Capitolo 10 CAPRICORNO
Canale sintetico dal corpo mentale al corpo causale
Molto spesso le rughe non derivano dalla vecchiaia, ma dalla tristezza per la sua vicinanza. Per comprendere l’azione del canale del Capricorno, occorre avere una chiara rappresentazione del corpo causale e del suo flusso, e questo non è affatto semplice, poiché essi hanno un carattere molto più sottile delle stesse strutture e energie mentali – e cosa, del resto, potrebbe essere più inafferrabile di un pensiero?
Ciò che consideriamo un evento è in realtà l’impronta nella nostra coscienza di un qualche movimento o cambiamento causale, e per di più un’impronta solitamente molto grezza e approssimativa; non a caso il confronto delle testimonianze in tribunale è un compito arduo e assai poco formale.
La tensione del flusso causale può essere valutata solo per via indiretta, ad esempio dal livello di occupazione interiore, di attenzione e di responsabilità che esso richiede alla persona, nonché dalla densità del tempo soggettivo. La densità media del flusso causale è determinata in larga misura dalla tradizione nazionale. La maggior parte dei russi ritiene che il detto americano preferito sia: “Il tempo è denaro”, e in effetti, in tempo di pace, la densità del flusso causale (più precisamente, della sua proiezione sociale) negli americani è notevolmente più alta rispetto ai russi (in tempo di guerra e di crisi, probabilmente, il contrario).
Il corpo causale è il più elevato dei tre che compongono il sociale, e per questo le persone che sanno orientarsi bene nel flusso causale e saperlo gestire finiscono ai vertici della gestione della società – tutti quei capi, banchieri, fabbricanti,
direttori, ministri, accademici e presidenti. L’unità del flusso causale nella rifrazione sociale è la “pratica”; pertanto, l’espressione “uomo d’affari” può essere interpretata come “maestro delle energie socio-causali”. Tuttavia, l’evento differisce dall’evento; ad esempio, un’eclissi lunare duemila o tremila anni fa (o anche due o tre secoli fa) era un evento di enorme portata — e oggi, chi se ne accorge, a parte astrologi e astronomi? Le ragioni di questa triste indifferenza verso il Cosmo circostante, e persino verso la natura terrestre, sono molteplici, ma una di queste ha un diretto legame con il tema di questo capitolo. Essa consiste in una certa peculiarità del mentalità del secolo attuale, vale a dire nell’assolutizzazione del principio di “oggettività” come unico mezzo di conoscenza e di esistenza in generale.
Tuttavia, come è noto, la collettività non ha sempre ragione; più precisamente, la sua verità può rivelarsi evolutivamente di gran lunga inferiore rispetto a quella dei singoli individui che la compongono. Il democratismo dell’epoca Acquario, a partire già dal XXI secolo, differirà probabilmente in modo radicale dal democratismo dell’epoca Pesci, soprattutto se si considera la comprensione del XX secolo — verso una maggiore libertà dell’individuo e del suo diritto a una visione personale del mondo.
Uno dei dogmi fondamentali della civiltà moderna consiste nel fatto che un uomo colto deve guardare a se stesso in modo oggettivo, altrimenti perde il senso critico e, in generale, diventa asociale. Il problema, tuttavia, è che le possibilità di una simile “osservazione oggettiva” sono estremamente limitate, i suoi confini sono ristretti e il linguaggio descrittivo risulta talmente astratto da risultare del tutto evanescente. Per questo motivo, ai fini dell’autoconoscenza, è molto più utile leggere letteratura artistica che testi specialistici: psicologici o, Dio non voglia, filosofici.
Il danno immediato derivante dai tentativi di “oggettivazione” e dalla conseguente unificazione del pensiero — cioè l’abitudine a seguire gli stereotipi sociali consolidati — non si avverte tanto sul piano mentale, quanto soprattutto su quello causale. Nessuno metterà in discussione il fatto che la vita, in termini di sequenza di eventi, è unica e particolare per ogni persona: uno, ad esempio, si troverà a ricoprire un incarico da generale con tutte le piacevoli conseguenze che ne derivano, un altro da sottufficiale, e un terzo sarà addirittura un semplice coscritto. È chiaro che a flussi causali così diversi dovrebbero corrispondere, in teoria, flussi mentali altrettanto distinti, ma qui la sottocoscienza collettiva impone limiti sostanziali.
Nel suo corpo mentale (come afferma l’egregora sociale), l’uomo è libero… troppo libero, e come un motociclista su una strada dissestata può essere sbalzato di sella; per questo è meglio legarlo saldamente con le cinture — se cadrà, cadrà insieme alla moto, e allora sarà trasportato direttamente al reparto di psichiatria. Pertanto, il proprio pensiero, soprattutto quello che serve alle necessità quotidiane, l’uomo lo nasconde perlopiù anche a se stesso, figuriamoci agli altri, poiché esso assomiglia molto più a trucchi sciamanici che a catene di ragionamenti logicamente impeccabili.
“Il pensiero deve essere logico e oggettivo” — assioma non meno fondamentale di “La salute è il nostro bene più prezioso” — ma nella realtà quotidiana la prima affermazione viene smentita dai fatti non meno spesso della seconda. Le ragioni di questa spiacevole circostanza, tuttavia, non risiedono nella scarsa qualità della logica aristotelica o del pensiero “emisferico sinistro” in generale, bensì nell’inefficacia, e talvolta nella totale inadeguatezza, degli strumenti mentali attualmente disponibili nella cultura moderna per descrivere e plasmare il flusso degli eventi. Per questo motivo, per fare qualcosa, per ottenere un risultato, occorre ricorrere a modalità di pensiero che l’individuo medio-sociale utilizza in modo naturale e spensierato, senza rendersene conto.
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La difficoltà di prevedere il futuro risiede nella natura stessa delle cose: la materia e l’energia causale sono estremamente sottili e delicate, tanto che o risultano impercettibili e invisibili, o vengono così distorti dall’osservazione da perdere qualsiasi valore informativo. Gestire il flusso causale è innanzitutto una situazione estremamente delicata, anche se gli eventi che l’uomo si propone di ottenere possono apparire, nella loro rappresentazione mentale, chiari e definiti: superare un esame, acquistare cibo, sedurre una donna, prendere un treno. Tuttavia, l’opinione pubblica, sia consapevole che inconscia, è profondamente convinta che il flusso degli eventi sia interamente controllabile dalla volontà umana — purché questa sia sufficientemente disciplinata, determinata e non soggetta a passioni (e connessioni) casuali.
A questo proposito, il ruolo principale nel controllo degli eventi viene attribuito al flusso del Capricorno nella sua accezione più primitiva: prima si elabora un piano d’azione totale, poi gli eventi si sviluppano di conseguenza — e se non si sviluppano come previsto, o non si sviluppano affatto, significa che non si è ragionato abbastanza, non si è tenuto conto di qualcosa o semplicemente non si è avuto fortuna. Questo punto di vista presenta diversi difetti fondamentali, il principale dei quali è che ignora completamente l’azione del canale del Toro sul flusso causale. Eppure è proprio il Toro a trasmettere al corpo causale i contorni principali dei programmi causali, poiché la loro fonte originaria risiede nel corpo buddhico, non in quello mentale! I frutti delle nostre meditazioni mentali vengono trasformati dal Capricorno non in alberi causali, ma — ahimè — solo in terreno, materiale da cui questi ultimi cresceranno; il progetto, il disegno, per così dire, del futuro intreccio causale è racchiuso nel seme che il corpo causale porta con sé grazie al flusso del Toro.
In altre parole, gli eventi che ci accadono sono collegati in catene unitarie come anelli di programmi che favoriscono il raggiungimento dei nostri valori vitali (consapevoli o meno), e non come programmi volti al conseguimento di obiettivi formulati mentalmente. Questo è un concetto che va ben compreso, per quanto sgradevole possa suonare per l’autostima dell’uomo razionale.
La complessità, tuttavia, risiede nel fatto che il mentalismo della cultura moderna fatica a distinguere tra corpo buddhico e corpo mentale, e questi non sono nemmeno contigui! Eppure la saggezza non è affatto una variante dell’intelletto, e il valore non è la stessa cosa di un’elevata valutazione. Tuttavia, i corpi che si susseguono secondo l’ordine naturale — per così dire, a intervalli regolari (in questo caso, mentale e buddhico) — sono strettamente connessi tra loro, in particolare perché sono entrambi sintetici o analitici; per questo motivo, le trasmissioni da uno all’altro vengono spesso percepite dall’uomo come continue sul piano intermedio (in questo caso, causale). A volte, è vero, avvengono anche trasmissioni che rappresentano un vero e proprio miracolo di primo grado, ma molto più spesso l’uomo non percepisce la reazione del corpo intermedio e la sua specifica meditazione, e allora gli sembra, ad esempio, che i risultati delle sue riflessioni diventino direttamente posizioni o valori vitali, e questi ultimi vengano poi facilmente razionalizzati.
Tuttavia, più spesso accade il contrario, in modo molto più lento ma anche più affidabile: i frutti delle riflessioni diventano il terreno su cui si sviluppano gli eventi, e quando alcune linee giungono a compimento, maturano i frutti che costituiscono le fondamenta della visione esistenziale del mondo nel suo complesso; viceversa, i valori vitali danno vita a catene di eventi, e analizzando gli stalli e le interruzioni di queste ultime, l’uomo ottiene una rappresentazione, seppur indiretta ma autentica, delle proprie tendenze, valori e priorità perlopiù inconsce.
A proposito, un malinteso analogo si riscontra anche nell’analisi dei legami tra corpo astrale e corpo causale: all’uomo sembra che le sue emozioni creino direttamente in lui l’impulso all’azione, al gesto, e che gli eventi provochino una risposta emotiva immediata. In realtà, nella maggior parte dei casi, questo non accade: in entrambi i casi, nel mezzo si inserisce una meditazione mentale che influisce in modo significativo sul carattere di entrambe le trasmissioni. Tuttavia, mentre la differenza tra corpo astrale e corpo causale è riconoscibile da chiunque, quella tra corpo mentale e corpo buddhico non è altrettanto evidente; e se si considera il corpo buddhico come parte di quello mentale, allora il flusso del Toro diventa parte di quello del Capricorno, e si genera l’illusione di una completa sottomissione del flusso causale a quello del Capricorno.
non solo a livello individuale, ma anche di interi collettivi e popoli: “Datemi un monarca illuminato che formi un buon governo, che adotti misure sagge, e noi tutti, come un sol uomo, prospereremo immediatamente e con splendore, raggiungeremo la felicità e persino ci volgeremo alla vera fede”.
In realtà, tuttavia, tutto non procede così agevolmente: il piano mentale, senza dubbio, è importante, poiché crea un certo terreno su cui si verificano gli eventi, ma la loro forma è comunque determinata dal movimento dei valori esistenziali, cioè dal mutamento degli accenti dell’energia buddhica, che pochi riescono a scorgere o intuire. Tuttavia, le persone che avvertono chiaramente che il flusso degli eventi non è governato solo dal mentale (e, ovviamente, dalle leggi proprie dello sviluppo
corpo causale), sono inclini ad attribuire questa gestione aggiuntiva, o più precisamente, principale, non al corpo buddhico, ma a quello atmico, cioè a Dio, al destino, a una sorte incomprensibile e incontrollabile, ecc. Qui osserviamo nuovamente l’omissione del corpo intermedio (buddhico) tra quello atmico e causale, che porta a un fatalismo infondato. A prima vista, e anche per struttura e percezione soggettiva, il corpo atmico è più vicino a quello causale che a quello buddhico: sia l’atmico che il causale sono sintetici; e se in me esiste un unico (principale!) ideale, o Dio, allora è Lui che deve determinare il corso della mia vita — ovviamente, di tutta la vita, cioè di tutti i suoi eventi, altrimenti come conciliare la Sua onnipresenza, o rispettivamente, l’onnipotenza dell’ideale? In realtà, tuttavia, le trasmissioni dirette dal corpo atmico a quello causale sono rare, e, di norma, il movimento dell’ideale plasma i valori attuali, che poi si sintetizzano tutti insieme in un unico flusso di eventi. Pertanto, l’approccio mentale-volontaristico agli eventi è legato all’identificazione del corpo buddhico con una parte della mente e, di conseguenza, alla considerazione del canale del Toro come parte del Capricorno, mentre l’approccio fatalistico rende il corpo buddhico parte di quello atmico, con il risultato che i canali dell’Ariete e del Toro sembrano fondersi in uno solo (il suono ariete).
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Come si sperimenta soggettivamente l’azione del Capricorno? Innanzitutto, occorre distinguere i frutti consapevoli e inconsapevoli delle meditazioni mentali — questi ultimi sono molto più numerosi e spesso più importanti dei primi. Ad esempio, in uno sciatore che scende da una ripida pista montuosa, avviene una meditazione mentale intensissima che coordina i movimenti del suo corpo fisico con le informazioni ricevute attraverso gli occhi e i piedi, ma la sua coscienza riflette solo una minima parte di ciò che accade nel corpo mentale; processi ancora più sottili avvengono nella normale digestione, in cui il corpo mentale partecipa attivamente alla regolazione. E tutte queste meditazioni mentali portano, grazie al Capricorno, i loro frutti al corpo causale, divenendone il terreno. Un buon terreno causale ricco dona alla persona una sensazione di energia che fluisce, spesa nell’intensa esperienza del flusso degli eventi o nel loro controllo. In particolare, il livello generale di energia causale si avverte acutamente nelle situazioni sociali: le persone con un forte corpo causale attirano l’attenzione degli altri, come calamite, mentre una debole energia causale di base dà alla persona la sensazione di essere inutile, insignificante e fuori posto. Le immagini della Donna Bella, della Persona Significativa o Responsabile, dell’Uomo Significativo, del Protettore, del Critico Influente e molte altre si formano sulla base di una “base” causale sufficientemente potente, su cui non resta che far crescere la forma corrispondente. Il segreto di un comportamento corretto nel flusso causale sta, in gran parte, nel non programmare gli eventi desiderati in modo troppo preciso — perché o non si realizza, o richiede un tale sovraccarico del corpo causale che poi impiega molto tempo a riprendersi e a ristabilire l’equilibrio, e il successo o il compimento forzato si rivelano del tutto inutili. In generale, gli eventi in sé, cioè la loro forma esteriore, sono determinati dai valori esistenziali della persona, aiutandola a raggiungerli, mentre i frutti degli sforzi mentali servono a preparare il terreno per la maturazione degli eventi — ma anche questo, ovviamente, è già molto. Tuttavia, è importante capire che nella trasformazione capricorniana avviene una deformazione strutturale e una spersonalizzazione enorme, anche dei migliori frutti dei nostri pensieri, per quanto spiacevole o doloroso possa essere — ma questa circostanza, allo stesso tempo, libera la persona, a partire dal terzo livello di elaborazione del Capricorno, da molte sofferenze e inutili complicazioni.
Per comprendere meglio la paradossale imperfezione e incompletezza della cultura moderna, vale la pena riflettere su questo: perché alcuni corpi sottili sono descritti quasi esclusivamente nei loro aspetti della vita esteriore della persona, mentre altri, al contrario, solo in quella interiore? Le lingue esistenti per descrivere emozioni e pensieri hanno un carattere puramente introspettivo, mentre il flusso degli eventi, invece, viene descritto (a parte i poeti) quasi esclusivamente dal punto di vista del mondo esterno. Pertanto, l’azione del flusso del Capricorno viene percepita come una sorta di mistificazione, anche se non è affatto meno reale degli altri flussi zodiacali. Ma in realtà, come può la mia meditazione mentale, cioè un frammento della vita interiore, influenzare il mio flusso causale, cioè gli eventi esteriori della vita? Se il lettore si trova a un livello evolutivo così alto da vedere chiaramente i legami diretti tra il mondo interiore e quello esteriore della persona, questa domanda non lo turberà, ma probabilmente non avrà bisogno neppure di questo libro; se invece tali legami non gli sono ovvi, allora comprendere l’azione del Capricorno diventa non così semplice. Pertanto, l’autore deve ricordare che la concezione del corpo causale e del flusso degli eventi ha, innanzitutto, un carattere soggettivo, cioè un evento è ciò che (consapevolmente o no) la persona percepisce come tale. Pertanto, il livello di energia causale di base e la ricchezza del terreno causale indicano innanzitutto la prontezza e la capacità interiore della persona di percepire gli eventi e di controllarne il flusso — ed è proprio questa prontezza e capacità che plasma il flusso del Capricorno. E cosa crescerà su un terreno causale secco o, al contrario, ben concimato, dipende dai semi forniti dal Toro. Qui l’autore sente la necessità di fare una piccola digressione e fornire alcune illustrazioni al concetto di evento interiore.
Cosa sia un evento esteriore, tutti lo sanno. Ad esempio, mi sono svegliato, ho aperto le palpebre — già questo è un evento, a volte gradevole, altre volte, se l’umore è sotto zero e la giornata promette spiacevolezze, cattivo e persino molto negativo. Ma cos’è un evento interiore? Gli scrittori, questi ingegneri delle anime umane, ci viziato con descrizioni di questo tipo: “Avvertiva confusamente che dentro di lei stava accadendo qualcosa di molto importante e significativo, ma non riusciva a capirsi”. Ovviamente non ci riusciva, se lo scrittore stesso non ci riusciva — e se ci fosse riuscito, avrebbe senz’altro scritto, senza nasconderlo al lettore grato. Un evento interiore è ciò che accade nel mondo interiore della persona, e non bisogna pensare che il mondo interiore sia un lusso o un privilegio esclusivo di nature particolarmente creative o artisticamente dotate — esiste in ogni persona, ma non tutti ci riflettono — tanta è la forza dei cliché dell’inconscio collettivo, che crea nell’uomo una visione distorta sia della realtà esteriore che di quella interiore, con una percezione straordinaria e instabilità.
La posizione di partenza che ogni persona che desidera studiare il proprio organismo e comprendere se stesso deve assimilare è che non vive nel mondo esteriore, ma innanzitutto in quello interiore, che non somiglia affatto all’“oggettivo”. Ecco alcuni esempi. Puškin (Shakespeare, Dante) è un grande poeta? Non affrettatevi a rispondere; è meglio che riflettiate su quanti suoi versi conoscete a memoria e da quanto tempo li avete riletti l’ultima volta — allora vi formerete un’idea della grandezza o della posizione più modesta del classico nella vostra realtà interiore. Chi è un pensatore più grande: Arthur Schopenhauer o la vostra vicina che ha visto le visioni? Ancora una volta, non affrettatevi a rispondere, ma ricordate a chi ricorrete più spesso per consigli e aforismi. Ma lasciamo perdere i grandi. Guardiamo più da vicino: cosa rimane nella nostra memoria dopo aver visto un film e, soprattutto, come partecipa alla nostra vita successiva? Il lavoro che il regista e la sua squadra possono aver impiegato un anno di vita non può essere recepito in due ore, e men che meno si riduce a quei, diciamo pure, miseri ricordi del film che rimangono in una persona dopo un anno dalla visione, tanto che il film “in sé” o “per sé” o “oggettivamente” non è affatto così. Un altro esempio ancora più semplice e istruttivo — la casa. Come appare la mia stanza nel mio mondo interiore? In modo molto peculiare, ma in una cosa si può essere sicuri: è completamente diversa dalla sua fotografia a colori. E non si tratta nemmeno del fatto che io non sia un pittore e non ricordi tutte le forme geometriche, le sfumature di colore, le ombre, i semitoni e i riflessi che, in sostanza, compongono la foto.
L’essenziale è che gli oggetti presenti nella stanza vengono da me percepiti in modo del tutto diverso a seconda del loro ruolo nella mia vita interiore: uno mi aiuta a vivere, un altro mi ostacola chiaramente, un terzo mi pone un problema da cui non posso fuggire, un quarto mi ama ma mi ha stancato parecchio, un quinto lo amo io ma non corrisponde all’abitazione come parte del mio mondo interiore. Non è giallo-marrone o ocra, né liscio e peloso, anche se le sensazioni tattili e olfattive sono spesso più intime e personali del colore. Nel mio mondo interiore non ci sono né la trama delle tappezzerie, né la forma dei dischi, né l’aspetto del giradischi — solo due bottoni, il braccetto e tre tasti più la capacità di riprodurre suoni da un repertorio standard che si arricchisce nel negozio di musica. Non so come si chiami esattamente quel negozio e non mi importa, ma ricordo come arrivarci, o meglio, tre svolte principali e un albero lussureggiante di fronte all’ingresso (non so di che specie sia). Ancora più bizzarri e stravaganti appaiono nel mondo interiore le persone care e i familiari. I lineamenti dei volti e delle figure sono in alcuni punti del tutto sfocati, in altri invece molto definiti e altrettanto inerti — maschere rigide e immobili con minime variazioni consentite nelle espressioni. Se poi si passa ai corpi sottili, le loro immagini nel mondo interiore sono spesso estremamente primitive e si riducono a cliché diffusi: “asfittico”, “nevrastenico”, “furbo”, “astuto” e così via; il corpo buddhico è rappresentato da caratteristiche come “onesto”, “affidabile”, “vile” e simili. Naturalmente, queste immagini sono difficili da esprimere a parole e in realtà sono un po’ più ampie di quanto descritto sopra, ma restano comunque, di norma, molto povere e schematiche.
Tuttavia, non è tutto. Innanzitutto, nel mondo interiore c’è una colorazione soggettiva, a volte molto bizzarra, di tutti questi fenomeni “oggettivamente” esistenti come l’abitazione o i familiari. In secondo luogo, vi sono oggetti autonomi che non hanno prototipi nel mondo esterno. E, terzo — aspetto altrettanto importante — nel mondo interiore esiste un vasto sistema di connessioni (logiche e associative) tra i suoi elementi, e in larga misura sono proprio queste connessioni a determinare il livello causale dell’energetica umana.
Ora diventa più chiaro cosa sia un evento interiore: si tratta di un cambiamento nel mondo interiore, ad esempio la comparsa di nuovi oggetti o la scomparsa di quelli vecchi, lo spostamento dell’accentazione (dell’“illuminazione” interna) di alcune sue aree, la riorganizzazione del sistema di connessioni e così via.
Il percorso dall’“evento oggettivo”, cioè da un qualche cambiamento nel mondo esterno e nelle sue circostanze, all’evento interiore, cioè a un cambiamento nel mondo interiore, è molto lungo e comprende una moltitudine di filtri che, attraverso varie immagini, distorcono e oscurano il flusso informativo-energetico che giunge all’essere umano dall’esterno. Una catastrofe vista per caso rimane all’interno sotto forma di un leggero squilibrio emotivo e si stabilizza rapidamente; gli eventi terrificanti dei romanzi polizieschi vengono percepiti come un leggero e avvincente passatempo e così via. Tuttavia, quanto più alto è il livello evolutivo dell’essere umano e quanto più ampia è la sua coscienza, tanto più sottile è la sua reazione al mondo esterno, rispondendo a quegli eventi che passano inosservati a chi si trova su gradini evolutivi leggermente inferiori. Nel corso dello sviluppo evolutivo si trasforma anche il concetto stesso di evento.
sia esterna che interna, ma questo è un altro argomento. Quanto una vicenda esterna diventi interna, si può giudicare da un semplice indizio: in quale misura e con quali dettagli essa viene ricordata. Ma perché accade che alcuni fatti e avvenimenti una persona li ricordi all’istante e per sempre, mentre altri, per quanto ripetuti, svaniscono immediatamente dalla memoria senza lasciare alcuna traccia nel mondo interiore? Dipende in gran parte dalle peculiarità del terreno causale nel punto in cui cerca di attecchire il seme taurino o attecchisce la pianticella mentale portata dal vento dal piano causale: un arbusto, una pianticella o persino un alberello già radicato. Se il terreno è fertile e adatto alla pianta, questa attecchisce e cresce; se no, presto si secca e viene spedita attraverso il canale Gemelli nel corpo mentale. Ne consegue che: preparate in anticipo il terreno, se volete ottenere una buona crescita e fruttificazione nei vostri campi causali.
Come si fa? Ecco alcuni esempi tipici.
Processo giudiziario. Per stabilire la verità sociale e emettere una sentenza giusta — un evento nella vita non solo dell’imputato, ma anche del giudice, dell’avvocato, del pubblico ministero e dei giurati — occorre preparare un terreno che viene creato dal Capricorno dell’egregora giudiziario sulla base dei frutti delle meditazioni mentali dei testimoni, del ricorrente e dell’accusa; il ruolo del giudice, secondo l’idea, consiste nel controllare la purezza del canale del Capricorno e coltivare con cura l’albero di una decisione ponderata e imparziale che cresce sul piano causale.
Studio delle lingue straniere. Memorizzare e assimilare ogni nuova parola, espressione, costruzione sintattica e persino i suoni di una lingua straniera rappresenta un evento nella vita interiore, e questo deve essere preparato, cioè può avvenire solo a condizione di uno sforzo adeguato che si poggia su un terreno fertile per esso. Chiunque abbia provato a studiare una lingua sa bene quali siano questi sforzi, ma pochi comprendono quanto sia importante qui il terreno causale: proprio dalla sua qualità dipende l’efficacia dell’apprendimento, cioè il risultato per unità di sforzo. Soggettivamente, un buon terreno si avverte come un vivo interesse per la lingua, l’amore per le sue parole e le sue immagini, l’entusiasmo che aiuta a costruire frasi e spinge la persona a consultare dizionari anche solo nel tempo libero. In parte, questo entusiasmo è dato dal flusso del Toro, se per la persona lo studio della lingua rappresenta un valore particolarmente importante, ma questa è, per così dire, un’entusiasmo generale, mentre i sentimenti concreti, delicati o appassionati nei confronti del materiale di studio sono determinati proprio da un buon substrato causale creato dal flusso del Capricorno dai frutti della lingua.
L’autore non intende vane illusioni del tipo: “Come sarà bello quando finalmente la imparerò”, ma analisi concrete, riflessioni, la creazione di catene associative sul materiale delle parole, espressioni e costruzioni sintattiche già apprese, ecc. Se queste vengono condotte correttamente, la persona proverà spontaneamente un forte desiderio di leggere un nuovo testo, imparare da esso le parole, padroneggiare una nuova costruzione, ecc. — questo significa che il terreno per la meditazione causale relativa all’assimilazione del prossimo frammento di lingua è pronto.
Gestione amministrativa. Ogni decisione presa da un direttore di istituto, un direttore di fabbrica, un ministro o un presidente richiede una certa meditazione causale; come dicono i funzionari, la pratica deve “riposare”, cioè non si può darle corso immediatamente firmandola al volo: la questione non riguarda solo la natura parassitaria dell’apparato burocratico, ma anche, in una certa misura, l’ordine stesso del mondo. L’evento (in questo caso un decreto, un’ordinanza, una disposizione, ecc.) deve maturare con il tempo e in un terreno adatto alla sua crescita — e questo terreno viene fornito in abbondanza (o in modo scarso) dal canale del Capricorno sulla base dei pensieri, dei riassunti e dei brevi rapporti di referenti, consiglieri, assistenti e consulenti. Un buon capo sorveglia attentamente il corpo causale dell’egregora della propria organizzazione e aggiorna tempestivamente la propria squadra di assistenti-consulenti, ma le decisioni importanti le prende personalmente, coltivando con cura sul terreno causale da loro preparato con sforzi mentali il seme che gli viene affidato dal superiore al successivo incarico.
In tutti gli esempi descritti si nota una circostanza comune: la preparazione mentale non determina mai il tipo di eventi futuri, anche se ne influenza fortemente il carattere. Ad esempio, un referente non sa quale decisione prenderà il superiore, anche se ne avverte chiaramente l’influenza; per questo motivo, la programmazione mentale diretta degli eventi spesso fallisce, mentre la preparazione metodica di uno stile o carattere generale del loro svolgimento, di solito, porta al successo — almeno, a condizione che il canale del Capricorno venga elaborato correttamente, rendendo l’argomento oggetto di discussione immediata.
A un primo livello di elaborazione del Capricorno, la persona ha rappresentazioni vaghe del funzionamento di questo canale e rapporti piuttosto tesi con esso. Tali persone si dividono in due categorie: estremi volontaristi ed estremi fatalisti. I primi (volontaristi) credono di essere i padroni assoluti del proprio destino (in base al senso della sequenza degli eventi concreti che li riguardano), che determinano costruendo con cura piani futuri nella propria mente; se questi piani falliscono, trovano sempre una persona specifica (un nemico, un malvagio, un antagonista) che con la sua volontà malvagia ha ostacolato il corretto e preventivamente programmato corso degli eventi, e la volta successiva bisognerà eliminare o tenere conto di questo malvagio nei calcoli, così che tutto andrà bene. I secondi (fatalisti), al contrario, non credono affatto nella possibilità di influenzare con il pensiero il flusso degli eventi e ritengono che tutto sia determinato sul posto e dipenda dalle azioni concrete della persona e dalle circostanze, nonché dalla volontà del destino (Dio, un destino astratto e incomprensibile). Pertanto, qualsiasi riflessione sul futuro, la costruzione di piani, ecc. non sono altro che autoinganno e perdita di tempo.
Entrambe le categorie sono accomunate dall’assenza di una qualsiasi percezione dei flussi del Capricorno, il che, tra l’altro, non significa che questo canale non agisca in loro — semplicemente si trova interamente nell’inconscio. Di conseguenza, la persona non capisce perché alcune sue faccende vadano bene mentre altre falliscono regolarmente, e soprattutto non è in grado di influenzare in alcun modo la stabilità e la fertilità dei propri programmi causali. Il principale problema a questo livello è la completa incomprensione di quali debbano essere i frutti delle meditazioni mentali inviate nel corpo causale e quale funzione svolgano. Se una persona non riesce a portare a termine un’impresa a lui molto necessaria (ad esempio, guadagnare una certa somma di denaro), cerca in qualche modo di prendere coscienza dei propri errori e di costruire mentalmente un piano di comportamento corretto. Dove fermarsi nella costruzione di questo piano? Una persona al primo livello o rinuncia immediatamente a qualsiasi seria riflessione e si abbandona a pure fantasie, che forniscono al corpo causale un terreno sterile, cioè del tutto privo di energia e spesso malsano, oppure cerca di elaborare un piano dettagliato di comportamento con tutte le possibili sfumature e varianti — e anche in questo caso finisce rapidamente nel regno delle fantasie mentali. In entrambi i casi, gli eventi futuri vengono programmati in modo puramente esteriore, e i frutti che finiscono nel Capricorno risultano piccoli e secchi, così che il terreno causale si impoverisce e si secca. L’impressione puramente esteriore che si ha di questa persona è che non sappia passare dalle parole ai fatti al momento giusto: o agisce precipitosamente, sbagliando bersaglio, o chiacchiera senza sosta senza accorgersi che è giunto il momento di fermarsi e agire.
Un esempio sono i fratelli di Ivan lo sciocco, che trattano con leggerezza le informazioni che ricevono e non trasformano, tramite il Capricorno, il proprio stato interiore in una tensione vigile prima del primo incontro con il nemico; al contrario, si addormentano prima ancora che appaia. Certo, un mago malvagio deve saper distrarre e gettare un incantesimo soporifero, ma alla base della resistenza dell’eroe delle fiabe c’è un forte corpo causale, con un terreno fertile che gli permette di mantenere la lucidità e l’attenzione anche prima dell’alba — e proprio questo terreno manca ai fratelli pigri e sfortunati.
Tuttavia, un evento non è solo uno scontro con un drago o la difesa di una tesi; ad esempio, è evento qualsiasi movimento difficile per l’uomo, al quale è costretto a prepararsi in anticipo: fare trazioni alla sbarra, saltare una pozzanghera per strada, in alcuni casi persino alzarsi dal tavolo dopo pranzo. In tutti questi casi, nella mente dell’uomo si svolge una rapida meditazione mentale che fornisce energia al corpo causale, il quale la impiega per coordinare il lavoro dei muscoli, dei legamenti e degli altri organi interni coinvolti in quel movimento. Se il Capricorno è mal padroneggiato, la persona si sente estremamente insicura già durante la meditazione mentale: invece di visualizzare chiaramente ciò che sta per fare, e poi, dopo essersi concentrato (ecco, è l’attivazione del Capricorno!), compierlo, inizia a figurarsi quali sventure potrebbero accadere lungo il percorso, come cadrà dalla sbarra, rovescerà la sedia… e sebbene nella realtà nulla di tutto ciò accada, il movimento risulterà comunque goffo e maldestro: al corpo causale manca il fondamento per un coordinamento preciso del lavoro muscolare, poiché il Capricorno trasmette frutti avvelenati o insufficienti della meditazione mentale, e non è in grado di purificarli o rafforzarli attraverso la trasformazione capricorniana.
Al secondo livello di elaborazione del Capricorno, la persona comprende che i suoi eventi in qualche modo dipendono dai suoi sforzi mentali — ma solo in modo indiretto, non diretto, e le è difficile stabilire la natura di questa dipendenza. In generale, si tratta di persone capaci di imparare qualcosa e, una volta appreso, di insegnarlo agli altri, e comprendono che non si pesca un pesce nel lago senza fatica, intendendo qui la fatica soprattutto come mentale: memorizzazione, confronto, verifica, coordinamento e così via, come appare nei testi matematici che, tenendo conto delle uguaglianze (7) e (9), giungono, sulla base di (11), alla seguente relazione… La verifica mentale consiste nel controllare ciò che è stato detto, cioè un lettore diligente prende un foglio di carta e sostituisce effettivamente l’espressione indicata nella formula necessaria per accertarsi che l’autore abbia scritto tutto correttamente. Perché farlo non è affatto chiaro, ma il risultato è il “Metodo”, mentre se ci si limita a rileggere definizioni e formulazioni di teoremi, ne esce una sorta di impotenza scientifica: tutto sembra sapere, ma non si riesce a fare nulla di nuovo.
Questo vale non solo per rappresentanti delle scienze umanistiche e esatte, ma anche di tutte le altre professioni. Se alla moglie non piace come il marito mangia, può tenere un discorso argomentato sui benefici delle buone maniere e sulla necessità sociale di abituarsi a masticare a bocca chiusa, oppure può dire semplicemente: “Ma tu che masticatore sei, ingoi bocconi come un coccodrillo, pezzi di carne, pezzi di carne, pezzi di carne”. Un’immagine mentale efficace funzionerà meglio di una catena logica, anche se in entrambi i casi lo schema generale è lo stesso: i frutti dello sforzo mentale, entrando nel canale del Capricorno, preparano il terreno per l’evento desiderato… ma quale sarà esattamente, la moglie comunque non lo saprà: forse il marito reagirà male (“sembra che tu abbia il sedere cadente”), forse chiuderà obbediente la bocca o, per lo shock, la spalancerà ancora di più, o forse partirà di corsa verso il terrario dello zoo per vedere come mangiano i grandi rettili. In ogni caso, questa persona conosce il valore delle meditazioni mentali e, inoltre, comprende che i loro frutti sostanziali possono rivelarsi molto minori degli sforzi spesi — ma tanto più sono preziosi e tanto maggiore è l’effetto (causale) che producono, quanto più energie l’uomo vi ha investito.
L’elaborazione dei risultati di un esperimento può richiedere anni, e le conclusioni possono ridursi a poche righe — ma il peso di queste righe non è determinato dal numero di parole che le compongono, bensì dagli anni di lavoro mentale spesi. Al secondo livello di elaborazione del Capricorno, la persona spesso cade in euforia per la sensazione delle proprie potenzialità — il suo motto interiore, e a volte anche esteriore, diventa: “Posso tutto, ma non subito”. Purtroppo, non è così, e a volte su un terreno causale preparato a lungo e con cura crescono piante del tutto estranee o addirittura erbacce con cardi — questo è particolarmente spiacevole nelle professioni in cui il terreno causale va coltivato a lungo e con attenzione, mentre le piante che vi crescono si sviluppano e si formano quasi istantaneamente; questa è la specificità del lavoro degli sprinter, dei saltatori con l’asta, degli acrobati, dei giocolieri, dei paracadutisti, dei chirurghi, dei poeti e degli astrologi pratici — il lettore potrà utilmente continuare da sé l’elenco.
A questo livello, la persona vede che i suoi sforzi mentali non sono tutto, ma di solito non sa come gestire il resto; inoltre, non le è chiaro se sia possibile aumentare l’efficacia delle sue meditazioni mentali e, in tal caso, come farlo.
Al terzo livello di elaborazione del Capricorno, la persona si orienta nella situazione e comprende perlopiù correttamente le possibilità e le funzioni del canale. Avverte quando la meditazione mentale è sufficiente per garantire gli eventi pianificati — nella misura in cui è in grado di garantirli — e non cerca di saltare oltre le proprie possibilità, di prevedere i dettagli della trama, di elaborare in anticipo le proprie reazioni e così via. Una delle principali abilità che la persona acquisisce a questo livello di elaborazione del Capricorno è l’attesa paziente e la preparazione graduale del terreno per gli eventi più difficili e capricciosi, la cui realizzazione viene spesso percepita dagli altri come una fortuna inaspettata che gli è piombata addosso — e solo lui sa quanta fatica vi sia dietro. A questo livello, la persona inizia a comprendere la sinteticità del Capricorno e capisce che il flusso degli eventi è unico e viene preparato da tutte le sue meditazioni mentali, consapevoli e no; in altre parole, non si può preparare il terreno per la realizzazione di una determinata catena di eventi senza influenzare al contempo anche gli altri anelli. Pertanto, l’intero flusso degli eventi inizia a essere percepito e compreso dalla persona come un’unità — questa è la rivelazione del legame del corpo causale, che getta luce su molti suoi angoli bui. La persona vede come si ristabilisce il nesso tra i tempi e nessuna circostanza le appare più priva di senso o isolata — anche se un evento di per sé significa poco, esso simboleggia comunque qualcosa, cioè può essere considerato un importante anello di congiunzione tra diverse sfere della vita.
Se anche il Toro è elaborato fino al terzo livello, la persona può a volte provare un’emozione commovente della sintesi degli influssi taurini e capricorniani in eventi concreti, quando il percorso per raggiungere i suoi valori vitali è scandito dai gradini tracciati dai suoi ragionamenti. Se il Toro è debole, non ci sono le forze per camminare; se il Capricorno è debole, non ci sono i gradini, e la persona incespica e cade continuamente. Se invece i canali del Toro e del Capricorno sono elaborati fino al terzo livello, in molti casi la persona riesce a coordinare le loro trasmissioni, cioè ad adattare il passo al carattere della salita, e inoltre a mantenere in forma decente sia le proprie gambe (l’entusiasmo taurino) sia i gradini (che in particolare non sono naturalmente soggetti a salita), così che la salita proceda anche nei tratti più ripidi; un buon aiuto in questo senso è dato dall’elaborazione dei Gemelli, che forniscono un feedback dagli eventi alla consapevolezza e una giusta autocritica.
Al terzo livello di elaborazione del Capricorno, la persona impara a distinguere chiaramente il materiale per sé (i frutti delle meditazioni mentali) dal materiale per il Cancro (i rifiuti delle meditazioni mentali), e in particolare a inviare al Cancro i frutti dei ragionamenti troppo maturi e marci — come fanno gli scrittori diligenti quando correggono le bozze, cancellando con rammarico.
Parlando di scrittura, si può dare una classificazione dei generi letterari secondo alcuni zodiaci cabalistici: se il Toro governa la prosa filosofica e le emozioni ideologizzate alla Tolstoj, i Gemelli il giornalismo, il Cancro i racconti e la poesia, e Sagittario gli inni e la letteratura nazional-popolaresca (le Parabole sono governate dall’Acquario). L’abilità di comporre una scena e i dialoghi dei personaggi in modo che ogni loro battuta suoni come un evento — almeno per lo spettatore attento — è legata innanzitutto a un’adeguata elaborazione del Capricorno: prima da parte dell’autore della pièce, poi del regista, e infine degli attori e degli spettatori, ma deve esserci, deve esserci il suo sviluppo, e persino una semplice battuta di un personaggio secondario.
Una persona con il terzo livello di elaborazione del Capricorno sa organizzare, all’occorrenza, qualcosa di simile a un teatro dell’attore unico, e se ne ha davvero bisogno può preparare, basandosi sulla realtà circostante, anche uno spettacolo degno di nota con un finale e un epilogo precisi, tanto che i partecipanti potrebbero non accorgersi affatto di chi fosse il regista principale.
Al quarto livello di elaborazione del Capricorno avviene una presa di coscienza più profonda, una dettagliata acquisizione e un apprendimento della gestione di quei fenomeni ed effetti che la persona aveva visto in modo passivo e spesso nebuloso al terzo livello. Prima di tutto si verifica una riorganizzazione qualitativa della mappa mentale del mondo e dei modi di pensare, poiché il Capricorno ora richiede una produzione più raffinata rispetto, ad esempio, a semplici conclusioni logiche basate su ragionamenti tratti dalla quotidianità. La persona inizia a cercare linguaggi mentali e sistemi simbolici più adatti alla sua nuova visione sintetica del flusso causale, e il suo pensiero cambia: diventa più astratto, sintetico e, a prima vista, arbitrario (alogico) — ma acquisisce una certa coerenza interna che compensa le lacune in molti punti. Quando la persona percepisce i collegamenti tra tutte o gran parte delle linee narrative del flusso causale, avverte chiaramente che molte di esse non sono altro che diverse manifestazioni di un’unica trama nascosta nella psiche personale o collettiva, e cerca di svelare questa trama per modificarla, superarla o distruggerla in un modo o nell’altro. In questo momento avverte il bisogno di un linguaggio simbolico che gli permetta di descrivere tale trama e le modalità della sua manifestazione in varie situazioni e ambiti della vita. Una volta trovato o creato questo linguaggio, la persona si accorge che pensare per mezzo di esso risulta più efficace in termini di qualità e quantità del terreno causale che emerge dopo l’elaborazione dei frutti delle meditazioni mentali del Capricorno: ora anche il flusso degli eventi si modifica in modo che i loro collegamenti reciproci, cioè la struttura del flusso, diventano molto più comprensibili di prima. Il livello di visione e comprensione di ciò che accade, così come la capacità di gestire il flusso degli eventi, aumentano drasticamente — ma questo non rende la vita della persona meno interessante, poiché il grado di creatività nel flusso causale cresce. Tuttavia, è difficile per questa persona spiegare il proprio comportamento agli altri, perché la sua visione, i modi di interpretare e regolare la propria esistenza appariranno loro più che strani, poiché questa persona percepisce molte cose a cui gli altri non hanno ancora accesso — in primo luogo si tratta dei collegamenti tra eventi in diversi ambiti della vita, e il suo comportamento può sembrare alquanto eccentrico, irrazionale. Naturalmente, questa persona padroneggia con cura alcune tecniche e peculiarità del proprio linguaggio di pensiero. Tuttavia, è efficace al punto da poter diventare un grande leader (ad esempio, un ministro), e sarà molto difficile per gli altri comprendere il suo modo pratico di pensare, anche se questo metodo porta a risultati brillanti e evidenti.
Un Capricorno forte conferisce alla persona abilità che non sono immediatamente evidenti, ma che sono molto apprezzate dalla società “a conti fatti”: a una serata in famiglia potrebbe non brillare, ma sarà perfettamente in grado di aggiudicarsi un record mondiale, ad esempio percorrendo a braccia tese la strada da Mosca a Odessa senza mai reagire alle osservazioni degli altri. Da dove tragga questa persona la pazienza per preparare i suoi piani è un mistero per chi la circonda; del resto, la persona stessa può pensare che non ne abbia abbastanza. Di norma, possiede un forte “corpo causale”, o meglio, il suo terreno, ma quali eventi si verifichino su di esso dipende non solo dalla meticolosità della preparazione, cosa che questa persona può non capire per molto tempo, soprattutto se ha un Toro debole. La tentazione della sua vita è il manipolismo e gli sforzi spesi in modo ingiusto, ma in una variante specifica del Capricorno, assai complessa. Questa persona ha grandi capacità nel tessere intrighi e creare situazioni intricate che, secondo lei, dovrebbero spingere gli attori della sua commedia (tragedia, vita lavorativa o quotidiana) a compiere azioni ben precise — ma le loro azioni non sempre rientrano nei piani previsti, e può essere difficile per la persona capire da chi dipenda: dalla preparazione precedente o dall’omissione di alcuni fattori possibili. Per quanto riguarda gli sforzi spesi, di norma non li risparmia e non dà molto valore al lavoro del suo Capricorno, motivo per cui il canale può offendersi molto. Il fatto è che l’energia del corpo causale è ciò per cui si viene pagati, a volte cifre considerevoli, ma un buon “alberello causale” a volte cresce molto rapidamente — grazie al fatto che il suo terreno è stato preparato con cura per molti anni, e la persona deve saper valutare correttamente non solo il suo valore finanziario, ma anche l’importanza personale. Un Capricorno forte matura a lungo, ma può dare frutti meravigliosi se la persona avrà la pazienza di essere sufficientemente critica verso se stessa e non cercherà di coltivare piante delicate finché il terreno causale non sarà in grado di sostenerle. A seconda del livello di elaborazione del Capricorno, questa persona può essere qualsiasi cosa, dalla piccola canaglia al grande esperto nel suo campo, ma in ogni caso avrà il desiderio di fare qualcosa solo dopo una preparazione accurata, e non dovrebbe opporsi a questa esigenza, anche se agli occhi degli altri appare noioso e pignolo; molto più importante per lui è il collegamento dei propri sforzi mentali con valori reali, non fittizi, perché in loro assenza possono crollare all’istante i piani coltivati letteralmente per decenni, e sarà difficile per la persona riprendersi da un tale shock, anche in presenza di numerosi sestili del Capricorno verso lo Scorpione.
Un Capricorno debole crea alla persona problemi legati alla scarsa efficacia delle sue occupazioni, che sembrano, così come qualsiasi preparazione e costruzione di piani. Anche con un Toro forte, il suo corpo causale di solito non è in grado di compiere grandi sforzi, cioè la persona può a volte sviluppare un’attività febbrile, ma non riesce a portare a termine programmi seri senza una lunga preparazione preventiva: inevitabilmente falliscono, poiché perde ogni interesse nei loro confronti, o la fortuna si allontana completamente, o sorgono ostacoli insormontabili e così via. Ciò non significa che un Capricorno debole viva male o si senta un fallito; può essere perfettamente soddisfatto di sé e della sua vita, preferendo senza dubbio essere una nonnina frivola e volubile piuttosto che una formica laboriosa, noiosa e avara.
A un Capricorno debole riesce difficile l’apprendimento nel vero senso della parola, cioè l’assimilazione reale di conoscenze e abilità che formano un terreno causale sufficiente per un lavoro efficace successivo. Questo si avverte soprattutto con Gemelli forti, quando la riflessione mentale della realtà procede facilmente e senza sforzo — ma, per qualche motivo, non ne viene fuori nulla di buono, in perfetta coerenza con il noto dialogo di D. Charms:
Matematica: No, sono intelligente e so moltissimo!
Andrej Semënovič: Molto, ma tutto è sciocchezza!
Qui l’elaborazione è complessa, poiché Gemelli forti creano molte tentazioni e illusioni, il corpo mentale lavora intensamente, e i frutti delle sue meditazioni arrivano nel corpo causale come attraverso un capillare sottile, che può esaurirsi e ammalarsi: la persona perde fiducia in sé e nelle proprie possibilità, e a volte anche l’interesse per la vita. L’unica via d’uscita è non ignorare il Capricorno, ma elaborarlo con cura studiandone le caratteristiche individuali. Ad esempio, se la persona ha problemi legati a una cattiva memoria, in primo luogo può migliorarla in molti modi, e in secondo luogo forse non è affatto necessario ricordare tutto ciò che vorrebbe — molti ricordi non si imprimono semplicemente perché vengono bloccati dal corpo buddhico, quindi qui occorre capire cosa può fare a meno di essi.
Un Capricorno armonico dona alla persona un raro talento di preparazione mentale naturale agli eventi futuri: egli ci pensa non più del necessario, ma neanche meno; questo si nota persino dal suo modo di parlare in situazioni in cui le parole sono azioni, cioè esercitano un’influenza diretta sul flusso causale: sa fare in tempo un’eccezione, e a volte, al contrario, rispondere con un no, quando è necessario essere preparati in una certa misura. Se questa persona vuole qualcosa da voi, in qualche modo vi metterete spontaneamente in una posizione dalla quale l’unica via d’uscita sarà fare ciò che gli serve; eppure potreste non accorgervi di eseguire la sua volontà o desiderio, almeno non è affatto detto che lo esprima a voce alta. Questa abilità offre una forte tentazione di manipolare gli altri, e per di più con una manipolazione di tipo sottile: non è la pressione diretta tipica del Toro, con un appello immediato a valori, senso del dovere e simili, ma un gioco molto peculiare, spesso indiretto, in cui la vittima viene portata al limite della sua stessa scelta, per quanto non senza beneficio per il Capricorno armonico. La sua maestria a livello sociale medio si manifesta nei libri popolari di D. Carnegie con consigli di questo tipo: sorridete; spiegate al partner (sia in ambito lavorativo che coniugale) in cosa la vostra proposta gli sia vantaggiosa; parlategli della sua vita e delle sue difficoltà; chiamatelo spesso per nome e fategli sentire la sua importanza. Questi e molti altri consigli hanno, in sostanza, un unico obiettivo: creare nell’altro un’immagine mentale favorevole di sé stesso, che è il primo passo per gettare nel suo corpo causale un terreno propizio alla stipula dell’accordo o del contratto che vi serve. Se il Capricorno armonico degenera, diventa un manipolatore meschino con modi molto sgradevoli, e i suoi obiettivi sono più che chiari a chi lo circonda, che cerca di liberarsene come di un acaro velenoso, ma ci riesce solo a prezzo di grandi sforzi, soprattutto se vi lega a lui dei rapporti familiari. Allora, trovandosi in una posizione di dipendenza o dichiarandosi tale, il Capricorno armonico, soprattutto se invecchia, può trascorrere ore (o anni) a tediarvi con discorsi su quanto vi abbia sempre amato e sopportato, nonostante il vostro carattere difficile, il cattivo umore e la generale ingratitudine, dote questa, tra l’altro, del vostro intero genere; lui, dal canto suo, non chiede nulla in cambio se non forse un piatto di zuppa nella vecchiaia… e sebbene tutto ciò possa sembrare innocuo, simili discorsi possono avvelenare il vostro corpo causale al punto che tutti i vostri affari andranno in rovina e vorrete solo una cosa: porre fine ai vostri giorni sotto uno spesso strato di terra.
L’elaborazione offre eccellenti capacità di preparazione di qualsiasi evento importante, tanto che esso si svolge in modo straordinariamente fluido; difficilmente il Capricorno armonico diventerà il principale progettista di razzi spaziali (per lui è un progetto troppo rischioso), ma la carica di direttore scolastico potrebbe piacergli molto. Il Capricorno affetto può iniziare la sua vita con l’assioma di K. Prutkov: “Colpito dalla sorte, non cedere comunque alla disperazione”, perché i piani di questa persona si realizzeranno il più delle volte in modo del tutto diverso da come aveva inizialmente previsto, o addirittura falliranno del tutto, e la ragione di uno stato così strano e, diciamolo francamente, spiacevole, gli resterà a lungo incomprensibile, perché affonda molto in profondità. Il problema, in questo caso, è che si verificano distorsioni significative nella trasmissione dei frutti del pensiero, per quanto di alta qualità fossero. In questo modo avviene, per così dire senza colpa della persona stessa, un avvelenamento del terreno causale, e dai semi più pregiati del Toro nascono piante stentate o deformi: sul flusso di eventi della persona sembra incombere una maledizione, le cui origini si riveleranno negli aspetti tesi del Capricorno. Un esame più attento mostra, tuttavia, che la questione non risiede in una qualche “colpa” irrazionale proveniente da vite passate, o addirittura dal peccato originale di Adamo, ma in circostanze molto più prosaiche, il cui principale è che al Capricorno affetto non è assolutamente possibile programmare con precisione la propria (e altrui) felicità, e la sfortuna aiuta — ma chi mai programmerebbe consapevolmente la propria sfortuna? Tuttavia, se questa persona, spinta dalle sue disgrazie al limite, inizierà a invocare su di sé la sventura, il suo demone caotico, ben radicato nel Capricorno, sarà ben lieto di aiutarlo, tanto che in questo caso non si riesce a scacciare il chiodo con un altro chiodo. L’elaborazione del Capricorno affetto procede lungo tre direttrici principali: lavoro sul corpo causale, lavoro sul corpo mentale e, dopo aver studiato le peculiarità del canale, la purificazione e l’espansione dello stesso. Il lavoro sul corpo causale consiste, in particolare, nello studio attento del proprio terreno, cioè del contenuto profondo degli eventi che lo riguardano — come se fossero le molecole originarie da cui sono composti — e nel tentativo di comprendere che tipo di forme-pensiero distorte li caratterizzano e, soprattutto, che tipo di catena. Il lavoro sul corpo mentale richiederà di stabilire quali conclusioni tratte da ragionamenti e conversazioni portano alle conseguenze causali più velenose e quali, invece, si trasformano in terreni causali pesanti, ma comunque lavorabili e almeno potenzialmente fecondi. Infine, il lavoro sul canale del Capricorno stesso consiste nel migliorare la qualità delle sue trasformazioni — ma questo tema si svela a ogni persona individualmente e merita un’analisi separata, alcuni aspetti della quale l’autore intende affrontare nei prossimi libri di questo trattato. In ogni caso, il Capricorno affetto non mette una croce sulle realizzazioni della persona — piuttosto la pone di fronte a una scelta: o assumersi la responsabilità dei propri affari e imparare a portare la propria croce insieme a un grande pezzo di karma del mondo circostante in modo più o meno lieto e disinvolto, o scaricare la colpa dei propri fallimenti sul mondo esterno, e allora inacidirsi gradualmente e diventare una marionetta obbediente di un egregore distruttivo e crudele, godendo nel distruggere tutti i terreni del piano causale a cui riuscirà a raggiungere: tali demoni puškiniani, mefistofelici o molti attivisti rivoluzionari di stampo nichilista.
Capitolo 11. Acquario
Il canale analitico dal corpo causale al corpo buddhico
La saggezza rende visibili le pareti trasparenti del labirinto del destino. Proprio l’esistenza del flusso dell’Acquario viene messa in dubbio dagli scettici: davvero si possono trarre conclusioni serie basate su una vita mutevole e fugace? “La storia insegna solo che non insegna nulla — dice il Re Grigio — e l’esperienza dei secoli mostra che non serve a nulla”, ma questa non è la verità. Anche se ci si pone al livello della coscienza collettiva, è facile notare come essa cambi di epoca in epoca, si sviluppi e perda molte illusioni — anche se molto più lentamente di quanto vorrebbe l’élite sociale più radicale e progressista. Per quanto riguarda le singole persone, è indubbio che di tanto in tanto traggano conclusioni da ciò che accade loro e cambino in modo significativo, anche se questi cambiamenti non sono mai il risultato esclusivo degli sforzi mentali della persona e spesso vanno contro tali sforzi. Ad esempio, la cosiddetta sindrome del “culo bucato”, che ha una natura chiaramente acquariana, non può certo essere spiegata solo con meditazioni mentali. Tuttavia, in un modo o nell’altro, i valori e le convinzioni della persona cambiano, e sarebbe estremamente ingenuo credere che il flusso causale non eserciti su di essi alcuna influenza. “Io, certo, non sono un prodotto delle circostanze — ma queste qualcosa fanno con me, mi intaccano in un certo modo, persino rovesciando alcune delle mie posizioni esistenziali e rafforzandone altre; e ciò che era il pilastro della mia visione del mondo nell’adolescenza, in età adulta a volte si sbriciola in polvere, e le fondamenta
Per quanto riguarda il materiale che entra nel segno dell’Acquario, si tratta dei frutti delle meditazioni causali, e non se ne ha affatto voglia di parlarne; al contrario, sorge il desiderio di preservarli come un valore speciale dentro di sé, non dissiparli, non sprecarli in inezie, ma assimilarli sotto forma di saggezza matura, di scelte di vita più precise. L’Acquario ci conduce al di là del corpo sociale — verso l’alto, negli spazi montani del buddhico e dell’ātmanico, o, per dirla in russo, dell’anima. L’espressione “parlare all’anima” significa una meditazione condivisa sul piano buddhico.
a livello di valori sui soggetti che rappresentano per gli interlocutori gli interessi fondamentali della loro vita; ciò richiede una grande fiducia reciproca e una concentrazione sul tema discusso, e quindi in ampie situazioni sociali risulta praticamente impossibile – ed è, di norma, tabù per l’etichetta mondana, che limita rigidamente le possibili meditazioni di gruppo da parte del corpo sociale. Per questo i flussi dell’Acquario di solito seguono un ricevimento o una festa, e proprio la comunicazione mondana è orientata ai Gemelli: si tratta di narrazioni, impressioni, interpretazioni e un successivo dibattito mentale. Tuttavia, le trasmissioni più sostanziali sono comunque quelle dell’Acquario, che spesso avvengono in un secondo momento, già a casa, quando la coppia, tornata dagli ospiti, scambia alcune battute il cui senso è comprensibile solo a loro stessi; e se il matrimonio è felice e i loro valori e programmi di vita sono allineati, non c’è bisogno di interpretazioni (cioè di comprensione mentale). Anzi, se la meditazione di coppia avviene sotto l’Acquario, il più delle volte assume la forma di una sequenza di brevi frasi-allusioni, mezze indicazioni alternate a lunghe pause, il cui scopo è dare al partner la possibilità di comprendere il valore significativo di ciò che è stato detto, ad esempio rafforzare le proprie posizioni o ottenere una conferma della correttezza dei propri valori. Tali battute hanno sempre un grande carico causale con una conclusione implicita che, trasformata dall’Acquario, si trasforma in terreno buddhico. Nelle buone opere teatrali, i dialoghi dell’Acquario di solito compaiono nelle scene finali, preparando gli eroi (e gli spettatori) al catarsi, quando le allusioni e i sottintesi dei personaggi hanno un senso del tutto comprensibile per il pubblico e portano abbondanti frutti causali nel corpo buddhico, scatenando di conseguenza una reazione emotiva, valoriale e di visione del mondo: su un terreno buddhico preparato cresce un albero rigoglioso, e di solito in parallelo.
Quindi, un segno importante dell’attivazione dell’Acquario è il rafforzamento (o l’indebolimento) delle forze spirituali e l’assenza di interpretazioni: la persona non ne sente il bisogno, poiché gli eventi, come si suol dire, parlano da soli. Inoltre, quando si attiva il canale dell’Acquario, sembra quasi che blocchi quello dei Gemelli, e qualsiasi commento o osservazione viene percepito come superfluo, estraneo e persino distruttivo – come in effetti è.
I generi dell’Acquario sono la parabola, l’aforisma, la massima, una breve saggezza che richiama l’esperienza di vita della persona e aiuta a trasformarla in forza spirituale. Per questo gli aforismi vengono spesso accusati di essere inutili: chi, si dice, li capisce, cioè ha l’esperienza di vita che conferma quel giudizio, li comprende comunque, e l’aforisma non gli serve a nulla, mentre chi non li capisce non li comprenderà nemmeno dopo averli letti – almeno, non sarà in grado di integrarli nel proprio sistema esistenziale. Questo, secondo l’autore, è ingiusto, anche se, naturalmente, lo stile dell’Acquario non ha nulla a che vedere con quello di Giove e dei Gemelli, quando le vostre difficoltà più intime vengono analizzate da ogni lato, masticate con cura, suddivise in tutte le possibili categorie simboliche e messe in bocca alla mente razionale.
Una tipica domanda dell’Acquario suona così: sapete imparare dagli errori altrui? O almeno dai vostri? Eh? Se non ci siete ancora riusciti, non preoccupatevi: l’Acquario è guidato da Saturno pratico e paziente, e la nonna karma avrà abbastanza pazienza per aspettare che assimiliate le sue lezioni – ma nessuno garantisce che la sua tattica non cambierà.
***
L’autore ha già sottolineato che nella cultura e nel linguaggio moderni non esiste una chiara distinzione tra corpo buddhico e corpo mentale, e questo porta spesso a confusione, che si paga a caro prezzo sia a livello individuale che collettivo. Il corpo buddhico si manifesta nei valori esistenziali, nei programmi di vita seri, nelle peculiarità psicologiche, nei talenti, nei sentimenti di dovere e di coscienza, nelle abitudini stabili, nelle capacità e incapacità, nelle inclinazioni e antipatie spirituali – e tutto ciò viene percepito dalla persona come qualcosa di profondamente intimo e peculiare. Il corpo mentale, invece, riflette in qualche modo nei suoi sistemi simbolici tutto l’organismo umano, la sua vita interiore ed esteriore, e in particolare le manifestazioni buddhiche descritte sopra: valori, talenti e così via. Tuttavia, il corpo buddhico e la sua riflessione nel mentale sono cose completamente diverse, non solo per livello vibratorio, ma anche, per così dire, per contenuto: ad esempio, molte delle proprie virtù e talenti non vengono riconosciuti dalla persona come tali e, di conseguenza, vengono svalutati, e le sue idee su ciò che è importante per lui spesso si rivelano errate o gravemente distorte.
Ogni meditazione causale produce “alla fine” frutti e foglie secche, ed è importante non confonderli, cioè inviare le bacche nel canale dell’Acquario e le foglie appassite a quello dei Gemelli, e non viceversa. L’Acquario governa la valutazione dei risultati della vita, almeno preliminari, e i frutti del suo lavoro sono cambiamenti profondi nella persona: si trasforma il terreno buddhico, e di conseguenza anche la flora buddhica: tratti del carattere, abitudini, accentuazioni dei valori; le trame principali della vita cambiano direzione, e alcune di esse scompaiono del tutto, sostituite in parte da nuove. Naturalmente, in questo processo cambia anche la visione mentale del mondo, cioè la persona trae anche alcune conclusioni razionali, ma questo non è l’essenziale e non esaurisce i cambiamenti avvenuti in lei. Chi di noi non giunge a volte a conclusioni molto serie su se stesso e sulla propria vita, ma per qualche motivo non riesce affatto a metterle in pratica? Il flusso dell’Acquario porta con sé proprio ciò che è necessario per questo: forma una riserva di forze spirituali che possono essere spese per programmi di sviluppo a lungo termine dei propri talenti, cambiamenti caratteriali o il raggiungimento di valori esteriori, ad esempio il perfezionamento professionale.
Un’altra funzione, anch’essa molto importante, del flusso dell’Acquario consiste nell’affermare la persona nelle sue posizioni di vita, o a volte nel minarle, e allora dopo un po’ sorge la necessità di correggerle e sostituirle parzialmente. La delusione totale dell’umanità in se stessa e nelle proprie possibilità – persino il dubbio nella capacità di prevenire una catastrofe ecologica globale, da noi stessi causata, è in non poca misura legato alla tradizione di sostituire speculativamente l’Acquario con i Gemelli, quando il frutto maturo di una meditazione causale di natura spiacevole, cioè viene inviato ai Gemelli per essere, si dice, “compreso”, ma in realtà per svalutare il significato degli eventi accaduti. Questa tradizione esiste da tempo, ma è diventata particolarmente popolare negli ultimi tre secoli di trionfalismo razionalista, a cui è stato ufficialmente conferito lo status di Divino, e Dio stesso, probabilmente per eliminare un concorrente, è stato dichiarato inesistente. Di conseguenza, è sorta l’impressione che il corpo buddhico sia parte del mentale, e quindi il canale dell’Acquario sia parte di quello dei Gemelli; questo ha confermato una tesi completamente errata secondo cui il significato principale dell’esperienza risiede nella sua comprensione razionale.
Niente affatto! – dice l’Acquario – il significato principale dell’esperienza, e di qualsiasi catena di eventi conclusa in generale, risiede nel fatto che ne maturano i frutti, che io trasformo in terreno su cui crescono i valori e le capacità della persona, che accumula potenziale per grandi imprese e realizzazioni future, e persino per una sostanziale ristrutturazione interiore – la formazione del carattere, l’abbandono di cattive abitudini radicate, l’espansione della coscienza essenziale (che nel linguaggio quotidiano viene chiamata superamento dell’egoismo).
Come distinguere i frutti della meditazione dai suoi scarti – le foglie secche e il legno morto? Questo problema si pone non solo a livello causale, ma anche in tutti gli altri corpi sottili, e viene risolto in modo più o meno soddisfacente dalla persona circa al terzo livello di elaborazione dei canali ascendente e discendente. La difficoltà sta nel fatto che frutti e scarti sono prodotti collaterali del biocenosi del corpo e in una certa misura sono intercambiabili, cioè in linea di principio si può inviare i primi al canale discendente e i secondi a quello ascendente, ma questo porta all’intasamento dei canali e all’avvelenamento dei corpi inferiori e superiori. Pertanto, la differenziazione accurata e la separazione delle mele mature dalle foglie marce del melo, nonché – in una variante più sottile – l’estrazione dei gherigli dei pinoli devono essere percepite come metafore della vita interiore a livello di ciascuno dei corpi sottili, e questo è l’elemento più importante dell’igiene interna dell’organismo.
Un’operazione di divisione dei frutti e dei rifiuti del corpo causale a livello dei corpi sottili dello shelt è particolarmente complessa, poiché la consapevolezza (la creazione di un modello mentale) porta inevitabilmente a un irrigidimento e aumenta notevolmente il rischio di confusione. Un’altra ragione delle difficoltà risiede nel fatto che i corpi situati al di sopra del mentale sono così sottili che spesso vengono percepiti solo attraverso le loro proiezioni sui livelli più densi — mentale, astrale ed eterico — il che porta a particolari “incollaggi zodiacali”, rendendo ancora più difficile una corretta differenziazione e una selezione accurata del materiale per i canali ascendenti e discendenti.
Esaminiamo brevemente quali siano i problemi specifici di una personalità orientata al mentale, all’astrale e all’eterico, che cerca di districarsi tra i frutti e i rifiuti del biocenosi causale.
Una persona orientata al mentale percepisce gli eventi attraverso le loro immagini mentali (non tutte, ovviamente, ma quelle che la interessano maggiormente) — e, tra l’altro, per questo motivo le sue reazioni sono spesso metalliche e rallentate, simili a quelle di un robot che viva sulla Luna, dove l’informazione giunge con ritardo. Per questa persona il corpo causale si “incolla” al mentale, diventandone parte integrante, e il canale dell’Acquario si fonde con quello del Capricorno, dando l’impressione che le conclusioni mentali solide diventino immediatamente posizioni vitali, almeno se formulate con cura e scrupolo. Tuttavia, questa illusione ha un costo elevato e non porta alcun risultato reale. Costui deve comprendere che le convinzioni e le posizioni solide nascono dalla pratica, non dalla speculazione — per quanto razionale e fondata — e imparare a distinguere i frutti del pensiero dai frutti dell’esperienza concreta di vita: questi ultimi vengono vissuti interiormente in modo molto più serio e significativo, mentre i primi sono sempre caratterizzati da una certa superficialità che non può essere compensata da alcun sforzo mentale. L’unica soluzione è la verifica pratica.
Una persona orientata all’astrale percepisce gli eventi attraverso il loro filtro emotivo personale, tanto che il corpo causale viene avvertito come parte dell’astrale, e il canale dell’Acquario sembra fondersi con quello del Sagittario. Ne consegue un effetto del genere: le conclusioni mentali e le riflessioni sulle esperienze emotive (Sagittario) si incollano all’esperienza di vita e alla formazione delle posizioni vitali su di essa basate, spesso scambiando il primo per il secondo. Dopo un po’ la persona si stupisce di vedere che i cambiamenti nei propri schemi di vita non avvengono: ma come biasimarla? Non si può certo litigare con se stessi, eppure ecco che, inspiegabilmente, tutto va in frantumi proprio quando sembrava tutto sotto controllo.
In questo caso si verifica anche l’identificazione del corpo mentale con quello buddhico, e per la persona è molto difficile comprendere la propria situazione e uscirne: anche se sta male e cerca con tutte le forze di capire in cosa ha sbagliato e di migliorarsi, gli sforzi buddhici, senza che se ne accorga, scivolano verso il mentale, e la saggezza dell’Acquario si trasforma in energia volta a modificare con la forza i persistenti schemi causali parassitari che materializzano valori buddhici distorti o addirittura fittizi. I problemi esistenziali non si risolvono a livello astrale o mentale, ma per una persona orientata all’astrale è davvero difficile rendersene conto.
Una persona orientata all’eterico percepisce il flusso causale attraverso la sua rifrazione bioenergetica, principalmente dal punto di vista del benessere fisico e di uno stomaco pieno (o vuoto). In questo caso il flusso dell’Acquario viene percepito come parte dello Scorpione, il che conferisce una certa connotazione gastronomica ai valori e alle posizioni vitali, caratteristica non solo di molti individui, ma anche di interi collettivi e persino popoli. Tuttavia, Scorpione e Acquario sono in aspetto di quadratura simbolica, e un’identificazione del genere di solito non porta nulla di buono, anche se per una persona eterica è molto difficile ammetterlo. Del resto, si può forse negare che nella vostra vita esistano valori o organizzazioni che vi nutrono? Non a caso l’immagine di una Madre Patria severa ma nutrice, che prepara i suoi figli e le sue figlie al sacrificio, è così tipica dei regimi totalitari e degli egrégori statali oppressivi.
La difficoltà nella descrizione delle trasmissioni dell’Acquario risiede nella loro inafferrabilità pratica per la coscienza: la persona avverte che qualcosa sta cambiando (o è già cambiato), ma fatica a dire cosa esattamente. L’anima ha acquisito una certa esperienza e ora può disporne in qualche modo: coltivare nuovi valori sul corpo buddhico, trapiantare alcune cose, estirparne altre perché prive di prospettive.
La tradizionale domanda russa: “Cosa vuole la tua anima?” di solito viene posta e recepita a livello eterico o, nel migliore dei casi, astrale (risposta tipica: “Ecco, un altro di quei panini con la cipolla, e possibilmente tenero”), ma in realtà dovrebbe riferirsi all’Acquario, uno dei cui significati può essere espresso dal concetto di “supporto morale attraverso l’azione”. Cosa significa? Se vivo in modo corretto, gli eventi della mia vita dovrebbero organizzarsi in modo da sostenere i miei valori senza che io debba sforzarmi di interpretarli. Ad esempio, se il mio valore è l’istruzione superiore, il supporto causale si manifesterà con buoni voti, elogi dei professori, una borsa di studio più alta, il rispetto dei genitori per la mia attività e i loro concreti sforzi per aiutarmi. Tutti questi dettagli causali a volte facilitano la mia vita nel flusso degli eventi, ad esempio quando mio padre riesce a procurarmi un raro manuale necessario, ma questo non è l’essenziale: ciò che conta davvero è che aumenti la mia quantità di ispirazione allo studio, cioè le forze spirituali che dedico all’apprendimento, e proprio in questo si manifesta l’azione dell’Acquario.
Se invece, a livello causale, tutto va male: continui fallimenti e disguidi, domande sfortunate agli esami, esaminatori di cattivo umore, problemi familiari che si aggravano nei periodi più importanti degli studi, e persino i bei voti non ricevono alcuna reazione, allora l’Acquario trasmette al corpo buddhico
flusso tossico, informativo-energetico, che mina la mia fiducia in me stesso, riduce le forze spirituali e l’entusiasmo: questo è un segno che indica un disagio buddhico, uno squilibrio o addirittura una malattia causata da una collocazione errata dei valori nel mio inconscio (a volte anche nella coscienza). Quali conclusioni trarne è una questione estremamente sottile e cruciale, tenendo conto delle trasmissioni ariete: vale a dire, la sanzione atmanica sui valori, ma qui l’autore richiama l’attenzione del lettore su un punto fondamentale: è proprio attraverso l’Acquario che avviene il feedback del corpo superiore (anima) con i corpi sottili inferiori. Pertanto, se attraverso il Toro il corpo superiore trasmette la sua volontà verso il basso, nel corpo causale e in quelli successivi, attraverso l’Acquario si ha, in una certa misura, un resoconto del lavoro svolto: qualcosa è riuscito meglio, qualcosa peggio, e gli accenti valoriali, spesso impercettibili per la persona stessa, si strutturano in base a quei programmi causali, torcendo il collo alle convinzioni più ostinate.
Un forte coinvolgimento dell’Acquario produce sull’individuo un’impressione molto profonda: avverte che un importante episodio si è concluso e che qualcosa è cambiato in lui, e spesso le sensazioni sono di natura mista: c’è il senso di liberazione, di sollievo, di pienezza, ma al contempo anche di lutto per ciò che è andato perduto e di percezione di un continuum, senza avvertire in modo assoluto la sua assenza.
Ciò che era potenzialmente esistente ma non è stato realizzato — per negligenza, disattenzione, apparente inessenzialità, dubbio o semplice procrastinazione — genera nell’animo un senso di vuoto, impurità, addirittura di sporcizia, accompagnato da disgusto verso sé stessi e da una peculiare sensazione di tradimento interiore. Se la catena causale si è comunque conclusa in modo soddisfacente (dal punto di vista dell’atman), la persona avverte un rafforzamento dell’energia buddhica fondamentale: ora è in grado di affrontare compiti ancora più complessi; se invece il “non superamento” della trama causale è generale, nell’animo sorgono spiacevoli sensazioni di vuoto, impurità, persino di sporcizia, accompagnate da repulsione verso sé stessi e da una sorta di tradimento interiore. L’avvelenamento del terreno buddhico è un fenomeno estremamente pericoloso e spiacevole, che promette alla persona e al suo entourage una moltitudine di piante velenose sia a livello buddhico che nei corpi inferiori. Pertanto, ai flussi acquariani occorre prestare grande attenzione e responsabilità, senza scaricare il peso su saggi adiacenti, guide spirituali o semplici mentori benevoli.
Le trasmissioni acquariane si caratterizzano per l’esistenzialità e una convinzione assoluta: non servono prove, tutto è visibile senza bisogno di dimostrazioni, mentre qualsiasi costruzione mentale appare fiacca e poco convincente. Un esempio tipico è la situazione di divorzio, quando l’amore pluriennale di uno dei coniugi si conclude improvvisamente, pur sembrando eterno e inesauribile. Per la prima volta in vent’anni, egli guarda la moglie con occhi freddi e avverte con chiarezza che il suo tardivo pentimento di fronte alla minaccia della solitudine e qualsiasi parola pronunciata da lei non sortiscono su di lui alcun effetto: il veleno buddhico accumulatosi negli anni del suo cattivo comportamento verso di lui ha infine avvelenato l’albero possente del suo amore, che si è completamente seccato — lei non rappresenta più per lui un valore e qualsiasi chiarimento dei rapporti è ormai inutile: zero.
L’interruzione forzata delle catene causali non solo provoca stress mentale ed emotivo, ma alimenta anche frutti causali immaturi nel canale acquariano, intasandolo e avvelenando il terreno buddhico. L’autore presenta di seguito due esempi caratteristici, ma il lettore potrà senz’altro ampliare l’elenco basandosi sulla propria esperienza di vita.
Quasi-apprendimento. Viene percepito in modo particolarmente doloroso dai bambini, ma anche in età adulta, se utilizzato come gioco psicologico, può frustrare profondamente (deludere) l’allievo, qualora egli stesso non sia un abile manipolatore che sfrutta la trama del quasi-apprendimento per combattere i propri “insegnanti”. I genitori annunciano solennemente al loro caro figlio: “Ti educheremo!”. Ecco che assumono un insegnante di musica, iscrivono il bambino a una sezione sportiva o iniziano a parlargli in una lingua straniera, ma quando la prima barriera di resistenza viene superata e il bambino si immerge nelle attività ottenendo successi, l’apprendimento viene improvvisamente interrotto — a volte senza spiegazioni, altre con pretesti più o meno plausibili. Il bambino prova un dolore maggiore o minore (la frattura causale si abbatte sui corpi densi), e può anche ammalarsi, ma il danno principale non è questo; il vero problema è che i frutti immaturi della meditazione causale attraverso l’Acquario penetrano nel corpo buddhico e avvelenano il suo terreno: nell’animo del bambino si insediano insicurezza, il desiderio di porre fine il prima possibile a qualsiasi sviluppo della trama, poiché alla fine lo attende solo una dolorosa delusione, e altre posizioni e valori di vita simili al nichilismo. Se i genitori vivono secondo la trama dei falliti e crescono il figlio sotto lo slogan generale: “Che impari tutto ciò che noi non siamo riusciti a padroneggiare e realizzi tutto ciò che a noi è fallito”, allora il quasi-apprendimento descritto può essere attuato in forme molto rigide, con una colpevolizzazione accentuata dei fallimenti attribuiti al bambino stesso. In età adulta, costui cercherà una compensazione psicologica e spesso continuerà il copione infantile, rovesciandolo: si iscriverà regolarmente a corsi di apprendimento, senza nutrire alcuna aspettativa di successo, ma con il solo obiettivo di dimostrare all’insegnante di turno che “non serve a nulla e non sarà mai in grado di insegnarmi proprio nulla!”. Si tratta di una variante molto spiacevole di cliente per qualsiasi insegnante, trainer o psicoterapeuta; l’unica antitesi efficace consiste nel richiedere una somma di denaro per il corso tale da far strozzare anche un ben nutrito coccodrillo buddhico.
Il gioco “La prego tanto — grazie, no, basta”. Nella sua variante tipica, questo gioco si svolge tra persone abbastanza familiari tra loro. Il giocatore (la Vittima delle Circostanze) descrive la propria situazione come difficile e chiede all’amico (il Volenteroso Aiutante) di aiutarlo concretamente, cioè con servizi gratuiti. L’amico si immedesima nella situazione e compie gli sforzi necessari, ma li interrompe a metà per motivi più o meno plausibili, dichiarandoli inutili. Il senso del gioco è che il Volenteroso Aiutante impieghi abbastanza energia causale affinché il successo della sua iniziativa diventi significativo per lui, ma al contempo non porti mai a termine il programma di aiuto (o lo sminuisca completamente) — e così facendo lo “metti al suo posto”. La meditazione causale distrutta, come nel primo esempio, non solo provoca uno shock mentale e poi astrale, ma soprattutto invia attraverso l’Acquario frutti causali immaturi che avvelenano il terreno buddhico, minando in questo caso l’autostima e la fiducia in sé del Volenteroso Aiutante. Va detto che si tratta di un gioco molto diffuso e a volte estremamente duro — si veda, ad esempio, il racconto “I zoppi entreranno per primi” di Flannery O’Connor.
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L’Acquario esercita un feedback quando attua programmi ispirati dal Toro, e i suoi problemi sono spesso legati alla mancanza di onestà interiore della persona, la quale può non capire a lungo: a) di cosa si tratta e b) a cosa serve. Fino a quando non si prendono in considerazione i flussi ascendenti, la vita della persona, almeno nei limiti del sottile shelf, le appare abbastanza comprensibile: prima si ricerca il proprio ideale, poi lo si rifrange nelle diverse sfere della propria esistenza, si forma un sistema di valori e, infine, lo si raggiunge con sforzi concreti. Inizialmente, la persona non presta attenzione a dettagli come il carattere ausiliario dei compiti di ogni corpo rispetto a quello superiore. Tuttavia, con lo sviluppo evolutivo, emergono effetti strani che non si inseriscono nello schema descritto. Ad esempio, obiettivi e sforzi causali concreti, osservati dal livello buddhico (diciamo, da una prospettiva valoriale dopo un tempo sufficiente), risultano non così importanti e sostanziali — ciò che conta davvero è qualcosa di più sottile e spesso invisibile che sta dietro di essi. Ad esempio, l’obiettivo dell’istruzione musicale non consiste nell’imparare un certo repertorio di pezzi per pianoforte, ma nel collegarsi all’egregora musicale, che si esprime in un determinato cambiamento del corpo buddhico della persona, il quale ora possiede una cultura musicale, cioè risponde a certe vibrazioni udibili solo da chi è immerso in quella cultura. Esiste un talento per l’ascolto della musica, così come per la lettura di poesie e letteratura, e questi talenti si sviluppano meglio se la persona, almeno in modo amatoriale, impara a suonare la chitarra o scrive poesie per occasioni familiari, ma entrambe le cose possono essere deboli dal punto di vista professionale. Qui vediamo un esempio molto istruttivo di come, per dirla con delicatezza, catene causali poco convincenti (una decina di accordi imparati o duecento versi in rima su temi prestabiliti) portino a risultati buddici molto significativi: la persona sviluppa un udito musicale e poetico completo, tanto che la musica e la poesia entrano nel suo livello evolutivo, ad esempio dal manipura all’anahata.
A volte le meditazioni buddhiche avvengono spontaneamente, quasi senza incontrare ostacoli e senza dispersioni, cioè manifestandosi molto poco a livello causale, e allora piccoli sforzi causali possono avere un grande effetto buddhico, ripulendo la sabbia fine dai cuscinetti di un locomotore elettrico; altre volte accade il contrario, quando la vita buddhica è appena un tenue bagliore, mentre quella causale è in piena attività — eppure quasi del tutto priva di senso, anche se ammettere ciò a sé stessi è difficile per la persona. L’Acquario si occupa proprio di questo: rimuove la buccia causale e solleva nel corpo buddhico quell’energia e quelle informazioni di cui esso ha bisogno come materiale da costruzione per continuare le sue meditazioni.
In altre parole, il Toro trasmette nel corpo causale i problemi durante la cui risoluzione vengono coltivate la saggezza, la resilienza, la fermezza e altre virtù e talenti necessari all’essere umano per continuare il proprio sviluppo buddhiale, o spirituale, direttamente legato all’adempimento della sua missione. Se quindi il Toro orienta l’uomo verso un’attività concreta, creando problemi e ispirandolo a risolverli, l’Acquario, al contrario, svaluta i risultati pratici, scartandone la maggior parte e trasformando il resto in qualcosa di per lo più effimero: virtù sviluppate, capacità consolidate, canali stabili verso alti egrégori. Può capitare, ovviamente, che tutto ciò riceva un riconoscimento sociale esteriore, come un conto in banca milionario, la carica di presidente di una società, il titolo di artista popolare o quello di Capo Dissidente, ma non è affatto necessario e, anzi, si può dire che sia atipico. Il corpo buddhiale e, ancor più, quello atmico non hanno interesse a ostentare i propri traguardi, soprattutto perché al momento non esiste un linguaggio adeguato per esprimerli. “Ultimamente ho lavorato molto su me stesso e sono diventato molto più buono e indulgente verso gli altri, soprattutto verso i miei cari”, questa frase può essere pronunciata in un contesto intimo a un vecchio amico, ma non in una conferenza stampa, anche se un’affermazione simile, ad esempio, da parte del capo di uno Stato nucleare significherebbe molto per il suo popolo e per il mondo intero. Tuttavia, ciò che l’Acquario fa principalmente è sostenere i programmi fondamentali di sviluppo esteriore e interiore dell’essere umano — o, al contrario, indebolirli privandoli del terreno necessario — e può essere molto difficile per lui accettare quest’ultima evenienza: è molto più facile fingere che vada tutto bene e continuare sulla propria strada. Il risultato può essere molto doloroso: il valore diventa illusorio e, dopo un certo tempo, l’albero buddhiale corrispondente si secca completamente, dopodiché il Toro lo trasformerà in un seme e in energie che scateneranno una grande crisi causale: all’improvviso, letteralmente, tutte le sue attività e i suoi progetti, anche quelli solo indirettamente legati al valore ormai secco, andranno in frantumi. Per questo motivo, l’onestà interiore può essere definita come la capacità di non bloccare e non reprimere le trasmissioni acquariane, anche quando risultano sgradevoli e apparentemente irrilevanti. In realtà, il sostegno causale (o meglio, acquariano) è necessario a ogni essere umano in ogni suo programma, anche se il suo Ariete è molto forte — perché nessun seme può crescere su rocce nude e, se talvolta è possibile coltivare un piccolo albero buddhiale in una gola montana, è comunque necessario monitorare costantemente anche la composizione attuale del terreno. Questo è difficile soprattutto perché il ruolo della consapevolezza nello studio e nel controllo dei corpi sottili è spesso puramente ausiliario, poiché i modelli mentali e le interpretazioni qui sono spesso troppo grezzi e approssimativi. Bisogna imparare a percepire senza consapevolezza, cioè vedere i corpi sottili e le loro manifestazioni, ma senza ricorrere al riconoscimento e al commento mentale — il che, per l’uomo moderno con il suo potente “coccodrillo mentale”, è estremamente difficile. Tuttavia, gli effetti acquariani sono così convincenti che parlano da soli: basta non ostacolarne la visione consapevole, perché sono fondamentalmente non mentali, ma essenziali. L’essere umano percepisce perfettamente come vanno le sue cose: se si sta avvicinando al valore buddhiale di connessione con un alto egrégoro, ad esempio, se possiede il talento di musicista esecutore. Le speculazioni mentali possono distorcere il suo giudizio su questo tema, ma non il suo intimo sentire buddhiale, che è una forma di conoscenza interiore che può avere anche un carattere negativo: nonostante i successi visibili e le lodi degli insegnanti, una persona può avvertire chiaramente che la musica professionale non è il suo valore.
Le virtù e le cariche ministeriali non nascono dal nulla: se l’Ariete mostra quali qualità spirituali e quali direzioni di attività corrispondono alla missione dell’essere umano, l’Acquario forma il terreno su cui crescono i talenti e avviene la promozione sociale, e lo sviluppo di quest’ultimo canale dipende direttamente da quanto seriamente la persona è incline a trarre conclusioni da essi. (Qui l’autore richiama l’attenzione del lettore su una differenza filologica: se le semplici conclusioni si riferiscono piuttosto all’elaborazione delle trasmissioni gemelliane, cioè alla comprensione degli eventi che accadono all’essere umano, le conclusioni serie indicano cambiamenti sostanziali che avvengono nell’anima della persona, e in primo luogo nel suo corpo buddhiale, a seguito della trasmissione acquariana.)
Al primo livello di elaborazione dell’Acquario, la persona di solito ignora l’esistenza di questo canale, e lo fa in modo abbastanza coerente. Le sembra che le sue vicende e circostanze esterne non influenzino in alcun modo la sua essenza interiore, o anima, considerandole qualcosa di completamente estraneo. Che le circostanze interne ed esterne siano favorevoli o meno — bisogna pur vivere, quindi si arrangia come può, a volte approfittando degli altri, e poi perché tormentarsi per queste inezie? Basta dimenticare e andare avanti. Quest’uomo interpreta il sostegno causale in modo semplicistico, cioè pone la domanda così: “Cosa mi dà esattamente questo evento per raggiungere i miei obiettivi?”. Le idee di preparazione interiore (buddhiale), così come di benedizione egrégoriale per la realizzazione dei propri progetti, sono estranee a quest’uomo, tanto che l’idea stessa dell’esistenza di un feedback che rafforza l’anima e il canale verso l’egrégoro attraverso gli eventi e le azioni gli sembra assurda. L’Acquario raccoglie i frutti, cioè, in un certo senso, i risultati indiretti delle meditazioni causali, mentre quest’uomo è interessato solo a quelli diretti, e quindi il materiale di partenza che entra nel canale non lo interessa e di solito non viene nemmeno notato. Spesso queste persone si distinguono per una paradossale combinazione di astuzia e una sorprendente ingenuità, legata a una scarsa visione del piano buddhiale. Un Acquario del primo livello può condurre programmi causali con una certa abilità, rimanendo a livello mentale e causale, ma qualsiasi trasmissione taurina lo coglie completamente di sorpresa — per lui è un destino irrazionale, manifestazioni imprevedibili di un carattere cattivo e capriccioso di partner d’affari o romantici. Il fatto che questa “irrazionalità” sia il risultato del suo stesso comportamento causale scorretto non gli passa nemmeno per la mente, e non potrebbe essere altrimenti. Non si accorge di come tali “inezie” come ritardi, promesse non mantenute, posizioni false, scadenze saltate e molto altro, che nella realtà esterna non costituiscono una cultura di purificazione dell’anima, abbiano conseguenze gravi per il suo stesso corpo buddhiale, che non solo è una parte essenziale della sua anima, ma guida anche tutti i suoi programmi vitali.
L’autore sottolinea che non si tratta di una valutazione mentale da parte dell’uomo delle sue scorrettezze causali — può benissimo essere negativa — ma delle sue reazioni buddhiali a esse, come nel seguente test. Vi tormenta la coscienza e quanto tempo e energie interiori impiegate per redimere la vostra colpa, espressa nei seguenti casi:
- arrivare con dieci minuti di ritardo a un appuntamento;
- dimenticare di telefonare;
- interrompere un monologo importante per un’altra persona;
- aver promesso di svolgere una commissione altrui ma, per motivi oggettivi, non esserci riusciti;
- aver dato una promessa mantenuta con un ritardo accettabile;
- aver involontariamente confuso i piani altrui;
- aver involontariamente causato un grande malinteso;
- aver costretto qualcuno a chiedervi qualcosa più a lungo di quanto oggettivamente necessario;
- aver manipolato gli altri con le migliori intenzioni ma con risultati disastrosi;
- aver detto una bugia per una sciocchezza?
Se la vostra risposta a tutti i punti è: “No, per niente, e in generale in queste situazioni non provo alcuna colpa seria”, allora vi trovate al primo livello di elaborazione dell’Acquario — o siete già diventati un Buddha.
Al secondo livello di elaborazione dell’Acquario, la persona inizia a percepire l’influenza della disarmonia causale sul suo corpo buddhiale, ma le sue sensazioni sono ancora molto vaghe e non raggiungono la sua consapevolezza chiara. Tuttavia, istintivamente, come per un senso di sottile (causale) disgusto, evita la menzogna, le persone bugiarde e le posizioni false, cerca di non arrivare in ritardo e porge scuse informali se non mantiene la parola data.
Tutto questo l’uomo lo fa come gli sembra, orientandosi su considerazioni causali assolutamente razionali: con una persona affidabile e cortese, che rispetta il tempo e il ritmo di vita altrui, è più facile e gradevole avere a che fare, quindi se si vuole raggiungere il successo, non si deve essere scortesi, non si devono deludere i partner e così via. Tuttavia, l’esperienza mostra che questo tipo di morale, tramandata di generazione in generazione sia oralmente che per iscritto, non raggiunge mai il suo scopo se ci si basa esclusivamente sul piano causale. L’uomo di secondo livello spiega così più velocemente a se stesso il proprio comportamento, ma i suoi veri motivi sono completamente diversi: sente che altrimenti la sua anima si sporcherebbe e, in sostanza, non è ancora abbastanza serio — a tal punto da risultare inaccettabile — finché non si purificherà spiritualmente e non otterrà la pace interiore. Tuttavia, ripetiamo, tutto questo non viene compreso chiaramente e rimane celato all’uomo come una certa debolezza del carattere che non riesce a compensare, proprio come si lamenta nel *Cavaliere avaro* di Puškin: *“Oppure il figlio dirà che il mio cuore è ricoperto di muschio, che non ho conosciuto desideri, che sono una bestia”*.
Al secondo livello l’uomo avverte la necessità del supporto acquariano per qualsiasi sua iniziativa seria, ma, in primo luogo, lo intende in modo piuttosto lineare e, in secondo luogo, non gli attribuisce il giusto valore. Questo è dovuto al fatto che non solo non comprende ancora la reale distribuzione dei ruoli tra il corpo buddhico e quello causale, ma spesso non percepisce neppure il primo come qualcosa di realmente esistente: gli sembra che esistano alcune leggi oggettive del flusso causale, che hanno in parte un carattere morale e che è meglio rispettare piuttosto che violare. Tuttavia, tutti i suoi programmi seri (e non seri) devono essere da lui stesso preparati interiormente, altrimenti gli sembrerà di agire in modo poco serio. Pertanto, il supporto (o il freno) acquariano viene percepito da questa persona in modo piuttosto pragmatico: come una sorta di fortuna, un evento favorevole o una coincidenza di circostanze che lo aiuta a gestire i suoi affari, il che, naturalmente, lo sostiene moralmente ed è importante, ma non è l’essenziale. Perché una persona seria, intrapresa un’opera (esterna o interiore), giunge al termine nonostante gli ostacoli, siano essi situazionali o interiori.
Affrontando una resistenza causale ostinata, fino alla distruttività, questa persona, dopo un certo tempo, cede le sue posizioni, cioè rivede il programma d’azione, ma di solito con un notevole ritardo, avendo già in parte avvelenato il terreno buddhico, rovinandosi il carattere e abbassando l’autostima, oppure trovando un piccolo complesso privato di inferiorità. *“D’ora in poi non inizierò mai un lavoro di giovedì e non entrerò in contatto con proprietari di cani a pelo lungo.”* Tuttavia, le vere cause della sconfitta gli restano incomprensibili, e le conclusioni che trae da essa hanno di solito un carattere mentale-pragmatico e in seguito non si rivelano fondate; il vero valore delle sconfitte (come dei successi) gli rimane ancora nascosto.
Al terzo livello di elaborazione dell’Acquario, l’uomo separa in modo sostanziale il corpo buddhico da quello causale e diventa meno lineare nella sua comprensione del supporto causale. Vede che gli ostacoli sulla via della realizzazione dei valori a volte non frenano affatto il progresso verso di essi, ma al contrario aggiungono entusiasmo, e giunge alla conclusione che la condizione principale per il successo è proprio questo entusiasmo buddhico, e non una qualsiasi abilità causale. A questo livello, l’uomo può diventare un buon leader di un gruppo creativo, creando varie situazioni che sostengono il suo spirito e il suo umore lavorativo; se lo desidera, può al contrario, con manipolazioni impercettibili, distruggere entrambi, e sarà tutt’altro che semplice capire che è proprio lui la vera causa del collasso del collettivo.
A questo livello, l’uomo giunge a una nozione di *“potenziale”* o *“livello di talento”*, che è presente in ogni individuo e caratterizza la capacità di realizzare programmi d’azione seri — in sostanza, questa non è altro che l’energia che il corpo buddhico è in grado di sprigionare — e l’uomo è in grado di *“nutrirsi”* di qualsiasi programma interno o esterno costruttivo, sia che si tratti di studiare una lingua straniera, dirigere la costruzione di una casa o abituare il marito all’ordine. Tuttavia, tra le virtù, predilige comunque quelle il cui beneficio per l’attività esteriore è evidente (diligenza, coscienziosità, accuratezza, coerenza, ecc.), e sviluppa soprattutto quelle abilità per le quali la società paga o almeno riconosce un valore. Al terzo livello, il tema della ricerca del supporto acquariano nella distribuzione individuale degli accenti della mappa valoriale si sta appena delineando, e il talento viene concepito come necessariamente significativo per la società.
D’altra parte, avviene una sostanziale interiorizzazione del concetto di supporto acquariano, cioè l’uomo inizia a valutare molto di più l’effetto che il flusso degli eventi ha sul suo mondo interiore e sui suoi valori, e reagisce più rapidamente ai segni causali negativi, poiché è molto più preoccupato della purezza del corpo buddhico e avverte meglio lo stato ecologico del suo terreno. Ad esempio, dopo un mese o due di un gruppo rigido di karate o di psicotraining, può uscirne perché avverte come in lui stia maturando la crudeltà, e questo non sarà affatto un pretesto formale.
Al terzo livello, molte caratteristiche del canale dell’Acquario vengono comprese e utilizzate in modo generalmente corretto, anche se principalmente in modo intuitivo — l’uomo non sa spiegare fino in fondo perché si comporta in un modo piuttosto che in un altro — ma può spesso citare proverbi, aforismi o detti saggi che, a suo parere, caratterizzano perfettamente la situazione. Sa imparare dagli errori altrui e cerca di farlo, raccogliendo nel suo canale acquariano i frutti delle meditazioni causali del mondo circostante che nessuno richiede, grazie ai quali possiede forze interiori molto maggiori rispetto agli altri, anche se non è incline a renderlo pubblico.
Una delle principali abilità acquisite a questo livello di elaborazione del canale è la selezione accurata dei frutti dell’esperienza di vita, indipendentemente dal fatto che abbiano portato gioia o sofferenza, e l’uomo nota che i frutti spirituali delle sconfitte, se trasformati correttamente, possono fornire un terreno interiore ancora più favorevole rispetto ai risultati delle vittorie gioiose, con le quali bisogna comportarsi con grande cautela per non trasformare il terreno buddhico in una distesa di lussureggianti cardi dell’orgoglio o di cardi spinosi del nichilismo cinico.
A questo livello, l’uomo prende anche coscienza dell’analiticità dell’Acquario, cioè della capacità di sostenere (o avvelenare) con i frutti dell’esperienza di vita tutti i suoi valori contemporaneamente, ma non sa ancora utilizzare questa capacità come si deve, cadendo nelle interpretazioni gemelliane e nelle successive analisi mentali.
Al quarto livello di elaborazione dell’Acquario, l’uomo separa definitivamente il corpo buddhico da quello causale e comprende i loro ruoli relativi, soprattutto se anche il Toro è stato elaborato fino al quarto o almeno al terzo livello. Sa selezionare e purificare accuratamente i frutti delle meditazioni causali, inviando quelli marci e immaturi al canale dei Gemelli, garantendo così una notevole purezza del terreno del corpo buddhico; allo stesso tempo, non solo vigila sulla sua purezza, ma anche sulla coerenza della sua composizione con gli alberi, i cespugli, le erbe che vi crescono, e nei casi in cui si verifica una discrepanza, modifica non solo i regimi di formazione del terreno, ma anche i tipi di colture che vi fa crescere, cioè i sistemi di valori e le linee del proprio sviluppo, prendendosi cura attentamente dell’equilibrio dei flussi dell’Acquario e del Toro sotto la direzione generale dell’Ariete.
A questo livello, l’uomo non prova quasi mai una delusione acuta, risentimento, irritazione o altre emozioni spiacevoli che insorgono di fronte agli insuccessi della vita, perché sa trasformare i frutti di qualsiasi esperienza — sia costruttiva che distruttiva — in energia fondamentale buddhica e materia. Inoltre, impara a regolare il suo afflusso nelle aree del corpo buddhico che ne hanno particolare bisogno, rendendosi così meno dipendente dalle circostanze concrete della vita in cui si trova.Tuttavia, trovandosi in una situazione specifica che gli consente di coltivare una qualità rara o rafforzare un canale di connessione con un egrégore difficile da raggiungere, ne approfitterà senza dubbio, anche a costo di ritardare la realizzazione dei suoi programmi causali attuali — purché ciò non avvenga a discapito degli altri. Del resto, mantenere il proprio equilibrio etico personale diventa tanto più difficile quanto più elevato è il livello evolutivo della persona e degli egrégori a cui si dedica; nondimeno, al quarto livello di elaborazione dell’Acquario, le problematiche sono sì più sottili che nei livelli precedenti, ma non per questo meno presenti. Questa persona sa gioire delle difficoltà, poiché le interpreta come un’opportunità di collegamento con un egrégore elevato, e di norma intuisce quale sia; per questo motivo, la sua esistenza nel flusso causale risulta molto più significativa che nei livelli inferiori di elaborazione dell’Acquario, e l’efficienza del suo canale di lavoro è decisamente superiore. Ad esempio, sa apprendere (trasformandosi sostanzialmente) al primo tentativo, mentre un’altra persona avrebbe bisogno di dieci anni di dolorose ripetizioni dello stesso schema per ottenere un cambiamento analogo.
Ciò che contraddistingue il passaggio al quarto livello è la presa di coscienza del legame tra i canali dell’Acquario e quelli della Bilancia, che la persona impara a considerare e utilizzare correttamente, ma di cui sta ancora muovendo i primi passi: ad esempio, si cimenta negli aspetti culinari del protocollo diplomatico.
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Un Acquario forte dona alla persona numerosi talenti, ma è difficile prevederne in anticipo l’esito: un Premio Nobel o il patibolo? Molto dipende dal livello evolutivo di partenza della persona e dalla sua volontà di comprendere se stessa, la propria anima e la propria missione. Un Acquario forte, in un modo o nell’altro, trae bilanci più frequenti e, per così dire, più energici della persona media, anche se non sempre ne è consapevole. Nella sua anima si agitano forze simili ai movimenti delle placche tettoniche in una zona di intensa orogenesi, ma quali valori effettivamente emergeranno da questo ricco terreno buddhico dipende principalmente dal flusso dell’Ariete, e in ultima analisi sono determinati dalle pieghe della missione. Tuttavia, questa persona dispone di valori e forze interiori in abbondanza, e deve occuparsi seriamente di tre questioni: la qualità del terreno, la natura dei valori e le vie per realizzarli.
Per quanto riguarda il terreno plasmato da un Acquario forte, non deve illudersi su un punto: la quantità può forse compensare la scarsa qualità? Ovviamente no, e la persona dovrà rendersene conto a proprie spese, poiché anche lievi imprecisioni o interruzioni causali durante la meditazione inquinano il suo corpo buddhico, nel quale spuntano immediatamente erbacce e cespugli selvatici, oltre a liane impreviste che soffocano le piante coltivate: i programmi vitali fondamentali per la missione vengono così relegati in secondo piano, senza alcuna relazione con essa. Purtroppo, ciò non risulta chiaro immediatamente, e comprendere perché, ad esempio, non si può mentire su dettagli trascurabili o arrivare in ritardo è estremamente difficile per un Acquario forte, soprattutto perché la sua innata affabilità e il magnetismo personale, non inferiori a quelli dello Scorpione, gli permettono di rimediare con facilità a una colpa, scusandosi con entusiasmo e sincerità — una dote di cui, di solito, non manca.
Un Acquario forte diventa spesso un manipolatore inconscio e, rispetto allo Scorpione, più sottile; ad esempio, privando un conoscente del proprio favore, gli infligge una ferita morale così profonda che questi, senza volerlo, inizia a blandirlo e a cercare una colpa che magari non esiste: semplicemente, l’Acquario ha prosciugato un altro dei suoi potenti, ma selvaggi, rami vitali e si è concentrato su nuove conoscenze, mettendo da parte temporaneamente le vecchie — dove potrebbero mai andare?
Il problema di coltivare i propri valori e realizzare i programmi per raggiungerli, in particolare l’elaborazione del Toro, è molto attuale per un Acquario forte, ma spesso non vuole ammetterlo e finisce per reprimerlo nell’inconscio, con il risultato che la sua anima si inquina gravemente e la successiva rielaborazione risulta estremamente difficile, se non impossibile — si veda, ad esempio, la conclusione del romanzo di Oscar Wilde *Il ritratto di Dorian Gray*.
A questa persona conviene ricordare che né l’affabilità né la saggezza possono sostituire l’onestà interiore. L’elaborazione consente di rispondere alle questioni più serie del proprio tempo, realizzando sia programmi organizzativi che lo sviluppo culturale, a volte di interi popoli.
Un Acquario debole, invece, crea difficoltà nel coltivare i propri valori: il terreno per essi sarà relativamente povero. È improbabile che la sua cordialità e benevolenza si estendano a tutti senza distinzione, ma rispetto a un Acquario forte è molto meno incline a manipolare il proprio favore, e per questo motivo è spesso più facile mantenere con lui relazioni equilibrate. Le sue esperienze interiori, anche dopo eventi tumultuosi, possono essere molto limitate, e può sottovalutare o ignorare del tutto un sostegno causale essenziale per la sua visione esistenziale — a suo danno e a scapito dei rapporti con l’amico che glielo ha offerto.
Se anche il Toro è debole, il legame tra il corpo superiore e quello sociale può essere avvertito dalla persona come trascurabile o del tutto assente, il che spesso porta a quella scissione tipica dei nostri tempi: i programmi sociali altrui, e persino i propri, assumono per lei scarso valore, mentre le attività “per l’anima” (hobby, passioni amatoriali) vengono considerate di poco conto dalla società — destino interno del Toro, e tanto più ignorare l’esistenza di questi canali significa lasciarli incolti, finché non iniziano a funzionare in modo grezzo e incontrollato, in modalità impulsiva: le disgrazie, così come gli stati d’animo dolorosi, possono abbattersi sulla persona senza preavviso e senza cause apparenti.
Con un Toro forte la situazione è più semplice, ma occorre abituarsi a un apporto capillare del sostegno acquariano ai valori e a continuare a perseguirli o correggerli, orientandosi su segni causali sottili, quasi invisibili.
Un Acquario armonioso tende a trarre conclusioni interiori troppo superficiali dalla propria esperienza di vita; esteriormente ciò può dare l’impressione di un carattere leggero, ma dopo un contatto prolungato con questa persona si avverte un disagio: nel profondo, a lei tutto sembra indifferente, e proprio per questo motivo è indulgente, aperta, amichevole e incrollabile. (Naturalmente, in questo caso occorre considerare anche altri punti dell’oroscopo: ad esempio, un quadrato planetario tra lo Scorpione e il Leone può scatenare scoppi d’ira anche in un Acquario armonioso, ma quest’ultimo li contiene e attenua in modo significativo.)
Naturalmente, anche questa persona, come chiunque altro, non è del tutto indifferente, ma in qualche modo riesce a non badare alle cattiverie altrui e a non lasciarsi turbare dall’inaffidabilità e dall’incostanza dei suoi amici — categoria nella quale rientrano quasi tutti i suoi conoscenti; nemici, se ne ha, non li conosce.
Spesso ha fortuna con le persone, soprattutto con quelle che sostengono i suoi progetti — ma se inizia a sentirsi oberato, toglie loro la propria attenzione e il proprio favore, attirandosi sguardi tristi e lamenti (“Perché?”), che però non degna di alcuna considerazione. Il suo motto è: “Amo tutti, ma soprattutto quelli che sono con me in questo momento”, e questa élite dei suoi circoli non la nasconde affatto, anche se può ferire profondamente gli ex amici più stretti.
Se si tratta di un manipolatore, almeno non è rozzo: sa trarre vantaggi morali dagli sforzi altrui con grande destrezza e naturalezza, e a volte diventa un maestro di giochi psicologici basati sulla realtà pratica della vita e dell’attività, rendendo i rapporti con lui molto difficili: sa sempre voltare la situazione in modo che tutto l’esistente finisca nelle sue tasche, e gli altri, con amarezza, si accorgono che tutta la loro esperienza di vita serve unicamente a sostenere le sue posizioni.
Il suo gioco preferito è: “Ve l’avevo detto!” — ma nella variante allegra, ad esempio: che il vostro bambino finirà per diplomarsi (guarirà, si sposerà, cambierà idea, salderà i debiti, andrà in pensione).
Il pericolo principale che minaccia l’Acquario armonioso non risiede nei vampiri causali e buddhiali che lo avvolgono, bensì nella costante tentazione dell’autinganno, che si manifesta nel fatto che la persona non si accorge in tempo che il suo flusso causale ha smesso di sostenere i suoi valori, cioè che non fa esattamente ciò che dovrebbe fare, o non lo fa affatto, o non ha alcuna intenzione di farlo. Altrimenti, il terreno buddhiale diventa friabile, amorfo e produce a sufficienza erbacce, e allora la persona spende la sua parvenza di fascino ormai appassito solo per l’ambiente più stretto: contadini, parassiti e adulatori.
Tuttavia, i primi segnali di allarme spesso provengono dal flusso causale che perde la sua struttura: diventa difficile per la persona adempiere ai propri obblighi, è costretto a mentire e a giustificarsi, abusando del proprio fascino e della propria cordialità generale. Cercando di cavarsela senza danni, rischia però di sudare freddo.
L’elaborazione conferisce grandi capacità organizzative, fiuto imprenditoriale e intuizione da scienziato sperimentatore, oltre a un ottimismo generale e una generosità d’animo — e cosa altro volete ancora?
L’Acquario colpito spesso indica un carattere impossibile e difficoltà di adattamento sociale, che vengono compensate da grandi e originali abilità nei campi indicati dagli aspetti dell’Acquario. Tuttavia, sviluppare queste abilità in talenti e realizzarle in un’attività costruttiva risulta difficile alla persona, e gli ostacoli sono in gran parte di natura interiore.
Tutto ciò che questa persona fa, e ciò che la vita fa di lei, il più delle volte non la soddisfa — non a livello razionale-logico, ma a livello dell’anima; in particolare, le sembra sempre che ciò che accade intorno a lei smentisca o screditi i suoi valori, minando la sua fiducia in sé stessa, nelle autorità attuali, nelle capacità concrete e nella capacità generale di portare a termine qualcosa.
Nel percepire l’Acquario ferito, il senso implicito tra le righe di qualsiasi testo rivolto a lui, così come le intenzioni morali dell’autore, sono spesso distruttivi; i complimenti e le lodi per il lavoro da lui svolto vengono solitamente interpretati come derisione, e qualsiasi successo viene visto come un miracolo o un’eccezione che conferma la regola della sua disperazione generale.
Ciò che è stato detto sopra si riferisce al mondo interiore dell’Acquario ferito, ma non è affatto detto che lo ammetta con qualcuno, o addirittura con sé stesso.
Come compensazione e ipercompensazione, emergono vari complessi di inferiorità (personale, familiare, professionale, sessuale, politico…), una presunzione esteriore smisurata e la tendenza a interpretare tutto ciò che accade intorno a sé a proprio vantaggio. Il carattere ne risulta di solito fortemente deteriorato, ma un fascino e un talento peculiari attirano verso questa persona persone molto diverse, la maggior parte delle quali non regge la convivenza con lei e se ne va (per il meglio o per il peggio), mentre una minoranza rimane come amici costanti, con i quali questa persona può comportarsi in modo sorprendentemente buono, tollerante e generoso, spendendo su di loro molte energie spirituali senza pretendere nulla in cambio.
Eppure rimane incostante, e se non lavora su sé stesso, rischia alla fine di restare solo, divorato dal cancro dell’anima e da un egregore rigido.
Qui l’elaborazione è piuttosto complessa, perché la persona deve imparare a cambiare costantemente interiormente, correggendo il sistema di valori in modo indiretto in base all’esperienza di vita, ma senza farlo in modo lineare.
Conclusioni del tipo: “Se una volta non è riuscito, significa che mi sono occupato di affari che non mi competono” o “Chi mi ha deluso una volta, mi deluderà anche la seconda, quindi non si può avere a che fare con lui” non funzionano: per ottenere una vera soddisfazione interiore, qui sarà necessaria un’opera lunga e non ovvia, fatta di alti e bassi.
Aiuta prestare attenzione alle trasmissioni ariete e coltivare in sé il rispetto per la realtà, soprattutto per il flusso causale: se scorre così e non altrimenti, significa che c’è la volontà divina, e non spetta a me, con la mia mente limitata, giudicare quanto io sia adeguato ad esso.
L’elaborazione inizia con l’assimilazione delle regole fondamentali di comportamento nel flusso causale (vedi il test nella descrizione del primo livello di elaborazione dell’Acquario), perché la loro violazione porta rapidamente a gravi conseguenze.
Con il dovuto impegno e perseveranza, la persona inizia a comprendere le peculiarità individuali dei programmi buddhiali del proprio sviluppo, e da essi ottiene le chiavi per adempiere alla propria missione; qui molto riveleranno i pianeti in Acquario e Pesci e i loro aspetti.





