialistica.

2. Hora: divisione di ogni segno in due parti per determinare se la persona ha una natura maschile forte o femminile dolce. Le prime metà dei segni maschili (Ariete, Gemelli, Leone, Bilancia, Sagittario, Acquario) e le seconde metà dei segni femminili (Toro, Cancro, Vergine, Scorpione, Capricorno, Pesci) sono considerate maschili (sottomesse al Sole). Si elencano i pianeti e si verifica dove ce ne sono di più: nelle Varga maschili o in quelle femminili. Rāhu e Ketu in questo caso assumono un ruolo subordinato, cioè ereditano il “sesso” del signore del segno in cui si trovano.

3. Drekkāṇa: strettamente legata ai trigoni (case trigonali dalla I, V e IX): ogni segno viene diviso in tre parti (decanati). Se un pianeta si trova nel primo decanato, rimane nello stesso segno. Se si trova nel secondo, viene trasferito al quinto segno da esso (il suo segno originale viene considerato come “primo”), se nel terzo, al nono segno da esso. Le Drekkāṇa indicano il destino dei fratelli e delle sorelle.

4. Turiyāṃśa o Chaturthāṃśa: vedi tabella. Lo spostamento dei pianeti nella tabella dà origine alla carta Turiyāṃśa o Chaturthāṃśa Kundali, che permette di determinare l’atteggiamento di una persona nei confronti dello studio, le sue capacità, i problemi in questo ambito e così via.

5. Saptāṃśa: divisione del segno in sette parti (4°17’ ciascuna). Viene costruita una nuova cosmogramma. I pianeti nei segni dispari (Ariete, Gemelli, Leone, ecc.) vengono trasferiti nel segno corrispondente al loro numero di Saptāṃśa. Per i pianeti nei segni pari (Toro, Cancro, Vergine, ecc.) il conteggio parte dal segno opposto (Toro = Bilancia, ecc.). Questa Varga mostra il benessere dei figli.

6. Navāṃśa: vedi sopra.

7. Daśāṃśa: “oroscopo della professione”, successo nell’attività o nel campo scelto. Il pianeta viene trasferito nel segno corrispondente al suo numero di Daśāṃśa. Per i pianeti nei segni dispari il conteggio parte dal proprio segno, per quelli nei segni pari dal nono segno.

8. Dadasamsi: “oroscopo dei genitori”. Ogni segno è diviso

in 12 parti di 2°30′ ciascuna. Il pianeta viene trasferito nel segno corrispondente

al numero del suo dasamsi.

9. Shodasamsi: viaggi, cambiamenti in generale o desideri nascosti di

cambiare. Il segno è diviso in 16 parti di 1°52,5′. Il pianeta viene

trasferito nel segno corrispondente al numero del suo shodasamsi. Per

i pianeti in Ariete, Cancro, Bilancia e Capricorno la conta parte da Ariete;

per i pianeti in Toro, Leone, Scorpione e Acquario parte da Leone; per

i pianeti in Gemelli, Vergine, Sagittario e Pesci parte da Sagittario.

10. Vimsamsi: divisione del segno in 20 parti di 1°30′. Le regole

di trasferimento sono le stesse del punto 9. Indica le capacità di crescita

spirituale, per gli studiosi i successi nella ricerca scientifica.

11. Siddhamsi o Chaturvimsamsi: divisione in 24 parti (1°15′ ciascuna).

Promozione, come dicono gli americani: maggiore livello di istruzione

e capacità di sfruttare le proprie opportunità. Le regole di trasferimento

sono le solite (20° segno da sé), la conta per i pianeti nei segni dispari

parte da Leone, in quelli pari da Cancro.

12. Saptavimsamsi o Bhamsi: divisione in 27 parti (1°06′ ciascuna).

La conta parte da sé. Indica forza e salute.

13. Trimsamsi (termini indiani; il nome deriva dal fatto che

“in totale devono essere trenta” /Raman/): vengono calcolati solo per

l’oroscopo femminile.

I segni maschili (dispari) sono divisi così: 0-5-10-18-25-30

I segni femminili (pari) sono divisi così: 0-5-12-20-25-30

I signori dei termini nei segni maschili, in ordine: Marte, Saturno, Giove,

Mercurio, Venere; nei femminili sono invertiti (da Venere a Marte).

Si tiene conto del termine in cui si trova ogni pianeta. Si ritiene che,

ad esempio, se Venere nella nativa si trova nel termine di Marte, ella

non andrà sposa vergine.

14. Swasdisamsi (Khavedsamsi): divisione in 40 parti (0°45′ ciascuna),

indice di fortuna (prevalenza del bene o del male nell’oroscopo).

La conta per i pianeti nei segni dispari parte da Ariete, in quelli pari da

Bilancia.

15. Akshavedamsi: divisione in 45 parti (0°40′ ciascuna), indice

di successo generale. La conta è come nello shodasamsi (punto 9).

16. Shashtiamsa: divisione in 60 parti, mezzo grado ciascuna.

Conclusione

Dopo aver calcolato una o più varga,

è consigliabile compilare una tabella dei pianeti (inclusi Rahu, Ketu e

Lagna) e dei loro vantaggi, per verificare quante volte un pianeta si

trova in posizioni favorevoli o sfavorevoli, quante volte si trova nello

stesso segno del tema natale, al fine di determinare quale pianeta è

più forte e quale più debole. Per facilitare il calcolo, si possono

assegnare a ogni posizione dei “punti”, ad esempio ucca “in punto” = 3,

semplice ucca = 2, mulatrikona = 2, svaksetra = 1, semplice parità = -1,

nica “in punto” = -3. Anche per argala si possono assegnare 3 “punti”.

Het Monster. Astrologia indiana.

Lezione 3.

Pianeti e aspetti.

Il concetto di aspetto nell’astrologia indiana esiste, ma

è diverso da quello europeo.

Innanzitutto, nel calcolare gli aspetti, l’astrologia indiana

considera solo la posizione del pianeta nel segno o nella casa, senza

tenere conto dei gradi e dei minuti (con rare eccezioni). Quindi,

trovarsi nello stesso segno o nella stessa casa viene già considerato

una congiunzione, anche se un pianeta si trova al primo grado e l’altro

all’ultimo.

Pertanto, l’orbita di un aspetto può arrivare quasi a trenta gradi.

Per un astrologo europeo, abituato a orbite non superiori a 15 gradi

(e l’astrologia americana moderna non riconosce orbite superiori a 5 gradi),

questo può sembrare sorprendente. Tuttavia, la logica degli astrologi

indiani ha una sua validità.

Sappiamo infatti che l’influsso di un pianeta non si manifesta in modo

brusco, ma si accumula gradualmente. Allo stesso modo, diminuisce

progressivamente. Scegliendo un’orbita, definiamo solo una certa

“soglia di sensibilità”, oltre la quale l’influsso del pianeta diventa

rilevante per noi. Questa soglia dipende dalla situazione specifica: è

ovvio che per calcolare gli eventi abbia senso usare orbite più strette,

mentre per definire il carattere possono essere più ampie.

Gli astrologi indiani agiscono allo stesso modo. Tuttavia, nella

definizione della statica (carattere), adottano un’orbita massima per

tenere conto di tutti i possibili significati del pianeta, di tutto il suo

influsso complessivo. Successivamente, naturalmente, la modificano in base

alla situazione specifica.

Nel calcolare gli eventi (dinamica), utilizzano qualcosa di simile

alle orbite, ma di questo si parlerà nella prossima lezione.

Avendo compreso, quindi, l’essenza fondamentale dell’approccio indiano

al problema delle orbite, passiamo agli aspetti veri e propri. In sintesi,

in India si distinguono due tipi di aspetti: il rapporto dei pianeti con

i segni e le case e il rapporto tra i pianeti stessi. Il primo viene

chiamato DRISTI, il secondo YOGA. (Tom Hopke scrive molto degli yoga,

perché sono più simili a quelli europei, e poco dei drishti.)

Tuttavia, prima di parlare dei drishti,

analizziamo alcune altre posizioni planetarie.

Dik bala (“vantaggio di forza”)

La “forza” o l’influsso di un pianeta può aumentare o diminuire

anche in base alla casa in cui si trova. Questo viene chiamato DIK

BALA – vantaggio di forza. Si ritiene che:

– Giove e Mercurio siano più forti nella I casa;

– Sole e Marte nella X casa;

– Venere e Luna nella IV casa;

– Saturno nella VII casa (casa della morte).

Kendras (case angolari)

Tra le case, come è noto, alcune formano gruppi particolari.

Ne abbiamo parlato nella prima lezione. Per la forza o l’influsso

di un pianeta, è importante anche la sua posizione nelle KENDRAS

(case angolari I, IV, VII, X) e il suo rapporto con esse.

Non tutte le kendras hanno lo stesso valore: differiscono tra loro

allo stesso modo in cui, ad esempio, un regno, un ducato, una contea e

una semplice proprietà terriera. Si ritiene che:

– il signore della X casa sia il più forte; a seguire, in ordine decrescente:

– il signore della VII casa,

– il signore della IV casa e

– il signore della I casa.

Inoltre, come dice Brihat: “i pianeti benefici, essendo signori

delle kendras, acquistano un potenziale negativo e la capacità di

arrecare danno; i pianeti malefici, essendo signori delle kendras,

acquistano un potenziale positivo e la capacità di fare del bene”.

“Pianeti benefici”

La divisione dei pianeti in “benefici” e “malefici”, come

comprensibile, è convenzionale e varia a seconda degli autori, anche se

in generale non si discosta molto dalla classificazione europea.

Per loro natura, sono considerati “benefici” Giove, Venere,

Mercurio ben aspectato e Luna crescente. Sono invece considerati “malefici”

Sole, Marte, Saturno, Mercurio male aspectato e Luna calante. Rahu e

Ketu sono neutri.

Tuttavia, in questo caso, per noi è più importante considerare

l’influsso dei pianeti non in base alla loro natura intrinseca, ma

in base alla loro posizione nell’oroscopo.

In questo senso, sono considerati “benefici” (positivi):

– il signore della lagna (il segno in cui si trova l’AS);

– i signori delle kendras, se si tratta di pianeti malefici;

– i signori delle trikonas, di cui parleremo dopo.

Trikonas (case trigonali)

Le trikonas, come sappiamo, sono le case trigonali alla prima,

quinta e nona. Anche i loro vantaggi sono diversi: la IX casa è

considerata la migliore, seguita dalla V, mentre la I si posiziona solo

al terzo posto. Di conseguenza, anche l’influsso dei loro signori

viene valutato in modo analogo.

Upachayas (case di crescita)

Le upachayas sono le case III, VI, X e XI.

Il signore di una upachaya acquisisce una leggera sfumatura

può arrecare piccoli fastidi. Tuttavia, i pianeti “cattivi”,

trovandosi nelle case dell’Upachaya, creano bene. I pianeti “buoni”,

invece, che si trovano in queste case, offrono alla persona di tanto in tanto

piccoli piacevoli sorprese.

La casa più potente dell’Upachaya è l’XI. Seguono, in ordine decrescente:

X

VI

III

Perché vengono chiamate “case della crescita”? Questo riguarda piuttosto

i transiti: i pianeti attuali che transitano in queste case diventano

temporaneamente più forti. In questi periodi la persona può cambiare molto

nelle circostanze corrispondenti a queste case del suo tema natale.

Dusthana (“case cattive”)

Le Dusthana sono le case VI, VIII e XII. Un pianeta – signore di una Dusthana

acquisisce un potenziale negativo. Esso “seminerebbe il male ovunque si trovi”

(Braha).

Un pianeta che cade in una Dusthana perde forza. Viene colpita anche la casa

da esso governata.

Le Dusthana hanno anche una certa gradazione: ad esempio, la casa VI e il suo

signore sono i meno dannosi dei tre, poiché la VI è anche una casa Upachaya.

Segue l’VIII casa, “media”, mentre la più dannosa è considerata la XII casa

e il suo signore.

Maraqi

E infine torniamo al concetto di Maraqa. I Maraqi sono i signori delle case II e VII,

le “case della morte”. Il loro influsso sulla vita si manifesta in modo

particolarmente netto se entrambi si trovano nella I casa dell’oroscopo.

In India si crede che una persona muoia nel periodo o nel subperiodo

dell’azione di uno dei Maraqi (dasa e bhukti).

L’unico caso in cui il signore delle case II e VII non gioca un ruolo così

fatale è quando l’Ascendente è in Ariete: in questo caso la Maraqa diventa

Venere, che, essendo un pianeta favorevole, protegge invece la persona dai

pericoli.

Drishti (aspetti posizionali)

Esiste la seguente regola:

  • Tutti i pianeti aspetta la casa VII da sé (opposizione).
  • Marte aspetta anche le case IV e VIII da sé (trin-kvink).
  • Giove aspetta anche le case V e IX da sé (trigoni).
  • Saturno aspetta le case III e X da sé (sestile-quadratura).

L’influsso del pianeta dipende non tanto dalla sua posizione nel segno o nella casa,

quanto dal segno o dalla casa che esso aspetta. Ad esempio, un pianeta che

aspetta il proprio segno (esaltazione) diventa comunque più forte, mentre se

viene aspetta da un aspetto-drishti neutro, la sua forza diminuisce.

Rahu e Ketu di per sé non emettono aspetti, cioè non si può dire, ad esempio,

che Rahu aspetta una casa. Essi possono solo ricevere aspetti, cioè

partecipano principalmente alle yoga.

Gli aspetti-drishti elencati sopra funzionano “a pieno regime”. Ciò significa

che l’influsso del pianeta si avverte in modo più forte proprio in quelle

case. Tuttavia, è chiaro che i pianeti elencati, da un lato, aspetta anche altre

case, e dall’altro, anche altri pianeti aspetta le case non indicate sopra,

ma in modo meno intenso. Elenchiamo questi aspetti:

  • con tre quarti di forza, tutti i pianeti (tranne Marte) aspetta le case IV e VIII da sé;
  • con metà forza, i pianeti (tranne Giove) aspetta le case V e IX da sé;
  • con un quarto di forza, i pianeti (tranne Saturno) aspetta le case III e X da sé.

“Pianeti cattivi”

Quindi, sono considerati “cattivi” (dannosi, negativi):

  • i signori delle case III, VI e XI, e
  • i signori delle case angolari, se si tratta di pianeti “buoni”.

I signori delle case II e XII sono considerati piuttosto neutrali, poiché il loro

influsso dipende molto di più dagli aspetti-yoga. Lo stesso vale per il signore

della casa VIII, perché, sebbene sia di per sé “cattivo”, non peggiora il

significato né delle yoga né degli aspetti-drishti.

Yoga

Nella letteratura astrologica indiana sono descritte innumerevoli yoga. Esiste un

noto libro:

Raman VB 300 Important Combinations. Bangalore 1978.

Esiste anche in una traduzione (pirata) in russo, ma consiglio di leggerlo in

inglese. Il testo non è difficile e, come sempre, la traduzione è orrenda.

Le descrizioni delle yoga sono esposte in modo abbastanza intelligente (e non

mal tradotte) nel libro di Tom Hopkins “Astrologia vedica”.

Per avere un’idea di cosa gli indiani intendano con gli aspetti-yoga,

elenchiamo alcune di queste combinazioni.

Buddhathī yoga: Mercurio, che ha superato il Sole di più di 8 gradi (uno dei

pochi casi in cui i gradi hanno un ruolo) e si trova nello stesso segno,

conferisce un’intelligenza straordinaria.

Kala-Sarpa yoga: tutti i pianeti che si trovano a destra della linea che

congiunge Rahu e Ketu creano problemi nella vita. Tale aspetto era presente

in V.I. Lenin: nella posizione della Kala-Sarpa yoga aveva Saturno, il che

significava un’incessante incompletezza delle opere scientifiche (di tutta la

scienza – solo i “Quaderni filosofici”, tutto il resto era pubblicistica) e

una scarsa possibilità di raggiungere una vecchiaia serena.

Lakshmī yoga: la Luna, che ha superato Marte (cioè si trova nello stesso

segno ma ha una longitudine maggiore), conferisce una buona prosperità.

Così vengono chiamati anche i pianeti che occupano le case II, VI, VIII, XII.

Essi hanno lo stesso significato.

Gajakesarī yoga: Giove in una casa angolare lunare (cioè in una delle case

angolari dalla Luna) porta successo e successo in qualsiasi campo.

Śakata yoga: la Luna nelle case VI, VIII, XII da Giove porta sfortuna e

povertà.

Adhi yoga: tutte le Dusthana lunari (case VI, VIII, XII dalla Luna) sono

occupate da pianeti “buoni”. Questo significa carattere buono, felicità e

prosperità.

Kemadruma yoga: la casa che precede o segue quella occupata dalla Luna (cioè

la II o la XII casa lunare), è libera da pianeti (il Sole e i transaturniani

non contano): tormenti interiori, difficoltà nella vita.

Sunapha yoga: almeno un pianeta occupa la casa II dalla Luna, e:

Anaṇpha yoga: almeno un pianeta occupa la casa XII dalla Luna: significa,

al contrario, prosperità, felicità, buona reputazione.

Dhura-Dhura yoga: in entrambe queste case (II e XII dalla Luna) ci sono

pianeti: il risultato è raddoppiato.

Gli indiani credono anche che:

  • la Luna in Ariete non è poi così male come la Luna in Scorpione;
  • se la casa III è occupata o forte, la persona spenderà molto (casa dei
  • desideri);
  • Venere congiunta a Marte in una casa angolare dà il capo di una famiglia,
  • di un clan o di una comunità;
  • gli uomini con Ascendente in Cancro o in Leone si sposano con coetanee o
  • più grandi;
  • gli uomini con Ascendente in Gemelli o in Sagittario si sposano con
  • giovani donne;
  • Venere in aspetto con Saturno o Saturno nella XII casa da Venere conferisce
  • talento artistico;
  • Venere e Giove in aspetto con Rahu perdono gran parte delle loro qualità
  • positive (fa eccezione solo Rahu esaltato);
  • il signore della casa XII, se cade nella casa III, conferisce intuizione che
  • raggiunge il chiaroveggenza;
  • il Sole e la Luna congiunti in una casa angolare (dalla Lagna o dalla
  • Chandra Lagna) conferiscono buone capacità organizzative;
  • la Luna in aspetto con Ketu conferisce soprattutto una vita spirituale – e
  • instabilità di pensiero;
  • qualsiasi aspetto tra Luna e Mercurio conferisce anche una ricca vita
  • spirituale (gli astrologi europei ritengono che qualsiasi aspetto del genere
  • dia soprattutto una lesione del sistema nervoso – il che, in fondo, è la
  • stessa cosa);
  • se il signore della casa XI è retrogrado, la persona perderà le opportunità
  • disponibili;
  • se entrambi i Maraqi (signori delle case II e VII) cadono in una stessa
  • casa, questa viene considerata afflitta;
  • se Marte e Saturno sono in aspetto tra loro, la persona ha una
  • professione tecnica;
  • Venere nel segno di Marte e/o Marte nel segno di Venere conferiscono grande
  • potenza e desiderio;
  • il Sole in aspetto con Marte conferisce pericolo di incendio (questo aspetto
  • viene anche chiamato Ungara yoga);
  • la Luna o l’Ascendente negli ultimi due gradi di un segno d’acqua (Cancro,
  • Scorpione, Pesci) sono molto pericolosi per la salute.

In sintesi

Dopo aver verificato ogni pianeta in base alla sua posizione nel tema natale e in altre

carte (varge), è necessario controllarne gli aspetti, i dristi e le yoghe.

Per meglio comprendere il ruolo di ciascun pianeta

nell’oroscopo, si consiglia di compilare una tabella. Il metodo più semplice

consiste nel calcolarne il valore in punti. Si possono, ad esempio, proporre

i seguenti valori “in punti”:

trigoni kandi

signore IX X 3 punti

signore V VII 2

signore I IV 1,5

signore – I 1

ucca “in punto” 3

ucca semplice 2

mulatrikonu 2

svakhetra 1

dik bala 1

aspetto con il signore

di una casa favorevole 1

aspetto con il signore

di una casa sfavorevole -1

niya semplice -2

niya “in punto” -3

signore della casa duṣṭhāna VI -1

-“- VIII -2

-“- XII -3

Una simile tabella aiuta molto a valutare l’importanza dei pianeti

nell’oroscopo nel suo complesso e in ogni singola carta.

Het Monster. Astrologia indiana. Lezione 4.

Previsione (astrologia previsionale)

In astrologia indiana sono noti molti

metodi di previsione, ossia di predizione del futuro. Il più diffuso

consiste nel calcolare i periodi planetari, cioè

la suddivisione del tempo individuale (della vita umana) in grandi

e piccoli periodi, ciascuno dei quali è influenzato da un determinato

pianeta. Una simile suddivisione esiste anche nell’astrologia europea, ad esempio:

anni elemento età

0 – 18 fuoco infanzia

18 – 28 terra giovinezza

28 – 60 aria maturità

60 e oltre acqua vecchiaia

oppure:

età governatore

0 – 4 Luna

4 – 9 Mercurio

9 – 18 Venere

18 – 35 Sole

35 – 52 Marte

52 – 63 Giove

63 e oltre Saturno

Va notato che gli indiani hanno un sistema peculiare,

secondo il quale i pianeti (i sette classici più Rāhu

e Ketu) governano ciascuno un determinato anno di vita, quando la loro

energia è al massimo:

Giove 16° anno (15-16)

Sole 22° anno (21-22)

Luna 24° anno (23-24)

Venere 25° anno (24-25)

Marte 28° anno (27-28)

Mercurio 32° anno (31-32)

Saturno 36° anno (35-36)

Rāhu 42° anno (41-42)

Ketu 48° anno (47-48)

Dāsa (periodi planetari)

In India questi periodi sono chiamati DĀSA. Esistono diversi

sistemi di calcolo delle dāsa. Quello che prenderemo in esame è detto

Vimśottarī (da vimśa, “venti”, poiché la durata della dāsa più lunga

è di 20 anni). Questo sistema è descritto nel libro:

Braha T. Ancient Hindu Astrology for the Modern Western

Astrologer. Hermetical Press, Miami 1986.

Le dāsa hanno durate diverse e si susseguono “a cerchio”

secondo un ordine preciso:

1. Ketu 7 anni

2. Venere 20 anni

3. Sole 6 anni

4. Luna 10 anni

5. Marte 7 anni

6. Rāhu 18 anni

7. Giove 16 anni

8. Saturno 19 anni

9. Mercurio 17 anni, poi di nuovo Ketu…

A differenza degli europei, che iniziano il conteggio dei periodi dal momento

della nascita, gli indiani ritengono che una persona possa nascere all’inizio,

al centro o alla fine di una qualsiasi delle nove dāsa, dalla quale ha inizio

il conteggio. Se una persona nasce, ad esempio, nella dāsa di Rāhu, significa che

la successiva sarà quella di Giove e così via. La dāsa di nascita viene determinata

in base alla posizione della Luna, che, come sappiamo, riveste il ruolo più

importante nell’astrologia indiana. Essa può essere trovata nelle tabelle

riportate sia da T. Braha che da Tom Hopkins nel suo “Astrologia vedica”,

oppure calcolata in modo autonomo. Non è particolarmente complesso.

Conosciamo la longitudine della Luna e la sua nakṣatra. Ogni nakṣatra

è governata da un determinato pianeta. L’ordine dei governatori è

il seguente:

1. Ketu Aśvinī

2. Venere Bharaṇī

3. Sole Kṛttikā

4. Luna Rohiṇī

5. Marte Mṛgaśīrṣa

6. Rāhu Ārdrā

7. Giove Punarvasu

8. Saturno Puṣya

9. Mercurio Aśleṣā e così via.

Calcoliamo quanta strada deve ancora percorrere la Luna per completare la nakṣatra,

cioè sottraiamo la sua longitudine (con l’ayanaṃśa!) dalla longitudine del

limite superiore della nakṣatra e convertiamo il risultato in percentuale.

Nota la durata della dāsa, calcoliamo quanti anni, mesi e giorni

mancano alla sua conclusione, partendo dal momento della nascita.

Otteniamo così la data di inizio della dāsa successiva. Ogni dāsa successiva

inizierà nello stesso giorno e mese. Se commettiamo un errore di alcuni giorni

o addirittura settimane, possiamo ignorarlo: in relazione alla durata della dāsa

l’errore sarà trascurabile.

Il significato di ogni dāsa nella vita umana è determinato non solo

dal pianeta governatore, ma anche dalla posizione che questo pianeta

occupa nel tema natale. Ad esempio, se Saturno è nel lagna della Kundalī,

signore della VII casa, e si trova nella II casa, nel periodo della dāsa di

Saturno la persona si sposerà (VII) e si dedicherà molto all’organizzazione

delle proprie finanze (II).

Le dāsa indicano sempre eventi di grande portata e, in genere, la persona

inizia a percepirne l’avvicinarsi o a prepararsi alcuni mesi prima dell’inizio

della nuova dāsa. In generale, l’entità degli eventi è determinata dalla

posizione (dignità) del pianeta governatore della dāsa nel tema natale e

in altre carte.

Bhukti (sottoperiodi planetari)

Le dāsa sono suddivise in periodi più brevi: le BHUKTI.

Ogni dāsa è composta da nove bhukti. La prima bhukti di ogni

dāsa è governata dallo stesso pianeta della dāsa stessa. L’ordine di

successione dei governatori è sempre lo stesso.

In termini di durata, le bhukti sono in proporzione tra loro

come le dāsa. Poiché la durata delle dāsa è variabile, anche la durata

delle bhukti varia da un minimo di sei mesi a un massimo di tre anni.

Le bhukti possono essere ulteriormente suddivise in periodi ancora più brevi,

ma non lo faremo.

Anche la propria bhukti di nascita può essere trovata nelle tabelle o

calcolata autonomamente secondo lo stesso principio.

Le bhukti, naturalmente, indicano eventi di portata minore rispetto alle dāsa

(il che, peraltro, dipende anche dalla posizione dei governatori di entrambe),

oppure il momento preciso in cui si verificheranno gli eventi.

Considerazioni sulle dāsa e sulle bhukti

* Osserva quale casa è governata dal pianeta governatore della dāsa e come

questa casa si rapporta al lagna: favorevole o sfavorevole.

* Osserva se il pianeta governatore della dāsa si trova in una casa di un amico

o di un nemico.

* Osserva se il pianeta governatore della bhukti si trova in una casa di un amico

o di un nemico.

* Se i pianeti che governano la dāsa e la bhukti sono amici —

è un bene; se sono nemici tra loro — è un male.

* Se il pianeta governatore della dāsa si trova nella VI, VIII o XII casa rispetto

al pianeta governatore della bhukti (e viceversa), preparati a inconvenienti.

* Se invece si trova nella V o IX casa rispetto all’altro — preparati a fortune.

* Se il pianeta governatore della dāsa si trova in congiunzione (o

opposizione) con il pianeta governatore della bhukti, preparati a eventi

significativi e di rilievo (che siano positivi o negativi dipende da altri

indicatori).

* In caso di relazione recettizia tra dāsa e bhukti (il governatore della dāsa

si trova nella casa del governatore della bhukti, e questi in quella del primo),

si verificano eventi straordinari nelle aree di competenza di entrambi.

Transiti lunari

Questo sistema, a differenza delle dāsa e delle bhukti, è molto più semplice

e pratico. Anzi, può essere utilizzato anche nel “quotidiano” dell’astrologia

europea, senza dover effettuare calcoli laboriosi né tantomeno

determinare l’ayanaṃśa. In questo sistema, infatti, ciò che conta è solo

la posizione reciproca dei pianeti, non quella rispetto alle nakṣatra e ai

segni zodiacali.

Per calcolare i transiti lunari si utilizza il sistema delle case lunari:

il cuspide della I casa corrisponde alla posizione della Luna nel tema natale,

il cuspide della II casa si troverà allo stesso grado del segno successivo e

così via.

I transiti vengono calcolati per le sette pianeti classiche, dal Sole

a Saturno (più precisamente, dalla Luna a Saturno). I transaturniani, così come

Rahu e Ketu, non vengono considerati. La posizione dei pianeti in transito viene

semplicemente determinata tramite le effemeridi per la data o il periodo di vita

che ci interessa.

In questo caso si applicano le seguenti regole:

1) Un transito viene considerato attivo finché il pianeta si trova nella sua

“zona operativa”. Durante tutto il periodo di permanenza nel segno lunare,

agiscono solo la Luna e Mercurio. Il Sole e Marte agiscono nel primo terzo

del segno, Venere e Giove nella parte centrale (10-20 gradi), mentre Saturno

agisce negli ultimi cinque gradi.

2) Un transito viene considerato attivo se non è presente il VEDHA. Ogni

segno lunare ha una propria “casa neutralizzante”, chiamata Vedha. Quando

essa è occupata (Vedha positiva), il transito non ha effetto, anche se il

pianeta si trova nella sua zona operativa. Nell’astrologia europea esistono

concetti simili: in quel caso, i pianeti che neutralizzano un determinato aspetto

(transito) vengono chiamati progibitori.

Per ogni pianeta il sistema prevede una Vedha specifica. La presenza di

pianeti transaturniani, Rahu e Ketu, e per i luminari anche di Mercurio (nei

transiti della Luna) e di Saturno (nei transiti del Sole) non viene considerata.

Le Vedha vengono indicate sotto forma di frazioni e si leggono come segue:

Giove 2/12: Giove nella II casa è attivo se la XII casa è vuota.

Tutti questi dati (zone operative, Vedha, significato dei transiti) sono

riportati nell’Appendice.

Come è noto, i pianeti si muovono con velocità diverse per un osservatore

terrestre. Di conseguenza, i periodi di transito lunare di ogni pianeta

coprono intervalli di tempo differenti. Inoltre, tenendo conto della

retrogradazione, tali transiti possono ripetersi.

Pertanto, i transiti dei pianeti pesanti (Giove, Saturno) creano una sorta di

“sfondo generale” degli eventi per un periodo che va da 1 a 3 anni, i transiti

di Marte caratterizzano un periodo di circa un mese, e se Marte è retrogrado

allora di sei mesi. I transiti del Sole, di Venere e di Mercurio coprono

alcuni giorni o settimane, mentre i transiti della Luna forniscono una

caratterizzazione delle successive (o di qualsiasi) 48 ore. Più breve è il

periodo di azione del transito, più specifica sarà l’indicazione del termine e

della natura degli eventi.

Questo metodo è vantaggioso anche perché non richiede una conoscenza

estremamente precisa dell’Ascendente. La sua precisione dipende solo dalla

posizione della Luna, pertanto è fondamentale conoscere il giorno di nascita:

anche con un errore di dodici ore (mezza giornata), la Luna si sposterà di

soli sette gradi, il che, nel calcolo degli eventi per Marte, ad esempio,

comporterà un errore di due settimane, mentre per Giove di un mese e mezzo.

Il metodo aiuta anche a rettificare in modo relativamente semplice la

posizione della Luna e, se necessario, anche dell’Ascendente: è sufficiente

chiedere alla persona di ricordare quando nella sua vita sono avvenuti certi

eventi per determinare il momento in cui il pianeta corrispondente è entrato

nella “zona operativa” e, così facendo, correggere la posizione della Luna.

Pertanto, lavorando con un tema natale (anche con una comune carta

europea), è possibile risparmiare molto tempo e fatica semplicemente

individuando la posizione della Luna nella carta e ricordando, ad esempio,

dove si trova attualmente Giove: Giove, che impiega circa un anno per

attraversare un segno zodiacale (e una casa lunare), fornisce immediatamente

una caratterizzazione dell’anno nel suo complesso: favorevole o sfavorevole,

ricco di cambiamenti o meno, e così via. Successivamente, tramite altri

transiti, sia indiani che europei, è possibile ottenere rapidamente un quadro

piuttosto completo.

Het Monster. Astrologia indiana.

Appendice 1.

NAKSHATRA (27 stazioni lunari)

L’elenco delle nakshatra viene fornito secondo il sistema di Parasara (27

stazioni lunari). I confini delle nakshatra sono indicati tenendo conto

dell’ayanamsa (in coordinate dello Zodiaco siderale, ossia: i confini siderali

della nakshatra Ashvini 0° 00’ Ariete – 13° 20’ Ariete corrispondono, al

1° gennaio 1988, ai confini tropicali (europei) 23° 40’ Ariete – 7° 03’

Toro). Le coordinate delle stelle fisse sono indicate secondo il sistema

europeo (senza considerare l’ayanamsa).

1. ASHWINI, Asvini (Ashvini): 0° 00’ Ariete – 13° 20’ Ariete. Nella

mitologia indiana è la cavalla divina che generò dal dio Sole, Surya, due

figli, gli Ashvin (divinità del crepuscolo mattutino, paragonabili ai

Gemelli). Nell’astrologia europea corrisponde a Sheratan. Questa nakshatra

conferisce un aspetto attraente, intelligenza e, non di rado, ricchezza o

amore per il lusso. Le persone nate sotto questa stella sono amate da

tutti. Hanno però una piccola debolezza: l’amore per gli ornamenti.

La Luna nel 1° Navamsa di Ashvini (0° – 3° 20’ Ariete) in un tema

generalmente sfavorevole può indicare una minaccia per la vita del

nativo o dei suoi genitori.

Sheratan (Sheratan, arabo “Due segni”): Beta Arietis, 1988: 3° 17’ Toro.

2. BHARANI (dal sanscrito bhara – nutrimento, sostentamento): 13° 20’

Ariete – 26° 40’ Ariete. Nome indiano della stella 35 Arietis. Presso gli

arabi è chiamata “Pancia”, seconda stazione (stelle Delta, Epsilon e Rho

Arietis). Indica una persona onesta, dal carattere forte, dotata di salute

solida, spesso ricca. È intelligente, ha una buona memoria e spesso

colpisce chi la circonda con la sua erudizione.

3. KRITTIKA (Krittika): 26° 40’ Ariete – 10° 00’ Toro. Nome indiano delle

Pleiadi, personificate come sei apsaras, ninfe celesti esperte di musica e

danza. Il nome deriva dal dio della guerra Karttikeya, che nell’infanzia

fu allevato da sei apsaras e per questo ebbe sei teste. Indica amore per

una buona cucina e altri piaceri terreni, tendenza all’inganno e

connessioni con ambienti altolocati. Tuttavia, tali persone possiedono

grande forza fisica e resistenza.

Pleiadi (lat. Plejades): ammasso stellare nella costellazione del Toro; presso

gli ebrei è Himà, presso gli arabi è Suraya. Secondo una leggenda, sono

le sette figlie del titano Atlante: Electra, Alcyone, Celaeno, Maia,

Sterope, Taygeta e Merope. Inseguite dal cacciatore Orione, chiesero

aiuto agli dèi, che le trasformarono prima in colombe e poi in stelle. La

stella più luminosa delle Pleiadi è Alcyone.

Alcyone (Alcyone): Eta Tauri, 1988: 0° 30’ Toro.

4. ROHINI (Rohini, sanscrito): 10° 00’ Toro – 23° 20’ Toro. “Vacca

rossa”, nella mitologia indiana è la figlia di Daksha, una delle mogli del

saggio Kashyapa, progenitrice di tutti gli animali cornuti. Il nome della

stella è Aldebaran (vedi). Allo stesso modo viene chiamato l’intero

costellazione del Toro. Paragonabile alla “Vacca Rossa” degli ebrei (Numeri,

cap. 19), sacrificata come vittima purificatrice. Nel Corano ha cambiato

colore, passando dal rosso (“adum”, ebr.) al giallo (Corano, 2:63/64).

Le persone nate sotto questa nakshatra sono caratterizzate da un carattere

aperto, onestà e affidabilità; sono disponibili ad aiutare non solo gli amici,

ma anche tutti coloro che hanno bisogno di aiuto.

Aldebaran (arabo “Colui che segue /le Pleiadi/”, lat. Aldebaran): Alfa

Tauri, “Occhio del Toro”. 1988: 9° 35’ Gemelli.

5. MRIGASHIRSHA (Mrigashirsha, sanscrito “testa di gazzella”): 23° 20’

Toro – 6° 40’ Gemelli. Lambda Orionis e la nebulosa vicina. Presso gli

arabi è chiamata “Cerchio di capelli”. Conferisce persone testarde, che

cercano la ricchezza e spesso la raggiungono. Tuttavia, si sentono spesso

“private di qualcosa”. Molti amano l’acqua (sport acquatici, nuoto).

6. ARDRA (Ardra, dal sanscrito “dolce, gentile”): 6° 40’ – 20° 00’

Gemelli. Stella Betelgeuse. Presso gli arabi è Han’a, dal nome delle

stelle Lambda e Xi Geminorum (“Amante reciproco”). Indica insincerità,

ingratitudine, a volte immoralità. Tali persone sono generalmente dei

grandi egoisti.

Betelgeuse (dall’arabo Bid al-Jauza, “Ascella di Jauza”, lat.

Beteigeuze, Dexter humerus Orionis: gli antichi chiamavano “Jauza” Orione,

ritenendolo pari in forza a due uomini mortali): stella Alfa Orionis. 1988:

29° 10’ Gemelli.

7. Punarvasa (Punarvasa, sanscrito “Повторюється”?): 20 00′ Gemelli

– 3 20′ Cancro. Nome della stella Polluce. Presso gli arabi le stelle Alfa e Beta

dei Gemelli (Castore e Polluce) erano chiamate “Il Gomito”. Concede al nato

sotto di essa buone maniere, tatto, ma anche tendenza al bere e

malattie croniche.

Polluce (Pollux): stella Beta dei Gemelli, “Testa del secondo

Gemello” (CaputGemini sequentis), in Tolomeo – Eracle. 1988: 23 10′

Cancro.

8. Pushya (da sanscrito Pushan – divinità vedica

del benessere): 3 20′ Cancro – 16 40′ Cancro. Delta del Cancro. In

astronomia europea Gamma e Delta del Cancro delimitano l’ammasso stellare Presepe e

sono chiamate “Asinelli”; presso gli arabi le stelle Gamma, Delta ed

Epsilon del Cancro formano una stazione chiamata “Lo Sparpagliamento”. Le persone

nate sotto questa nakshatra spesso raggiungono davvero

ricchezza e fama. Per professione sono spesso avvocati, giudici,

in generale giuristi e studiosi di diritto.

Presepe (lat. Praesepe – “mangiatoia, greppia”, anche Aselli – “Asinelli”):

ammasso stellare nella costellazione del Cancro. Gli antichi vi vedevano una “mangiatoia e

due asinelli”, da cui il nome. Le stelle Gamma e Delta del Cancro sono dette

Asellus borealis et australis. La stella Asellus australis si trova a circa 8 35′ Leone (1988).

9. Ashlesha (Ashlesha, sanscrito “Abbracci”): 16 40′ Cancro – 0 00′ Leone.

Ashlesha (sanscrito “Abbracci”): nome indiano della stella Alfard. Presso gli arabi questa

stazione lunare è chiamata “Occhio del Leone” e include anche le stelle Eta del

Cancro e Lambda del Leone. Indica una persona colta, dotata di senso

dell’umorismo, ma spesso incline all’inganno e ingrata.

La Luna nel 1° Navamsa di Ashlesha (16 40′ – 20 Cancro) in un tema

natale generalmente sfavorevole può indicare una minaccia per la vita del

nato stesso o dei suoi genitori.

Alfard (arabo “Solitario”, Alphard): Alfa dell’Idra, Lucida

Hydrae. 1988: 27 07 Leone.

10. Makha (Makha, sanscrito “generoso”): 0 00′ Leone – 13 20′ Leone.

Stella Regolo. Presso gli arabi questa stessa stazione è chiamata “Fronte del Leone”, mentre la

stella stessa è “Cuore del Leone” o “Regale”. Concede ricchezza,

carattere affascinante, spesso anche sincera fede in Dio. Tale

persona nella vita compie molti viaggi, sia brevi che lunghi. Ama e

comprende profondamente i profumi e i fiori.

La Luna nel 1° Navamsa di Makha (0 – 3 20′ Leone) in un tema

natale generalmente sfavorevole può indicare una minaccia per la vita del

nato stesso o dei suoi genitori.

Regolo (lat. Regulus, “piccolo re”): stella Alfa del Leone, anche Cor

Leonis. 1988: 0 10′ Vergine.

11. Pūrva Phalguni (Phalgoony, da sanscrito “rosso”):

13 20′ – 26 40′ Leone. Stella Delta del Leone (“Schiena del Leone”, Zosma, vedi).

La persona nata sotto di essa è generalmente ambiziosa, aspira a ricoprire

una posizione elevata o a gestire la propria attività su larga scala; di solito

ci riesce. Tuttavia non disdegna i mezzi, ricorrendo a corruzione,

lusinghe e diretto inganno.

Zosma (Zosma, dall’arabo Zu-Samma, “Colui che porta il cielo”?): stella

Delta del Leone. 1988: 11 25′ Vergine. Presso gli arabi Delta e Csi del Leone

formano “La Trave”.

12. Uttara Phalguni: Denebola, 26 40′ Leone – 10 00′ Vergine. Presso

gli arabi – “Il Ritorno”. I nati sotto di essa si distinguono per rettitudine e

grande intelligenza; sono inclini a dire sempre ciò che pensano e per questo

spesso si procurano nemici. Di solito hanno un appetito scarso.

Denebola (Denebola): stella Beta del Leone, Coda del Leone (Cauda

Leonis). 1988: 21 31′ Vergine.

13. Hasta (Hasta, sanscrito “mano, gomito”): 10 00′ Vergine – 23 30′ Vergine.

Nome indiano della stella Algorab. Presso gli arabi – “I Caldi”, dalle quattro

stelle sul petto della Vergine e sulle sue ali, piegate a formare la lettera

araba “lam”. Gli arabi le consideravano cani che inseguono il Leone. Concede persone

degne, colte, che nella seconda metà della vita raggiungono

ricchezza e prosperità. In casi particolari, con aspetti particolarmente sfavorevoli,

anche criminali.

Algorab (Algorab): stella Delta del Corvo. 1988: 13 45′ Bilancia.

14. Chitra (Chitra, sanscrito “splendore”, cfr. chitra-bhanu – “raggiante”,

epiteto del dio Agni): 23 30′ Vergine – 6 40′ Bilancia. Spica. Presso gli arabi questa

stazione è chiamata Simak. I nati sotto di essa di solito hanno begli occhi e

una bella figura, carattere buono e affabile, ma capacità scientifiche e

altri talenti sono rari. Inoltre possono essere avari.

Spica (lat. spica, “spiga”): stella Alfa della Vergine, Azimech, arab.

Sunbula (Spiga, in greco originariamente “Simak” disarmato). 1988: 23 40′ Bilancia.

15. Swati (Swati, sanscrito “Signora”): 6 40′ Bilancia – 20 00′ Bilancia.

Arturo. Simbolo della Madre del Mondo (E. Pärih). Presso gli arabi – al-Zāwiah (dalle due

stelline “sul lembo della veste della Vergine”).

Arturo (gr. arktouros – “guardiano dell’orso”): Alfa del Boote.

1988: 24 05′ Bilancia.

16. Vishakha (Vishakha, sanscrito “Ramoscello”): 20 00′

Bilancia – 3 20′ Scorpione. Stella Zuben Elgenubi. Presso gli arabi – al-Klīlān,

16ª stazione. Indica obbedienza, paura delle responsabilità, spesso anche

gelosia e avarizia. Tali persone possono predicare alti ideali, gridare

alla morale, ma intanto ficcano il naso negli affari altrui.

Zuben Elgenubi (Zuban El-Genubi, arab. “chela inferiore

dello Scorpione”): Alfa della Bilancia. 1988: 14 25′ Scorpione.

17. Anuradha (Anuradha, sanscrito “Senza successo”): 3 20′ – 16 40′

Scorpione. Nome indiano della stella Delta dello Scorpione (Jubba, 1988:

0 00′ Sagittario). Presso gli arabi – al-Iklīl: tre stelle luminose “sulla fronte”

dello Scorpione”. Indica ricchezza o influenza, aspetto gradevole,

lunghi viaggi, forse vita in terre straniere. Grande interesse

per il sesso opposto.

18. Jyeshtha (Jyeshtha, da sanscrito “Fratello maggiore”): 16 40′

Scorpione – 0 00′ Sagittario. Nome indiano della stella Antares. Presso

gli arabi – “Cuore” (cioè “Cuore dello Scorpione”), i nati sotto questa

nakshatra si distinguono per asprezza, anzi rozzezza di carattere, che ostacola

il successo nella vita. Sono irascibili, collerici, quindi hanno pochi amici.

Tuttavia in caso di bisogno non si perdono d’animo.

La Luna nel 1° Navamsa di Jyeshtha (16 40′ – 20 Scorpione) indica

pericolo per il fratello maggiore del nato; nel 2° Navamsa (20 – 23 20′

Scorpione) – per il fratello minore.

Nel 4° Navamsa (26 40′ – 30 Scorpione) in un tema natale

generalmente sfavorevole può indicare una minaccia per la vita del

nato stesso o dei suoi genitori.

Antares (dal gr. Anti Ares, “invece di Marte”): Alfa dello Scorpione,

Cor Scorpii – “Cuore dello Scorpione”. 1988: 9 04′ Sagittario.

19. Mula (Mula, sanscrito “radice, fondamento”): 0 00′ – 13 20′ Sagittario.

Lambda dello Scorpione, e anche la 19ª nakshatra (vedi). Presso gli arabi – al-Shawlah

(Lambda e Upsilon dello Scorpione), “Pungiglione sulla punta della Coda dello Scorpione”. Le persone

nate sotto di essa sono di solito ricche, spesso ereditando

la ricchezza. Sono orgogliose e calme. Non vanno d’accordo con i parenti.

Possono essere rozze nei rapporti con persone che considerano “inferiori” a loro.

La Luna nel 1° Navamsa di Mula (0 – 3 20′ Sagittario) in un tema

natale generalmente sfavorevole può indicare una minaccia per la vita del

nato stesso o dei suoi genitori.

20. Pūrva Ashadha (Ashadha): 13 20′ – 26 40′ Sagittario.

Prende il nome dalla stella Kaus medius, Delta del Sagittario. 1988: 0 00′

Capricorno. Presso gli arabi – “quattro stelle che formano un quadrato, sulla

pancia del Sagittario, sulla sua freccia e sulla gamba del suo cavallo. Gli arabi le

consideravano simili a struzzi che attraversano un fiume, cioè la Via Lattea” (Alfa, Delta,

Epsilon, Eta, e altre quattro – Zeta, Sigma, Tau, Psi del Sagittario).

Indica aspetto gradevole, bontà, rispetto verso le

donne. Tale persona ama teneramente sua madre e poi la moglie. È

affabile, ospitale, quindi ha molti amici.

21. SECONDA (UTTARA) ASHADHA, 26°40′ Sagittario – 10°00′ Capricorno, porta

il nome della stella Sigma Sagittarii (Nunki, 1988: 12°00′ Capricorno). Presso gli arabi

è chiamata Al Pherkad (“tra le sopracciglia”: zona del cielo dietro il Sagittario senza stelle,

vicino a Pi Scorpii). Dona una persona di grande forza fisica, calma,

inclinata a condurre una vita sana. È rispettosa verso i genitori,

affidabile nell’amicizia e negli affari. Le persone che la circondano la amano.

*** Avyay, Avidha: “inserita” (22ª) stazione lunare nel passaggio

dal sistema di 27 a quello di 28 stazioni lunari (0°00′ – 12°55′ Capricorno). Dopo di essa

la numerazione delle restanti stazioni viene aumentata di un’unità. Al-Biruni la chiama

“Fortuna del macellaio”: “queste sono

due stelle poco luminose… nel corno del Capricorno (Alfa e Beta)

Capricorno). Vicino a loro c’è una terza stella, che gli arabi considerano

una pecora da macellare” (Dabih).

22. SHRAVANA (Shravana): 10°00′ – 23°20′ Capricorno. Stella Altair. Presso gli arabi

è chiamata “Fortuna della deglutizione”, due stelle sulla mano destra dell’Acquario.

Tra di loro c’è una terza stella, “Divorata”. Dona persone colte,

spesso studiosi, che raggiungono grande popolarità. Prestano grande attenzione

al proprio eloquio, alle maniere e all’aspetto, ottengono successo con il sesso opposto.

Altair (Altair, Atair): Alfa dell’Aquila, presso gli arabi “Aquila in volo”,

1988: 1°40′ Acquario.

23. DHANISHTHA, Dhanishta (Dhanistha, dal sanscrito dhanī – “ricco”):

23°20′ Capricorno – 6°40′ Acquario. Nome indiano della stella Beta

Delphini (Rotanev, 1988: 16°48′ Acquario). Presso gli arabi – “Fortuna della felicità”.

Dona coraggio, nobiltà, amore per il bello, in particolare per la musica.

24. SADHA BISHAG (Satha Bhishag, dal sanscrito bhishaj – “guaritore”): 6°40′ – 20°00′

Acquario. Lambda Aquarii. Presso gli arabi – “Fortuna delle tende”,

quattro stelle sulla mano destra dell’Acquario. Coloro che nascono sotto questa nakshatra

si distinguono per onestà, rettitudine e franchezza; tali persone di solito dicono

ciò che pensano, per cui spesso soffrono.

25. PRIMA (Purva) BHADRAPADA (dal sanscrito bhadra – “bene” e pada –

“passo, cammino”): 20°00′ Acquario – 3°20′ Pesci. Porta il nome della stella

Markab. Presso gli arabi – “Primo collo” (Markabta Sheat). Dona abilità letterarie

e una tendenza alla malinconia e alla tristezza; possibili gelosie

e sofferenze in generale a causa della condizione opposta.

Markab (Markab): stella Alfa di Pegaso. 1988: 23°25′ Pesci.

Sheat: stella Beta di Pegaso, Sheat Alpheratz, Crus Equi Majoris

(“Gamba del Grande Cavallo”). 1988: 28°58′ Pesci.

26. SECONDA (UTTARA) BHADRAPADA, 3°20′ – 6°40′ Pesci. Porta il nome della stella

Algenib. Presso gli arabi – “Secondo collo”. Indica una persona leggera,

recettiva – impara facilmente tutto, ma dimentica in fretta,

parla molto e non sa mantenere le promesse, tuttavia trova sempre

scuse per sé stessa. Spesso ha molti figli.

Algenib, Algenib (arabo “che si allontana”, “separato”,

lat. Algenib): Gamma di Pegaso. 1988: 9°30′ Ariete.

27. REVATI: 16°40′ Pesci – 0°00′ Ariete. Nella mitologia indiana –

figlia del re Raivata, moglie di Balarama. In astrologia – stella Zeta Piscium. Presso gli arabi

è chiamata “Pancia del Pesce” (collegano questa stazione alla stella Beta)

Andromedae). Dona una bella figura, un aspetto gradevole,

modestia, amore per il sesso opposto. Tale persona è diplomatica e non

impone il proprio pensiero agli altri.

Het Monster. Astrologia indiana.

Appendice 2.

Transiti lunari

I transiti lunari sono utilizzati nell’astrologia indiana per

le previsioni. La posizione della Luna (ad esempio, 4°42′ Acquario)

viene presa come cuspide della prima casa, come punto di riferimento (ascendente lunare,

Chandra lagna). Allora la cuspide della seconda casa si troverà

allo stesso grado e minuto del segno successivo, e così via.

A seconda della casa lunare in cui cade il pianeta attuale

del tema natale, con la persona avvengono determinati eventi. Per le previsioni

vengono utilizzati solo i pianeti classici (senza i transaturniani,

nonché senza Rahu e Ketu). Quando un pianeta si trova in una casa,

agisce solo quando raggiunge la sua “zona di lavoro” (ad esempio, 10° – 20° di quella casa)

– queste zone sono indicate dopo il nome del pianeta. Successivamente vengono indicate le cosiddette

“case frazionarie” (vedha) – indicazioni su quale casa non deve essere occupata dai pianeti

affinché la casa di nostro interesse funzioni. Ad esempio, “vedha 4/6” significa:

“La quarta casa funziona quando la sesta casa è vuota”. Il pianeta,

la cui presenza nella vedha può essere ignorata, è indicato di seguito

tra parentesi. Se la vedha non è indicata, significa che la previsione è categorica.

I pianeti lenti (Saturno, Giove) permettono di dare una caratterizzazione

di lunghi periodi di tempo (da un anno a diversi anni), quelli veloci

– di precisarla per mesi, settimane e persino giorni.

Per ogni casa vengono fornite due, tre o più previsioni; non

devono realizzarsi tutte insieme. Di solito la persona sceglie più o meno

consapevolmente una delle possibilità presentate. Due o più

possibilità si realizzano contemporaneamente solo se la persona stessa

desidera ciò – o, al contrario, lascia scegliere al destino. Talvolta

dipende anche dal carattere generale (favorevole o sfavorevole)

del suo oroscopo.

Le previsioni formulate per ogni pianeta hanno necessariamente un carattere

piuttosto generale; vanno modificate tenendo conto del carattere generale

dell’oroscopo, dell’età, del sesso e dello status sociale

della persona, nonché delle previsioni relative agli altri pianeti.

Luna

zona di azione: 0 – 30 gradi della casa

vedha: 1/5, 3/9, 4/6, 5/10, 6/12, 7/2, 8/2, 9/6, 10/4, 11/8, 12/10

(tranne Mercurio)

I buon cibo e sonno, acquisizioni, acquisti

II ingorghi, offese, aumento delle spese

III successo, acquisizioni, buona salute

IV ansia, pericoli, viaggi svantaggiosi

V malessere, fallimento dei progetti, tristezza

VI felicità domestica, acquisizioni, buona salute

VII vincite, piaceri

VIII malessere, litigi, perdita di sonno, perdita di denaro

IX minaccia da parte dei nemici, cattivo umore

X vincita di denaro, successo, favorevole per viaggi

XI arrivo di parenti, lettera o conversazione con loro

XII grandi spese, cattivo umore

MERCURIO

zona di azione: 0 – 30 gradi della casa

vedha: 2/5, 3/4, 4/3, 6/9, 7/12, 8/1, 9/6, 10/7, 11/12, 12/10

I fallimenti nello studio, insoddisfazione dei familiari, linguaggio violento

II acquisizioni, reddito da conferenze o opere stampate

III insoddisfazione del capo, intrighi dei nemici

IV vincite, piaceri, felicità domestica

V litigi in casa, annebbiamento della mente, tristezza

VI successo, denaro, reddito da conferenze o opere stampate

VII esaurimento delle forze, litigi, soprattutto con persone amate

VIII successo, fortuna, soddisfazione

IX cattiva salute, dissapori con i familiari

X felicità domestica, acquisizioni

XI buona salute, aumento dei redditi

XII umiliazioni, litigi, malattia

VENERE

zona di azione: 10 – 20 gradi della casa

1/8, 2/7, 3/1, 4/10, 5/9, 6/7, 7/11, 8/5, 9/11, 10/6, 11/6, 12/4

I buon cibo, buon sonno, soddisfazione generale

II felicità domestica, ispirazione creativa, fortune, onori

III buona salute, promozione, reddito

IV abbellimento della casa, svaghi, viaggi di piacere

V benessere dei figli, felicità dei genitori

VI malattia della moglie in famiglia, spiacevolezze, umiliazioni

VII litigi domestici, discussioni con donne

VIII sesso, soddisfazione, acquisizioni

IX amore, beneficenza

X fallimento negli affari, umiliazioni, conflitti

XI acquisizioni, felicità domestica

XII totale confusione

SOLE

zona di azione: 0 – 10 gradi della casa

vedha: 3/9, 4/6, 5/10, 6/12, 8/2, 9/6, 10/4, 11/5, 12/10

(tranne Saturno)

I trasferimento, cambiamento di luogo, malattia, difficoltà economiche

II calo dei redditi, spese, bugie, malattie agli occhi, alla testa

III buona salute, promozione, profitto

IV salute cagionevole, difficoltà lavorative, problemi in casa

V ansie, preoccupazioni, salute cagionevole

VI successo negli affari, guadagni, buona salute

VII malattie, viaggi, difficoltà economiche

VIII incidente, litigio, disturbi addominali

IX fallimento, crollo dei progetti, malessere

X successo, amicizia con persone influenti

XI acquisizioni, onori, buona salute

XII fallimento dei progetti, preoccupazioni inutili, viaggi vani

MARTE

zona d’azione: 0 – 10 gradi della casa

dignità: 3/12, 5/7, 6/9, 9/2, 11/5, 12/8

I viaggio – o intrighi di nemici, problemi

II litigi, insuccessi, insoddisfazione del superiore

III successo, preferenze di persone autorevoli

IV eventi indesiderati, ferite, operazione

V salute cagionevole, problemi causati dai figli

VI successo, acquisizioni

VII litigio in casa, perdita di denaro, malattia

VIII viaggio – e/o umiliazioni, ferite

IX problemi o stagnazione negli affari, salute cagionevole

X vittoria, promozione lavorativa, successo negli affari

XI benessere, successo, successo in tutti gli ambiti

XII malattia, litigio, grandi spese

GIOVE

zona d’azione: 10 – 20 gradi della casa

dignità: 2/12, 3/2, 4/8, 5/4, 7/3, 9/10, 10/6, 11/8, 12/10

I cambiamento di lavoro, residenza, partner

II acquisizioni, successo negli affari, felicità familiare

III pericolo

IV grandi spese, morte di un familiare, matrimonio/ separazione

V onori, avanzamento, acquisizioni

VI perdita di denaro, cambiamento di lavoro, cambiamento di abitazione, salute cagionevole

VII successo negli affari, salute cagionevole, dolore causato dalla moglie e dai figli

VIII tragedia in casa, prigione, viaggi; nascita di un figlio

IX acquisizione di amicizie, promozione, successi lavorativi

X umiliazioni, perdita di denaro, fallimento negli affari

XI avanzamento lavorativo, acquisizioni, realizzazione dei desideri

XII viaggio, separazione, spese; nascita di un figlio

SATURNO

zona d’azione: 25 – 30 gradi della casa

dignità: 3/12, 6/9, 11/5, 5/7, 9/2, 12/10

I dolore causato dalla moglie e dai figli, minacce, litigi

II salute cagionevole, perdita di denaro, viaggi

III successo, acquisizioni, eventi felici

IV perdita di denaro, tristezza per i familiari

V perdita di denaro, malattia, litigio

VI acquisizione, successo negli affari, vittoria sui rivali

VII viaggi, separazione dai cari, spese

VIII morte di una persona cara, disapprovazione pubblica, parto

IX calo dei redditi

X malattia, umiliazioni, viaggi

XI acquisizioni, guadagni, premi

XII incidente, tristezza, spese

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