Олександр ЧИЖЕВСЬКИЙ
Fattori fisici del processo storico
CARATTERISTICHE SOCIO-PSICOLOGICHE DEL CICLO COMPLETO
Un motivo favorevole per suddividere ogni ciclo in 4 periodi è stato fornito dai dati ottenuti a seguito di studi su eventi storici che si sono sviluppati parallelamente ai corrispondenti cambiamenti dell’attività solare. Analizzando separatamente il corso di ciascun evento e poi confrontando le fasi note con quelle di altri eventi storici avvenuti nello stesso periodo di attività solare, non è difficile giungere alla conclusione che, nonostante l’assenza di qualsiasi connessione tra loro, tutti procedono come se seguissero lo stesso percorso, subendo in certi momenti analoghe impennate, svolte e cadute. In questa analisi sono state coinvolte le più svariate vicende della storia mondiale, dai moti e dalle spedizioni dell’antica Grecia e di Roma fino alle rivoluzioni e alle guerre dell’epoca moderna.
Le corrispondenze formali nello sviluppo di fenomeni storici che, a volte, non hanno nulla in comune tra loro né nello spazio né nel tempo storico, ma presentano un certo parallelismo evolutivo, sono un motivo per ipotizzare l’esistenza di un fattore periodicamente attivo, indipendente dalle condizioni locali temporanee o spaziali, che conferisce a diversi processi una medesima identità morfologica. Le sue caratteristiche distintive, sebbene non siano stabili, tendono a oscillare solo entro certi limiti.
Sintetizzando il materiale raccolto, per ogni periodo del ciclo storicometrico abbiamo ottenuto le seguenti caratteristiche, brevemente esposte qui, una sorta di ideale formale alla base di ogni ciclo storicometrico, liberato da varie accidentalità e fenomeni superficiali di carattere temporaneo o locale.
I. Primo periodo del ciclo storicometrico (periodo di minima eccitabilità)
Le caratteristiche di questo periodo sono le seguenti: frammentazione delle masse, indifferenza delle masse verso questioni politiche e militari, atteggiamento pacifico delle masse, arrendevolezza, tolleranza e così via. La resa, l’abbandono delle armi, la fuga dal campo di battaglia e simili sono comportamenti che costringono le sfere governative dello Stato a prendere misure adeguate: stipulare una serie di tregue con il nemico e, infine, la pace; capitolazioni a condizioni sfavorevoli, apertura di relazioni diplomatiche, dichiarazione di neutralità, poi lo scioglimento delle truppe e così via. Nelle memorie dei contemporanei e negli studi storici, questo periodo è segnato da un generale clima di pace, dalla riluttanza a intraprendere qualsiasi controversia, dalla fine delle azioni belliche e dalla vittoria del principio di non intervento in molti ambiti della vita militare, politica e internazionale.
Gli storici cercano di spiegare questi fatti con l’esaurimento delle forze morali e fisiche, con la stanchezza psichica dopo le agitazioni vissute, con il disgregamento dell’unità statale, con la cessazione dell’influenza di una causa unificante, con l’incapacità bellica, con la caduta o l’allontanamento dei leader che hanno perso la fiducia delle masse e il loro potere su di esse e così via.
Anche le aspirazioni dell’umanità in altri ambiti subiscono una trasformazione: il flusso della vita sociale, entrando nel solco della calma e della pace, ottiene la possibilità di procedere con il suo ritmo tranquillo verso il raggiungimento di altri obiettivi, la risoluzione di altri problemi. Qui ha inizio l’attività spirituale dell’uomo, vengono create valori culturali, l’arte pura e la scienza vengono poste al vertice della vita sociale, sostituendo la schiuma agitata dei giorni recenti e sminuendo con i propri traguardi tutto ciò che era stato creato in fretta e in modo instabile.
Nel periodo di minimo, l’umanità cerca la tranquillità, si riposa dalle ansie degli anni precedenti e accumula le forze fisiche per una nuova epoca di agitazioni, che si avvicina inevitabilmente.
Lo studio degli eventi storici avvenuti nel primo periodo ha permesso di stabilire una serie di fatti secondo i quali il periodo di minima eccitabilità favorisce:
- la stipula di trattati di pace;
- spedizioni di conquista di carattere non massiccio;
- capitolazioni;
- occupazioni;
- una riduzione massima del parlamentarismo;
- il rafforzamento dell’autocrazia o del governo di pochi.
II. Secondo periodo del ciclo storicometrico (periodo di crescente eccitabilità)
La complessità psicologica e storica di questo periodo ha richiesto ricerche molto approfondite, grazie alle quali abbiamo raccolto una notevole quantità di materiale relativo a questa fase. Qui siamo costretti a limitarci a una semplice osservazione schematica.
Già l’inizio di questo periodo nelle opere storiche è caratterizzato da un maggiore slancio di eccitazione delle masse rispetto al periodo precedente. L’unione delle masse non c’è ancora; solo gradualmente iniziano a riorganizzarsi i partiti e i gruppi dissolti durante il periodo di minima eccitabilità, emergono i leader, vengono definite le piattaforme. Il potere di suggestione torna a manifestarsi nelle masse: uomini di Stato, condottieri, oratori, stampa riacquistano la loro importanza. Le questioni politiche e militari iniziano a emergere all’orizzonte della vita sociale e si acuiscono gradualmente. La tendenza alla perseverazione di idee omogenee si osserva ovunque, riempiendo l’attività intellettuale delle masse.
Oltre alla volontà degli individui, la concentrazione su temi militari o politici omogenei, in presenza ovviamente di cause favorevoli, cresce gradualmente; le idee che circolano tra le masse iniziano a dominare. Ancora nelle decisioni di questioni statali importanti si notano esitazioni e indecisioni, le conclusioni non sono ancora mature, ma possono già risuonare i preparativi per la guerra, la situazione internazionale si complica. Tuttavia, non si osano ancora passare all’azione aperta o dichiarare guerra: si indugia, aspettando il momento giusto e anticipando il suo arrivo con un graduale aumento dell’eccitazione generale delle masse.
Infatti, presto, tra un anno, due, o talvolta anche meno, prevale l’unanime richiesta delle masse volta a risolvere questa o quella questione. Ora anche le persone lontane dagli affari militari o politici sono costrette ad associarsi a questo o quel gruppo politico o militare.
Alla fine del secondo periodo, che può gradualmente assumere un carattere turbolento e mostrare impazienza e nervosismo delle masse, notiamo uno dei fenomeni più importanti della vita militare e politica delle comunità, vale a dire: il desiderio di unire le diverse nazionalità che compongono questa comunità, sia per difesa che per attacco, e la fusione di diversi schieramenti politici per contrastare altri gruppi politici.
L’importanza di questo periodo risiede nel fatto che esso costituisce la base per lo sviluppo successivo degli eventi storici nel corso di questo ciclo in questa comunità umana e, in parte, ne determina anche il corso nel periodo di massima eccitabilità.
Il periodo in questione occupa sempre lo stesso arco di tempo in tutte le comunità umane; la sua durata, più o meno lunga, è determinata dallo stato dell’attività solare da un lato e dalla varietà di fattori politico-economici e altri da un altro. Inoltre, a seconda delle stesse cause, questo periodo assume forme di manifestazione diverse.
Durante il secondo periodo si possono distinguere tre fasi principali, in ordine di sviluppo graduale:
- la nascita delle idee nelle masse;
- l’organizzazione delle idee;
- la manifestazione di un’idea principale nelle masse di questa comunità umana fino al momento iniziale del III periodo.
1) La nascita delle idee principali durante la prima fase del periodo di crescente eccitabilità dipende direttamente da fattori interni di politica statale, economica e militare-internazionale, che in questo caso hanno un valore equivalente: lo stato economico dello Stato, il grado di organizzazione e stabilità del potere e dell’apparato statale, la situazione internazionale — minacce di guerra, blocchi, occupazioni che aleggiano sulle grandi masse.
Se in questo momento in questa comunità non ci sono fattori di insoddisfazione per l’ordine esistente o per lo stato delle cose, i fenomeni sopra descritti possono verificarsi, determinando un corso più o meno tranquillo del ciclo storicometrico. Tuttavia, non ci sono comunque garanzie che nello sviluppo successivo del ciclo non sorgano complicazioni più acute; infatti, quasi sempre, anche in presenza minima di cause di eccitazione, il periodo successivo può essere segnato da qualsiasi evento locale con la partecipazione delle masse.
2) I portatori delle idee così sorte possono fungere da centro psichico per la formazione di gruppi separati, uniti da un’idea principale comune. Questo processo procede in base alla coscienza di classe, al livello di sicurezza materiale e alle qualità personali di ogni singolo individuo.
I gruppi che si formano in questo modo possono designare dal proprio interno un nuovo capo per sottomettere il proprio squilibrio psichico a un centro psichico specifico, dove si riassumono le idee in arrivo, trasformandole in direttive uniformi e creando determinate formule d’azione per il gruppo organizzato.
3) La terza fase si sviluppa dalla seconda e consiste: a) nell’emergere di un’idea suprema che assorbe molte idee di gruppo; b) nell’unione di una serie di gruppi distinti intorno al centro psichico supremo, che sottomette la massa; c) nella concentrazione di massa di un’unica idea. Tutte e tre le fasi del secondo periodo si sviluppano a volte del tutto meccanicamente, senza la partecipazione organizzatrice degli individui attivi, preparando così effetti del tutto inaspettati di unità di massa all’inizio del III periodo del ciclo storicometrico — il periodo di massima eccitabilità. Sorge così la necessità di risolvere innanzitutto la prima questione fondamentale che tormenta le masse nella comunità umana.
III. Il terzo periodo del ciclo storicometrico (periodo di massima eccitabilità). Questo è il principale stadio di sviluppo di ogni ciclo, che risolve i problemi storico-universali dell’umanità e fonda nuove epoche storiche. Esso spinge l’umanità verso le più grandi follie e le più grandi benedizioni: incarna le idee nella realtà attraverso il versamento di sangue e il clangore del ferro. Se volessimo fornire una caratterizzazione storico-comparativa di questo periodo, dovremmo ripetere gli eventi più significativi della storia mondiale: tutti, come hanno dimostrato i confronti effettuati tra l’attività del Sole e quella dell’uomo, si sono verificati nei momenti di massima tensione della sua attività.
In questo periodo si sono verificate le rivoluzioni più grandi e gli scontri tra i popoli più violenti, che hanno dato inizio a nuove ere nella vita dell’umanità e hanno giustificato la terribile formula di Eraclito il Buio: Polemos panton esti pater kai basileus
— la guerra è padre e re di tutte le cose.
Il parallelismo tra l’attività di due sostanze distanti tra loro — quella solare e quella cerebrale — si manifesta con particolare evidenza e chiarezza proprio durante questo periodo. Qui non possiamo soffermarci sull’analisi della vasta quantità di materiali raccolti per lo studio del periodo di massima eccitabilità. In Fondamenti di Storicometria questo tema occupa non poche pagine. Qui ci limiteremo a indicare i principali fattori la cui presenza nelle masse determina l’insorgere e lo sviluppo di eventi decisivi nelle comunità umane:
- l’influsso eccitante dei capi, dei condottieri e così via sulle masse;
- l’azione eccitante degli umori e delle idee che circolano tra le masse;
- la rapidità dell’eccitabilità dovuta all’unità del centro psichico;
- l’ampiezza territoriale del movimento di massa;
- l’integrazione e l’individualizzazione delle masse.
Mai come nel periodo di massima tensione dell’attività solare l’influsso dei capi e dei condottieri raggiunge una forza così enorme. In questo periodo, a volte, basta una parola o un gesto pronunciato al momento giusto per muovere interi eserciti e masse popolari. Un semplice cenno del capo raduna sotto le sue insegne nazionalità eterogenee che compongono lo Stato, fazioni avverse, gruppi sociali. In questa epoca, la parola del capo — una parola alata — compie un’impresa straordinaria: viene ascoltata, obbedita, mentre in periodi di minimo solare flussi di persuasione, che risuonavano a ogni passo, non riuscivano a ottenere il risultato desiderato. Ora, perfino il nome del capo, pronunciato ad alta voce, suscita un potente slancio di entusiasmo. Le masse seguono il capo alla cieca, senza riflettere, travolte dal vortice di un’eccitazione acuta ed estatica.
La forza dell’influsso dei capi solleva meccanicamente personalità dotate al di sopra delle masse, indipendentemente dalle norme tradizionali e dalle leggi consolidate. E così, ai vertici dei movimenti di massa, vediamo i più grandi geni militari e politici che l’umanità abbia mai conosciuto, guide spirituali, difensori della libertà, fondatori di diverse associazioni umane. Tutti loro, emergendo attraverso la folla dei popoli come vivide incarnazioni delle aspirazioni delle masse in quel momento, li guidano e, con il loro aiuto, gettano le basi di nuove formazioni umane, di nuove forme di vita sociale, di nuove vie di ricerca spirituale.
Come dimostra uno studio specifico della storia generale, simili emersioni possono verificarsi solo in presenza dell’unità delle masse, e quest’ultima si osserva esclusivamente nei periodi e nei momenti di attività solare intensificata.
Non meno importante è il ruolo delle idee che circolano tra le masse nel periodo di massima eccitabilità. In questo caso, l’influsso della propaganda orale e della stampa può assumere un valore decisivo per l’esito di un determinato movimento politico o militare. Il periodo di massima eccitabilità, a ragione, può essere definito come il periodo in cui il volto delle masse emerge in tutta la sua chiarezza e la voce del popolo risuona con forza.
Gli storici si trovano in imbarazzo di fronte ai fatti che testimoniano come idee di cui non si osava parlare uno o due anni prima venissero ora espresse apertamente e con audacia; le masse diventavano più impazienti, irrequiete ed eccitate; iniziavano a sollevare la voce, a pretendere e ad armarsi. Le dimostrazioni diventavano più aggressive e ostili, le assemblee popolari non si svolgevano più pacificamente: le masse, armate di spada in pugno, imponevano con forza le proprie decisioni; gli slanci non venivano più repressi e, una volta raccolti dalle masse, portavano alla caduta di tutto ciò che turbava e preoccupava le menti. Le singole eccentricità e bizzarrie diventavano immediatamente legge, e chiunque osasse opporvisi veniva punito; la popolazione era preda di un odio profondo verso i propri nemici, che venivano annientati, come paralizzati da un sortilegio misterioso.
Nel periodo di massima eccitabilità, a volte basta il minimo pretesto perché le masse si infiammino, si sollevino o scendano in guerra. Anche una semplice voce diffusa tra la gente può scatenare un’agitazione generale e una rivolta. Ciò che nel periodo di minimo solare suscitava di solito una discussione pacata, in questo momento eccita le masse e porta a rivolte, guerre ed episodi sanguinosi. Le masse anelano al movimento, le truppe faticano a essere trattenute, i soldati sono inclini alla rivolta, il popolo all’anarchia. In una parola, l’eccitazione cresce in modo straordinario e l’organismo umano richiede uno sfogo. Questo si spiega con il fatto che la combinazione delle cause sopra elencate provoca un brusco cambiamento del tono nervoso-psichico delle masse, aumentando la loro reattività psichica agli stimoli esterni. Gli individui non riescono a reprimere la loro eccitabilità riflessa accresciuta, manifestando reazioni molto intense anche a stimoli deboli e insignificanti.
Le cronache dei contemporanei testimoniano la velocità sorprendente con cui si diffondono le rivolte e i movimenti di massa in generale durante il periodo di massima eccitabilità. Ecco alcuni esempi tratti da diverse fonti: la rivolta ha travolto il paese con una rapidità straordinaria; in pochi giorni intere regioni sono state mobilitate; a essa si sono uniti tutti gli abitanti, come per magia; il tumulto si è diffuso nello Stato con la velocità di un uragano; la rivolta è scoppiata quasi simultaneamente in diverse parti del paese, radunando sotto le sue insegne enormi folle di popolo; il fragore della ribellione, simile a un colpo di tuono, ha attraversato tutto il paese; le fiamme della guerra internazionale hanno avvolto vasti territori e tutta la popolazione — dai più piccoli ai più grandi — ha preso parte alla rivolta.
Non a caso Tito Livio definì i conflitti sociali una peste contagiosa
.
Oltre alla rapidità di diffusione dei movimenti di massa, va sottolineata anche l’ampiezza territoriale del loro coinvolgimento. Infatti, una rivolta iniziata in uno Stato può, in presenza di determinate condizioni, estendersi ai paesi vicini. La storia conosce esempi in cui guerre, rivolte e altri movimenti di massa, in un breve lasso di tempo, hanno coinvolto vaste aree — terre di molti popoli e addirittura interi continenti.
Alla base di quanto sopra esposto vi è l’unanimità delle masse, che si manifesta in modo particolarmente netto durante il periodo di risoluzione di qualsiasi questione militare o politica. Ora, con un semplice appello del capo, possono radunarsi sotto le bandiere di guerra decine o centinaia di migliaia di persone, animate da un unico pensiero, da un unico desiderio. Al posto dell’ostilità regna l’unanimità e un’idea comune accende le menti. Questa unità, nel periodo di massima eccitabilità, è capace di prodigi: perfino nemici recenti possono diventare amici per affrontare insieme il pericolo più grave o per risolvere una questione comune e importante per tutti. In questi momenti, in parte, la nazionalità, l’appartenenza partitica e la condizione sociale svaniscono; le liti private si placano e tutti, chi può, si affrettano verso i punti di raccolta indicati.
In una parola, per il bene di imprese militari, campagne, rivolte e così via, nel paese si instaura una completa armonia e pace tra gli elementi contrastanti dello Stato, che prima erano in conflitto. In questi momenti, l’intero paese è pronto a perseguire l’obiettivo prefissato come un unico uomo. Questa consapevolezza dell’unità e della solidarietà totale nelle masse annulla ogni disputa e controversia. Il contagio psichico, o mutua suggestione, raggiunge il suo apice e le masse si trasformano in un’unica entità collettiva, mentre l’individuo si individualizza. Questo genera fenomeni diversi, tipici di qualsiasi lotta, e i movimenti di massa subiscono spesso deviazioni anomale. A volte, l’ardore della lotta svela l’intera sfera della follia, dell’instabilità e delle passioni umane.
Violenze elementari, crudeltà, furore, follia epilettica, sete di vendetta, epidemie di omicidi, panico, pogrom, incursioni devastanti, battaglie disperate, massacri di massa, bagni di sangue, nonché rivolte, sommosse legate alla manifestazione di fanatismo e fanatismo. Le masse e le folle possono trionfare alla vista delle più atroci violenze, atrocità e omicidi. Sono loro a inventare supplizi dolorosi. La follia prende vita. Ciò che in un periodo di minima eccitabilità era considerato impossibile e selvaggio, in un periodo di massimo può benissimo andare di pari passo con la morale e un alto livello di ideali. Di fronte a questi impulsi e manifestazioni, sia delle masse che dei singoli individui, a causa di uno stato straordinario di turbamento psichico, devono tacere i sentimenti di pericolo, di autoconservazione, persino l’istinto. In questo modo si prepara il terreno per la risoluzione di questioni di carattere universale — quel terreno su cui vengono erette le strutture delle comunità umane. Qui avvengono eventi che difficilmente trovano eguali in altri periodi del ciclo storico-metrico.
Constatiamo il fatto che le più grandi rivoluzioni, guerre e altri movimenti di massa che hanno plasmato i sistemi statali, hanno segnato punti di svolta nella storia e scosso la vita dell’umanità su interi continenti, tendono a coincidere con l’epoca di massima tensione dell’attività solare e a sviluppare la massima intensità nei momenti di picco.
Le ricerche sugli eventi storici verificatisi nel III periodo hanno permesso di stabilire una serie di fatti secondo i quali il periodo di massima eccitabilità favorisce:
- l’unione delle masse;
- la comparsa di capi, condottieri, uomini di stato;
- la solennità delle idee sostenute dalle masse;
- il massimo sviluppo del parlamentarismo;
- riforme democratiche e sociali;
- il potere popolare e la limitazione dell’autocrazia;
- ribellioni, sommosse, rivolte, rivoluzioni;
- guerre, campagne, spedizioni;
- emigrazioni, spostamenti, persecuzioni e altri scoppî di attività umana di massa.
Come illustrazione di quanto sopra possono servire alcuni esempi tratti dall’enorme quantità di coincidenze tra l’attività solare e quella umana che si riscontrano nel corso della storia universale. Le cifre indicano le date delle epoche (ampiezza 2-3 anni) di massima attività del Sole (secondo annali, cronache e dati astronomici), perfettamente sincrone con gli eventi storici più importanti.
Punti di svolta della storia universale:
- 1492 — caduta del giogo musulmano in Spagna; scoperta dell’America; inizio della storia moderna;
- 1789 — Grande Rivoluzione Francese; inizio della storia contemporanea;
- 1917 — Rivoluzione in Russia, di portata universale.
Le più importanti rivolte e rivoluzioni:
- 1306 — grande rivolta in Inghilterra;
- 1358 — in Francia;
- 1368 — in Cina;
- 1381 — in Inghilterra;
- 1525 — in Germania;
- 1648 — rivoluzione in Inghilterra;
- 1789 — in Francia;
- 1830 — Rivoluzione di Luglio;
- 1848 — Rivoluzione di Febbraio e crisi europea generale;
- 1860 — rivolta in Italia;
- 1870 — Comune di Parigi;
- 1905, 1917 — Rivoluzione in Russia.
Crociate:
- 1094-96 — I Crociata;
- 1147 — II;
- 1187 — III;
- 1194 — IV;
- 1212 — Crociata dei fanciulli;
- 1224 — V;
- 1270 — VII.
- La VI Crociata, iniziata nel 1248 (minimo), fu compiuta non dalle masse, ma da Luigi IX con un piccolo contingente di truppe.
Migrazioni dei popoli: 374; 409; 449-481-452; 568.
Persecuzioni di massa contro gli ebrei:
- 1093 — Europa meridionale;
- 1144 — Germania e Italia;
- 1182 — Francia;
- 1215 — Europa occidentale;
- 1290 — Inghilterra;
- 1306 — Francia;
- 1348 — Europa;
- 1391-94 — Spagna, Francia;
- 1481 — Spagna;
- 1491-94 — Spagna, Lituania;
- 1704 — Ucraina;
- 1830 — Europa;
- 1849 — Europa;
- 1881-82 — Russia, Ungheria e altri;
Persecuzioni contro i cristiani: 303; 362; 575; e altri.
Episodi sanguinosi della storia generale:
- 1185 — massacro dei Latini a Tessalonica;
- 1204 — distruzione di Bisanzio;
- 1520 — strage a Stoccolma;
- 1560 — massacro di Wassy;
- 1572 — Notte di San Bartolomeo in Francia;
- 1588 — esecuzioni a Londra;
- 1739 — massacro di Delhi;
- 1768 — massacro di Uman’;
- 1792 — massacri di settembre (seguiti da un minimo nel 1799) in Francia;
- 1860 — massacro di cristiani in Oriente;
- 1896 — massacro a Costantinopoli e molti altri.
Comparsa di capi popolari e spirituali, riformatori, condottieri, uomini di stato:
- 395 — Alarico;
- 441 — Attila;
- 536 — Vitige;
- 536 — Belisario;
- 622 — Maometto;
- 719 — Carlo Martello;
- 1096 — Pietro l’Eremita;
- 1146 — Bernardo di Chiaravalle;
- 1306 — Roberto Bruce;
- 1365 — Wyclif;
- 1367 — Tamerlano;
- 1381 — Wat Tyler;
- 1402-1412 — Hus;
- 1420 — Giovanni Žižka;
- 1429 — Giovanna d’Arco;
- 1489 — Savonarola;
- 1519-1525 — Lutero, Zwingli, Vasa, Müller;
- 1537 — Ignazio di Loyola;
- 1605 — Falso Dimitri;
- 1605 — Basilio Šujskij;
- 1612 (max. 1615) — Minin, Požarskij;
- 1625 — Žmajlo;
- 1625 — Richelieu;
- 1626 — Wallenstein;
- 1637-1639 — Pavlyuk, Hunja, Ostrožanica, Aleksandr Lesli;
- 1648 — Bohdan Chmel’nyc’kyj;
- 1648 — Oliver Cromwell;
- 1648 — Eugenio di Savoia;
- 1769 — Haidar Ali;
- 1777 — Lafayette;
- 1777 — Washington;
- 1788 — Suvorov;
- 1805 — Wellington;
- 1839 — Šamil’;
- 1848-1860 — Garibaldi;
- 1870 — Moltke;
- 1870 — Gambetta;
- 1917 — Kerenskij;
- 1917 — Lenin.
Sulla base di quanto esposto, si può ipotizzare che tali figure eminenti del passato come Milziade, Temistocle, Cimone, Pericle, Lisandro, Pelopida, Epaminonda, Annibale, Mario, Silla, Spartaco, Catilina, Vercingetorige, Cesare, Germanico, Civile e molti altri abbiano fatto la loro prima comparsa sulla scena della vita pubblica o abbiano acquisito rilevanza pubblica proprio nelle epoche di massimo dell’attività maculare del Sole (secondo la tabella storico-metricia, è facile notare che le figure citate emersero proprio nel bel mezzo di concentrazioni di eventi storici).
Prestiamo attenzione alla tabella 2, che rappresenta la distribuzione di tutte le più importanti battaglie del V secolo a.C. secondo l’anno d.C. Disponendo le date delle battaglie più celebri di cinque secoli per secoli e decenni, si possono osservare due regolarità evidenti che si riscontrano nella distribuzione temporale di questi eventi. La prima consiste in una sorprendente coincidenza delle cifre che si trovano al posto delle unità e delle decine di qualsiasi data storica di un secolo con le cifre che si trovano al posto delle corrispondenti unità e decine in una data storica di un altro secolo, o a distanza di uno, due o tre secoli. Ad esempio:
490 — 390 — 191/190
362 — 260
410 — 212
480/479 — 280 — 279
340 — 241 — 42
606/604 — 406/405
371 — 272 — 33/7
401 — 301 — 202 — 102/101
168 — 69
526 — 425 — 225
Un’altra regolarità si osserva nella distribuzione delle stesse date all’interno di ogni secolo. Risulta che le date di queste battaglie, nella maggior parte dei casi, sono distanziate tra loro di numeri multipli di 10-11 anni, cioè dell’intervallo di tempo tra un massimo e l’altro dell’attività solare. Ad esempio:
V secolo: 490-480; 466-433; 433-425; 425-415; 415-405;
IV secolo: 390-371; 371-362; 362-340; 340-331; 381-301;
III secolo: 280-272; 272-270; 260-241; 241-222; 222-212; 212-202;
II secolo: 197-190; 190-168; 168-102;
I secolo: 86-74; 74-66; 66-46; 46-80.
Prendiamo alcuni altri esempi che mostrano la stessa molteplicità delle date di molti eventi storici:
375 — 476 (101 anni) — Onde principali della grande migrazione dei popoli;
622 — 632 (10 anni) — Epoca dell’attività di Maometto;
1224-1235 (11 anni) — Onde principali dell’invasione dei Tartari in Russia;
1380-1480 (100 anni) — Fasi principali della caduta del giogo tartaro;
1389-1448 (59 anni) — Fasi principali della lotta dei Turchi contro il mondo cristiano: prima e seconda battaglia del Kosovo;
1460-1471 (11 anni) — Fasi principali della guerra delle Due Rose in Inghilterra;
1481-1492 (11 anni) — Fasi principali della lotta contro i Mori in Spagna;
1489-1498 (9 anni) — Epoca dell’attività di Savonarola;
1562—1572 (10 anni) — Due episodi sanguinosi: massacro di Wassy e Notte di San Bartolomeo;
1614-1789 (max.-max.) — Anni delle due convocazioni degli Stati Generali in Francia; dal 1614 (massimo dell’attività solare) al 1789 (massimo dell’attività solare) gli Stati Generali non furono convocati affatto;
1702-1714 (12 anni) — Guerra di successione spagnola;
1789-1804 (15 anni max.-max.) — Fasi finali delle repubbliche durante il periodo della Rivoluzione Francese;
1830-1848 (max.-max.) — Rivoluzione di Luglio in Francia — Rivoluzione di Febbraio e crisi europea generale;
1848-1860 (max.-max.) — Rivolta di Garibaldi;
1905-1917 (max.-max.) — Prima e seconda rivoluzione in Russia.
Di esempi simili se ne potrebbero citare molti altri.
Così, per epoche di massimi, da massimo a massimo, e a volte anche attraverso diversi massimi, oscilla la vita storica dei popoli, seguendo le direttive del fattore cosmico. Queste oscillazioni si possono riscontrare lungo tutta la storia dell’umanità. Se, ad esempio, proviamo a delineare le tappe fondamentali della vita delle terre greche e di Roma, ci renderemo conto della loro straordinaria distribuzione. Allo stesso modo, anche tutti gli altri fenomeni di massa che si verificano nelle comunità umane sono in relazione con l’attività del Sole, vale a dire: 1) La formazione di corporazioni, associazioni, unioni, leghe, società e simili di carattere religioso, militare, politico, artistico e commerciale. Unione delle città lombarde ….. 1167 (massimo dell’attività solare) » Lega anseatica ….. 1241 » » » Lega svizzera ….. 1352 » » » Lega sveva ….. 1381 » » Lega di Cambrai …….. 1508 » » Lega di Ratisbona …… 1530 Lega del Sacro Unione …….. (1576) » » (massimo dell’attività della Lega del Sacro Unione). Anche la diffusione delle eresie e dei disordini religiosi, i pellegrinaggi e le congiure politiche sono soggetti alla stessa legge. Ad esempio, le “teorie sociali” si diffusero principalmente nei periodi di massima eccitabilità: gli anarchici di Ginevra e Lione — 1880-82, gli anarchici di Parigi e Lilla — 1892. Seguiamo in breve la storia del movimento rivoluzionario in Russia nel secolo scorso: “Arzamas” — 1816 (max.) — prima società politica in Russia; 1817 — prima società segreta in Russia (Pestel); 1825 (inizio del nascere del max.) — Rivolta dei decabristi; 1837 (max.) — Circolo di Stankevič; 1848 (max.) — Circolo di Petraševskij; 1861 (max.) — Emancipazione dei servi della gleba; 1862 — sommovimenti in Russia; 1868 (min. dell’attività solare) — Chiusura della rivista “Kolokol”, a causa del crollo delle vendite al minimo; 1869 — (max. nel 1870 — inizio della diffusione delle dottrine socialiste); 1870 — “Narodnaja Volja”; breve rinascita di “Kolokol”; Circolo di Čajkovskij; 1871 — Processo di Nečaev; 1872 — attività di Bakunin e di “Lavrov”; inizio delle epoche; 1875 (fino al minimo) — disorganizzazione dei socialisti; 1876-7. 1880-81 (fino al max.) — ripresa dei tumulti in Russia: sommosse contadine, ribellioni, resistenze armate contro polizia e truppe, attentati, omicidi, massacri antisemiti; “Pravda”, “Baltijskij federalist” e altri; 1887 (fino al min.) — 1895 — calma del movimento.
e si diffusero in modo particolarmente intenso nei periodi di massima tensione dell’attività del Sole. L’idea della fine del mondo, che avrebbe dovuto verificarsi nell’anno 1000, cominciò a turbare il mondo medievale già dieci anni prima dell’evento atteso (993 — massimo). L’idea della «pace di Dio», sorta nel 1030 (massimo), si diffuse in tutta Europa nel 1040 (massimo); la Fronda in Francia nel 1648-1653 (massimo); il caso Dreyfus nel 1894-96 (massimo) e molti altri.
4) Le manifestazioni di massa di attività nervoso-psichica nell’uomo si sviluppano principalmente nelle epoche di tensione delle macchie solari. Ad esempio: 1374 — la danza di San Vito; 1500 — l’epidemia psichica di Wurttemberg; 1630 — epidemia psichica a Madrid; 1642 — a Luv’ye; 1728-1738 — l’epidemia psichica di Saint-Médard. Il colera fu meno diffuso. Ozanam afferma che il colera era già noto ai tempi di Ippocrate, imperversava principalmente in Cina, dove fu descritto da un medico cinese, Iang-Chon-Ko. Fonti precise sulle devastanti epidemie di colera nel XIV secolo in relazione alle macchie solari del 1365. Gli annalisti cinesi (secondo Hira-gama) parlano di grandi macchie solari visibili a occhio nudo nel 1370, cioè proprio nel periodo di massima diffusione delle epidemie di colera descritte dai persiani. Secondo Riegler, l’epidemia di colera apparve a Costantinopoli, in Siria, in Arabia e in Egitto poco prima della conquista di Bisanzio da parte dei turchi. Il viaggiatore francese Sonnerat descrisse una devastante epidemia di colera in India, dove, tra il 1768 e il 1771, in tre anni, fece circa 60.000 vittime. L’aumento dell’attività solare fu segnalato da Staudacher (Jean Gaspard Staudacher) a Norimberga e da altri osservatori nel 1769, cioè esattamente nel periodo di diffusione del colera in India. Sono inequivocabili i dati su gravi epidemie di colera sulla costa del Coromandel tra il 1774 e il 1780. Il massimo dell’attività solare fu registrato nel 1778. È nota l’epidemia a Tranquebar, Madras e altri luoghi dell’India nel 1787-1790. Il massimo delle macchie solari fu segnalato dagli astronomi nel 1788. Approssimativamente da questo momento, grazie allo sviluppo delle conoscenze mediche, iniziò una rigorosa registrazione delle epidemie di colera, che periodicamente compie viaggi intorno al mondo e visita sistematicamente l’Europa, dove fece la sua prima apparizione nel 1830 (massimo dell’attività solare), se si esclude un breve periodo nel 1823 (minimo dell’attività solare).
Nel condurre lo studio sulla diffusione delle epidemie e pandemie di colera (cioè delle epidemie generali), abbiamo seguito l’ordine attualmente adottato in epidemiologia medica,
Sebbene occorra notare che la suddivisione dei movimenti della collera in periodi qualsiasi non sia del tutto precisa. Il fatto è che il colera non scompare mai dalla faccia della Terra, ma solo a volte si placa, concentrandosi in una certa area per poi riconquistare, con la stessa forza di prima, vastissimi territori. Ecco che questi periodi di calma sorprendono per la loro coincidenza con la calma dell’attività delle macchie solari. Al contrario, con l’aumento dell’attività del Sole, le epidemie di colera a volte assumono un carattere generale e minaccioso.
Ciò che è stato detto è espresso con sufficiente chiarezza nella tabella 3, tratta, in una certa riduzione, dal nostro studio speciale su questo argomento.
Le epidemie e le pandemie di peste si discostano leggermente dalla perfetta simultaneità con l’andamento dei processi periodici del Sole, ma le statistiche dimostrano che lo stato del Sole e lo stato dell’umanità a esso correlato si riflettono anche nello sviluppo e nella diffusione dei microrganismi della peste. Nel corso di diversi secoli, le pandemie di peste sono coincise con l’epoca dei massimi dell’attività solare circa 30 volte, con l’epoca dei minimi 8 volte; tra il massimo e il minimo 6 volte e tra il minimo e il massimo 2 volte (le nostre ricerche su questo argomento non sono ancora concluse).
Le epidemie più gravi di malattie infettive, come hanno mostrato le comparazioni effettuate, spesso coincidono anch’esse con i massimi dell’attività solare.
IV. Il quarto periodo del ciclo storicometrico (periodo di declino dell’eccitabilità)
Il periodo di declino dell’eccitabilità, dal punto di vista storico-psicologico, non è meno interessante dei periodi precedenti. Può essere ricco di grandi eventi, ma, di norma, in questo periodo si concludono solo quelli che erano sorti in precedenza.
Il periodo di declino dell’eccitabilità è come un’eco del periodo turbolento di lotta che lo ha preceduto, di agitazioni il cui grado di tensione più elevato è ormai passato, e si avverte un generale bisogno di quiete e pace.
Se è in corso una guerra, il suo ardore si spegne poco a poco, si osserva una fiacchezza nelle operazioni militari, il ritmo delle stesse rallenta. Ora, per la prima volta, si comincia a provare una sazietà per la guerra, per il saccheggio, per il sangue. Il rispetto degli obblighi militari, dei trattati, cessa di essere necessario; gli Stati alleati non forniscono più supporto bellico; il separatismo inizia a manifestarsi sempre più spesso; le alleanze militari si dissolvono. Anche le operazioni militari in corso assomigliano a convulsioni di un moribondo, e le folle di soldati, con la stessa impazienza, anelano alla pace come poco tempo prima desideravano la guerra.
In questo frangente, il movimento delle truppe nemiche, se queste sono ancora sufficientemente disciplinate, non incontra una seria resistenza. Eppure, solo poco tempo fa, l’intero Paese accoglieva l’arrivo dei nemici con il fuoco e la spada.
A poco a poco, gli eserciti si trasformano in una massa indisciplinata e si assottigliano rapidamente; i soldati si disperdono in gruppi, desiderosi di tornare a casa, e l’atteggiamento generale bellicoso delle masse si trasforma in uno pacifico. I capi, i comandanti, gli oratori perdono quella forza che in precedenza incatenava le masse e le costringeva all’obbedienza. Le masse ora faticano a sottomettersi all’influenza. Le guerre o le rivolte appena scoppiate non si intensificano, ma si placano rapidamente, concludendosi con la pace a condizioni di clemenza.
Se un anno o due prima si sarebbe potuto scatenare una rivolta, ora non ci si riesce più e tutti i tentativi non porteranno a nulla.
Gli storici spesso si stupiscono del fatto che gli elementi di opposizione non si uniscano, come accadeva nella vita del Paese fino a poco tempo prima, non si indignino, non si sollevino simultaneamente in molti luoghi, ma, al contrario, esitino, non osino agire, rallentando con la loro lentezza tutte le alleanze militari o politiche. Questa mancanza di unità nel quarto periodo del ciclo storicometrico può essere definita come un banco di sabbia su cui rischia di infrangersi qualsiasi nuova rivolta, qualsiasi attività di massa, poiché l’azione concentrata, a causa della diminuzione e del rilassamento delle forze di coesione, diventa ormai impossibile.
Le spedizioni militari o le campagne intraprese vengono organizzate senza entusiasmo, anzi con una manifesta mancanza di convinzione. L’entusiasmo delle masse a favore delle riforme, della rappresentanza popolare, delle guerre, delle rivolte e simili si affievolisce, sostituito da un’indifferenza totale. In effetti, tutti mostrano una propensione al compromesso, iniziano a circolare voci di pace. Queste voci si odono nei Paesi più bellicosi. La diminuzione del grado di coesione unitaria delle masse provoca dispute e disordini nelle collettività, nelle associazioni, negli Stati. Quest’ultima circostanza rende tutti i raggruppamenti umani poco combattivi e indecisi.
Ciò che è stato descritto, nel suo complesso, porta al rifiuto delle recenti rivendicazioni e le richieste, un tempo difese con foga, si riducono al minimo. Infine, il generale declino si trasforma in uno stato psicofisico che può essere definito come esaurimento nervoso. Le assemblee popolari e le rappresentanze vengono disperse senza proteste, le rivolte vengono represse con facilità, le guerre non si intensificano e le trattative di pace scaturiscono meccanicamente dallo stato depressivo delle masse, favorito il più delle volte dall’esaurimento fisico e dalla stanchezza.
Questa, in sintesi, è la morfologia identica di tutti i cicli storici: i “cambiamenti universali” del comportamento delle masse attive dell’umanità durante ogni ciclo storicometrico.
Qui, in un certo senso, stiamo schematizzando i fenomeni storici legati allo stato dell’attività solare. Non vi è dubbio che tutti questi fenomeni siano molto più complessi e intricati di quanto rappresentato qui. Tuttavia, servendoci di questa schematizzazione, che in molti aspetti va considerata preliminare, possiamo procedere nello studio oggettivo di questa questione.
Passiamo ora ad alcune osservazioni generali sul decorso del ciclo storicometrico.
I cambiamenti nel comportamento dell’umanità emergono in modo particolare nello sviluppo dei fenomeni storici di lunga durata. Qui si delineano chiaramente le fasi di enorme energia, di ascesa e di slancio, alternate al graduale declino di questa energia, che sfocia in uno stato di stanchezza e apatia. Poi, dopo un certo tempo, si nota un generale risveglio, un’agitazione, un aumento dell’eccitabilità e, infine, una ripresa dell’entusiasmo politico o militare tipica del periodo di massimo.
I fenomeni storici di lunga durata, iniziati nel secondo periodo del ciclo storicometrico, offrono un esempio ideale di queste variazioni: nel corso del ciclo. Tutti i più grandi eventi storici che hanno coinvolto interi Paesi e diversi decenni, nel loro sviluppo, sono stati soggetti alle oscillazioni del ciclo, come si può facilmente constatare studiando qualsiasi evento in relazione ai cambiamenti nei processi di formazione delle macchie solari.
È vero che una così marcata evidenziazione dei diversi periodi del ciclo storicometrico non è sempre realizzabile; a volte si può solo procedere a tentoni nel determinare i loro confini, intuendo i limiti dell’umore delle masse popolari dalle loro aspirazioni, dallo spirito del momento storico.
Come è noto, l’agitazione della materia solare, che si esprime nella comparsa delle macchie, a volte insorge un po’ prima di quanto non si plachi, anche se l’intervallo di tempo tra il minimo e il massimo successivo, in media, è quasi uguale all’intervallo tra il massimo e il minimo successivo.
Il numero di eventi storici e, soprattutto, il grado di intensità del loro sviluppo tendono a seguire in ogni dettaglio le variazioni della curva dell’attività solare, ma in alcuni periodi del ciclo storicometrico subiscono deviazioni significative.
A volte l’attività umana collettiva raggiunge il suo apice poco prima del massimo dell’attività solare e rimane a un livello elevato per un certo tempo anche all’inizio del IV periodo. Può anche accadere che il massimo dell’attività militare e politica collettiva non coincida esattamente con il massimo solare, ma si verifichi con un leggero ritardo.
Tuttavia, se tracciamo la curva media di diversi periodi dell’attività luminosa del Sole, essa coincide perfettamente con la curva media di diversi cicli storicometrici. Ciò dimostra l’indubbio legame esistente tra questi due fenomeni.
Inoltre, spesso si osservano irregolarità nell’aumento graduale del numero di eventi storici rispetto all’aumento medio dell’attività solare. Allora la curva del ciclo storicometrico assomiglia solo vagamente a un andamento sinusoidale; somiglia piuttosto all’andamento giornaliero della temperatura di un malato di tifo, simile ai denti di una sega semicircolare. Qui si osservano bruschi rialzi e cali, spostamenti e irregolarità. Tutti questi fenomeni dipendono dalle cause più disparate, non calcolabili, private, militari e politiche che si verificano nelle comunità umane.
Tuttavia, occorre notare che i rialzi e i cali nella curva del ciclo storicometrico possono derivare da brusche oscillazioni dell’attività solare.
Questo è un fatto di massima importanza. A ciò si deve aggiungere anche che il rapido aumento delle macchie solari dopo il minimo a volte scatena una serie di fenomeni storici che si attenuano rapidamente, ma riappaiono fino al periodo di massima eccitazione, aumentando gradualmente l’intensità delle proprie manifestazioni. Le questioni sopra menzionate, così come molti altri aspetti relativi alla teoria da noi fondata, vengono approfondite e illustrate in altre nostre opere.
Dopo aver concluso una breve disamina delle caratteristiche distintive di ciascuna parte del ciclo storio-metrico e aver stabilito il rapporto tra l’attività del Sole e quella dell’umanità, presenteremo la legge morfologica fondamentale della storio-metria, da noi formulata come segue:
Lo svolgimento del processo storico-universale si compone di una serie continua di cicli, che occupano un arco di tempo pari, in media, al periodo di attività periodica del Sole. Ogni ciclo presenta le seguenti peculiarità storico-psicologiche:
1) nei punti medi della sua evoluzione, l’attività collettiva dell’umanità su tutta la superficie della Terra, in presenza di fattori eccitanti di natura economica, politica o militare nelle comunità umane, raggiunge la tensione massima, che si esprime in pandemie psico-motorie: rivoluzioni, insurrezioni, guerre, campagne, migrazioni che danno origine a nuove formazioni nella vita degli Stati e a nuove epoche storiche nell’ambito dell’attività e del dominio della maggior parte delle nazioni.
2) nei punti estremi della sua evoluzione, la tensione dell’attività collettiva dell’umanità di carattere militare o politico si riduce al minimo, lasciando spazio all’attività creativa e accompagnandosi a un generale declino dell’entusiasmo politico o militare, a una condizione di pace e di lavoro creativo volto all’organizzazione delle basi statali, delle relazioni internazionali e delle tendenze assolutistiche del potere.
Tutte le possibili deviazioni dalla legge fondamentale sono causate da fattori indipendenti dal fattore cosmico e rappresentano unicamente la conseguenza degli eventi principali sorti nel periodo di massima eccitabilità, che non sono riusciti a concludersi, per una ragione o per l’altra, entro i limiti del periodo che li ha generati.




